Le muffe “vecchie” possono ancora essere utili? Risponde il DNA sequenziato della penicillina

Il DNA delle muffe che hanno permesso la scoperta della penicillina è stato sequenziato!

Per la prima volta dalla scoperta della penicillina è stato sequenziato il genoma delle muffe che hanno dato luce a una delle scoperte più importanti del 20esimo secolo. Ma cos’è il genoma e perché è stato sequenziato solo ora?

Una scoperta leggendaria e un genoma misterioso

Alexander Fleming scoprì nel 1928 la penicillina. Egli osservò che in una piastra di coltura contaminata da una muffa la crescita batterica era inibita: venne così creata la penicillina G capostipite di tutta la famiglia. Da poco tempo essa viene usata come farmaco per sintetizzare le nuove penicilline. Una scoperta a dir poco leggendaria quella di Fleming che rivoluzionò non solo la medicina, ma la scienza stessa. Una domanda, però, sorge spontanea: perché è stato sequenziato solo ora il DNA di una scoperta dei primi del novecento? La risposta è banale ma comunque non del tutto esplicativa. Il DNA è stato scoperto nel 1953, e ancora oggi sono celati molti misteri dietro ad esso.

 

I genomi delle muffe non sono tutti uguali

Un gruppo di scienziati dell’Imperial College London, del Centre for Agriculture and Biosciences International e dell’Università di Oxford hanno estratto e sequenziato il DNA di una delle muffe originali di Fleming congelata decenni fa e conservata in una delle collezioni del CABI. Il codice genetico della “prima muffa” è stato confrontato con quello di due ceppi di Penicillium usati negli USA per produrre antibiotici su scala industriale. La penicillina di Fleming aveva una resa piuttosto bassa, perché di sviluppo lento e instabile. Mentre la scoperta negli USA di una muffa del melone capace di produrre sostanze antibiotiche in abbondanza diede una svolta alla produzione di penicillina su larga scala.

Cos’è il genoma e cosa c’entra col DNA?

Il genoma è l’insieme del patrimonio genetico che caratterizza ogni organismo vivente. Le informazioni genetiche risiedono nella sequenza del DNA. Scoperto da James Watson e Francis Crick, chiamato anche acido desossiribonucleico, è in grado di trasmettere e utilizzare l’informazione genetica. Essi sono polimeri composti di monomeri chiamati nucleotidi. Il nucleotide è composto da un gruppo fosfato, il desossiribosio (zucchero pentoso) e una base azotata. Le basi azotate sono: citosina e timina (purine) e, adenina e guanina (pirimidine). Esso è a forma di doppia elica destrogiro e contiene il corredo genetico di ogni essere vivente. Si può dire che il DNA è la base della vita, e dentro è contenuto il genoma.

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