Il tempo fugace e la caducità della vita secondo Time e Ciro di Pers

Ciro di Pers e i Pink Floyd alla scoperta del valore della vita rispetto alla fugacità e voracità del tempo. 

Il tempo scorre come un fiume in piena, inarrestabile e potente, imponendosi sulle vite degli uomini. I Pink Floyd cantano della monotonia di giorni che si susseguono senza lasciare un segno. Ciro di Pers, autore barocco, prende come oggetto di riflessione un orologio, simbolo del fluire di un tempo che sfugge via velocemente.

Fonte: pxhere.com

Ticchettando via momenti noiosi

In “Time” il ticchettio delle lancette e il battito cardiaco accompagnano le parole permettendo all’ascoltatore di immergersi nella frenesia di attimi veloci. Vivere senza prendere coscienza della rapidità con cui la vita fugge via, un decennio che passa senza che ci si renda conto del suo valore. Quando si è giovani ci si sente invincibili, introdotti in una vita che sembra non avere mai fine. Non esistono indicazioni, segnali che permettono di intuire quando sta per scoppiare il colpo di pistola che delinea la partenza. L’individuo si ritrova a vivere senza sapere quale sia il modo giusto di procedere. Il tempo passa senza lasciare traccia. La natura si mostra sempre uguale a se stessa: il Sole non muta il suo aspetto, impassibile rispetto alle vicende dell’umanità. L’uomo che fissa l’astro è però ogni giorno più vecchio e il suo respiro più corto. Quando si capisce il valore del tempo perduto si corre alla ricerca del proprio Sole ma ormai esso è prossimo al tramonto. Gli esseri umani procedono in molteplici direzioni, strade che si intersecano in diversi punti avendo come meta comune la morte. Tutto ciò che resta sono sensazioni gradevoli a cui potersi aggrappare, tanto semplici quanto corroboranti. Niente può indicarci la via migliore, nessuno può guidarci nell’avventuroso percorso che è la vita. Ciascuno deve animarsi di coraggio e partire alla scoperta del mondo, abbandonando tutte le certezze tanto rassicuranti quanto asfittiche.

Copertina di The Dark Side of the Moon

Il richiamo della morte

Nel componimento “Orologio da rote”, Ciro di Pers pone al centro delle sue riflessioni l’orologio, definito come un ordigno. Dal punto di vista fonetico insiste su suoni dentali per sottolineare il modo crudo con cui il tempo scorre polverizzando l’esistenza dell’uomo. Il ticchettio delle lancette dell’orologio è associato a quello di una bomba pronta ad esplodere, distruggendo ogni traccia dell’uomo. Ciò che procede in maniera fluida ed inarrestabile è sezionato dalle “dentate ruote”, componendo un messaggio funesto, come un “memento mori” che ricorda agli animi più sensibili e predisposti all’ascolto che ogni vita è destinata a finire. Il poeta enfatizza il suono metallico che viene articolato dal brutale meccanismo, come la percussione di uno strumento di bronzo: il gong che annuncia l’inevitabile morte, l’oggetto che batte inquietantemente sulla tomba fino al giorno in cui non si aprirà per accogliere in eterno l’uomo. La contrapposizione tra vita e morte è centrale in “Orologio di polvere”, dove Ciro di Pers analizza l’immagine di una clessidra e i tuoi angoscianti rimandi. La sabbia sottratta dalle spiagge su cui era libera di muoversi si trova ora prigioniera delle sottili pareti di vetro dello strumento. La polvere contenuta rappresenta la morte e la progressiva disintegrazione dell’uomo, mentre il vetro diventa simbolo della vita, di quella fragile esistenza pronta a distruggersi da un momento all’altro.

Ciro di Pers

Alla scoperta della vita

Il fluire del tempo rivela ciò che è nicodemicamente custodito in ogni individuo. Si può avvertire il suo procedere, il logorio che sembra ricordare costantemente quanto la vita sia effimera e sfuggente, producendo un’ansia perenne legata ad un “memento mori” angosciante. Al contrario, l’uomo rischia di rimanere ancorato ad una condizione di stasi qualora cerca di procrastinare le esperienze esistenziali, ritrovandosi ormai vecchio e con un cumulo di ore sprecate dietro ad una rassicurante quiete. Il giusto compromesso comporta una presa di coscienza della fugacità del tempo e del valore di ogni attimo, piccolo custode di infinite potenzialità. I Pink Floyd e Ciro di Pers evidenziano la velocità con cui tutto passa per esortare il destinatario del testo a comprendere che la vita è la cosa più importante che abbiamo: ogni secondo, ogni frammento lacerato dall’ordigno mostruoso, è l’occasione giusta per rivoluzionare tutto. Nel celere fluire dell’esistenza, l’uomo può manipolare la realtà circostante, cogliendo l’attimo che può cambiare per sempre la triste monotonia di giorni sempre uguali a se stessi.

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