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Le frasi senza senso della musica indie italiana spiegate dall’ermetismo di Ungaretti

“Lo sai che la Tachipirina 500 se ne prendi due diventa 1000”

Giuseppe Ungaretti ed il suo gatto

Era risaputo che raddoppiando la dose da 500, la Tachipirina diventasse 1000. Abbastanza logico. Ciò che non è logico è il contesto in cui questa affermazione viene usata, infatti è presa da una canzone del cantante Indie Calcutta. Una canzone sugli effetti che la persona che ci piace ha sul nostro corpo e delle sensazioni che provoca la sua compagnia come ad esempio il battito accellerato. Ma quindi la Tachipirina che cosa c’entra? Una minchia apparentemente. Eppure un senso ce l’ha, non proprio logico ma poetico. Per trovarlo dobbiamo tornare indietro di un po’ di anni, precisamente nel periodo dell’ermetismo.

La corrente ermetista in Italia

È una corrente culturale del ‘900 che ha rivoluzionato il modo di fare poesia per l’assenza di metrica e figure retoriche. I maggiori esponenti in Italia sono Giuseppe Ungaretti(1888-1970), Eugenio Montale(1896-1981) e  Umberto Saba(1883-1957).
L’ermetismo propone una poetica occulta e personale, appartenente ad un individuo solo e chiuso nel suo mondo che non si rapporta con la società ma che vive le sue problematiche privatamente, in modo quasi egocentrico. Le poesie sono costituite da parole scarne, essenziali e vuote di significato comune, ma fortemente evocative, che acquistano valore solo in relazione allo stato d’animo che sta vivendo il poeta. Sono frequenti le analogie, che accostano immagini diverse senza un legame apparente che si può interpretare prediligendo la sensibilità e l’istinto piuttosto che la logica. Non è necessario riempire versi con aggettivi o figure retoriche particolari, la semplicità delle frasi urta l’animo del lettore con il solo significato e non con una forma aulica ed elegante. Il modo in cui ci si esprime non determina la bellezza di un verso ma questo ruolo spetta alla potenza evocativa del suo contenuto.

Gazzelle

L’ermetismo nei testi di Calcutta e Gazzelle

Penso che a questo punto sia ben chiaro il legame tra panorama indie e corrente ermetista. Giusto per spiegarci ulteriormente. In entrambi gli ambiti non è necessario fare un lungo discorso per esprimere un sentimento ma bastano poche parole piene di sensazioni che riprendono l’interiorità di chi le legge o le ascolta. Le analogie dell’indie come quelle dell’ermetismo, dunque quelle frasi sconnesse che ci sembrano senza senso, in realtà non le stiamo interpretando come dovremmo. La spiegazione della singola frase va interpretata e decodificata in base al contesto in cui si trova. Il ruolo della Tachipirina è quello di rievocare la tenerezza e quotidianità dei discorsi tra i due amanti protagonisti della canzone. Ecco la spiegazione. Per ascoltare indie dobbiamo adattare il nostro orecchio e immaginare in che modo i concetti che ci vengono dati dal cantautore si collegano alla tematica generale della canzone.
I componimenti ermetisti sono autobiografici così come i pezzi indie e che si possono comprendere conoscendo la situazione che sta vivendo il poeta. Es.”E tu domani parti per Medellin” (Meglio così, Gazzelle), per Tizio non significa niente, per Caio che sta affrontando una distanza fisica e un abbandono ha un certo significato, perché appunto lo sente sulla sua pelle. Anche gli spazi bianchi tra una parola e l’altra delle poesie, si caricano di significati, esprimendo il senso di vuoto avvertito dal poeta. Come le pause nei lenti accordi musicali.
La frase presa da Paracetamolo è forse uno dei casi più iconici, ma ce ne sarebbero altre come “tu eri un’ombra cinese sul Bari città” (Nuda Nudissima), oppure “tu sei una donna per me nel senso che per me tu sei una donna” (Saliva). E Calcutta non è il solo. Anche Gazzelle, al secolo Flavio Pardini, spesso utilizza frasi che prese singolarmente non hanno un significato particolare, ma incastrate insieme rimandano tutte ad un determinato contesto o ad una precisa situazione.
Peculiare è il caso della canzone Zucchero filato nella quale viene ripetuta continuamente la domanda “te lo ricordi lo zucchero filato“. Richiama molto alla poesia Il Mattino di Ungaretti, in cui viene espressa una singola frase ma carica di significato. Un’altra chiave di lettura dei versi indie può essere il simbolismo. Dal nome stesso della corrente, i simbolisti ritengono che la natura e gli oggetti siano un reticolo di simboli che racchiudono significati molto più profondi rispetto alla semplicità della loro apparenza. Es. un barattolo di Nutella è in realtà un barattolo di felicità e gioia. Il poeta non descrive la realtà come ci appare ma ci fornisce stati d’animo portando alla luce l’essenza intima delle cose che solo lui può vedere e scovare. Ermetismo e simbolismo però non possono essere applicabili a tutte le canzoni e a tutti i cantanti indie. Ce ne sono alcuni che un sentimento lo esprimono con descrizioni complesse, farcite di similitudini, metafore e perifrasi che non hanno bisogno di una decodificazione o di una interpretazione in chiave poetica. Ad esempio Frah Quintale, Franco 126 o il freschissimo Merlot, il cui ascolto è consigliato per i più sottoni.

L’indie non è solo per persone tristi

In conclusione, se il contenuto di una canzone non vi trasmette niente allora non vuol dire che non trasmette niente a tutti, ognuno ha un’impressione diversa di quello che ascolta. Se si è un ascoltatore indie o un ascoltatore rock, non si ascolta necessariamente frasi sconnesse o rumori assordanti. La musica suscita in ognuno di noi stati d’animo o ricordi diversi proprio perché legati a esperienze diverse. Per questo prima di accusare qualcuno di ascoltare musica mediocre e priva di senso, provate ad entrare in empatia con la persona che accusate ed immaginate il valore che potrebbero avere per lui quelle note e quelle frasi che voi reputate vuote. La musica è soggettiva e non esistono generi appositi per ascoltatori. Non esiste musica per i depressi, per i drogati o per i festaioli. In una playlist possono convivere benissimo vari generi dai mood differenti, dalla classica al rap, dall’indie alla techno, dal commerciale al punk. Tenetevi strette le persone che ascoltano reggaeton e black metal nello stesso pomeriggio. Sono rare e speciali.

 

 

 

 

 

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