Le biciclette al posto delle automobili: la crisi petrolifera raccontata da Celentano in “Svalutation”

Dai testi di Celentano, il racconto della crisi petrolifera che fece parcheggiare l’utilitaria appena acquistata di tanti italiani nel proprio garage.

Celentano

I benzinai chiudono, le auto in giro scompaiono e tante biciclette circolano per le strade italiane. É guerra al petrolio. I governi dei Paesi Occidentali devono trovare al più presto soluzioni che possano contrastare il consumo energetico. Il racconto drammatico di quegli anni è intonato da chi, in quel periodo, era in cima alle classifiche, ovvero da quel provocatore di Adriano Celentano.

L’AUSTERITY IN SETTE NOTE

Un giro di corde, una chitarra acustica e la calda voce del Molleggiato. Si intitola Svalutation il singolo tratto dall’omonimo album che descrive un’Italia colpita da una nuova piaga arrivata dal Medio Oriente. Parliamo della crisi petrolifera del 73, un periodo drammatico causato dall’inflazione derivata dalla Guerra del Kippur che, i paesi arabi facenti parte dell’OPEC, decisero di sostenere aumentando i costi del petrolio per i paesi filo-israeliani. Gli effetti delle decisioni prese dai Governi per combattere la crisi sono narrati all’interno del brano, che racconta la sofferenza di tanti italiani che per la prima volta devono fare i conti con il proprio portafoglio, in quanto “Con il salario di un mese compri solo un caffè”. Il titolo del brano, infatti, fa riferimento all’inflazione che colpì l’economia dei Paesi Occidentali per via dello shock petrolifero  provocato dalla drammatica situazione sul fronte Orientale:

“Eh la benzina ogni giorno costa sempre di più
E la lira cede e precipita giù
Svalutation, svalutation”

Questa crisi, infatti, pone fine alla così detta età dell’oro, periodo di benessere economico per la nostra Nazione, sostituito invece dai duri provvedimenti dell’Austerity che i Governi decisero di applicare per salvaguardare l’economia dei Paesi Occidentali. I cittadini, quindi, dovettero rapidamente cambiare le loro abitudini, dopo che per anni credettero di poter beneficiare per sempre del petrolio utilizzato per creare la benzina per le loro utilitarie:

“In automobile a destra da trent’anni si va
Ora contromano vanno in tanti, si sa
Che scontration, che scontration”

Uno scenario che però non descrive a sufficienza la rete di relazioni dei nostri Governi e, soprattutto, quella guerra tra la sabbia che generò un effetto domino in tutto l’Occidente.

Su L’eco di Bergamo, uno dei provvedimenti presi per contrastare la crisi petrolifera

TUTTI IN SELLA!

I conflitti causati dalle guerre arabo-palestinesi furono protagonisti anche sul piano internazionale a seguito dello scoppio della guerra del Kippur, in cui le truppe egiziane attaccarono Israele. Nonostante le difficoltà riscontrate dall’esercito israeliano nei primi giorni di guerra, riuscirono comunque ad avere la meglio sull’esercito arabo. Il conflitto si concluse con un cessate-il-fuoco da ambe le parti, ma le conseguenze scatenate furono molto più durature. Le Nazioni anti-americane alleate con l’Egitto e la Siria aumentarono i prezzi del petrolio e diminuirono le esportazioni. Altri paesi arabi membri dell’OPEC, bloccarono le esportazioni per due anni con gli Stati Uniti ed i Paesi Bassi. Il primo, inoltre, dopo la decisione presa dall’amministrazione Nixon, aveva rimosso la convertibilità dell’oro in dollaro, pilastro del sistema monetario internazionale, causando uno shock petrolifero che vide l’aumento di quattro volte circa il costo della materia prima. Inizia così, nel 1973,  la crisi petrolifera che avrebbe portato ad un danno internazionale di vasta proporzione. Come conseguenza, vi fu un aumento dell’inflazione che avrebbe portato i Paesi Occidentali a salvaguardare la propria economia con diverse soluzioni che avrebbero provveduto al rallentamento della crisi mentre, sul piano sociale, l’aumento della disoccupazione avrebbe messo in ginocchio tante famiglie. Non solo Celentano, infatti, dovette fare i conti “Con la nuova banca dei sequestri che c’è”, ma anche tanti europei dovettero sottostare a tante soluzioni alternative per attendere la fine della crisi: la domenica le auto dovevano sostare davanti casa, non bisognava superare i 100 km/h e aumentarono le domande per l’acquisto di biciclette. Lo stesso Gerry Scotti durante una puntata del podcast Muschio Selvaggio ha raccontato la sua adolescenza segnata dall’austerity e di come i ragazzi milanesi passassero le proprie giornate:

“Avevamo già diciotto/vent’anni quando c’era l’austerity […] periodo in cui scarseggiava la benzina e vietavano alle macchine di andare in giro. Noi stavamo seduti sui marciapiedi di viale Zara e il nostro gioco tutto il pomeriggio era “Scommettiamo di che colore sarà la macchina che passa”. Si metteva 10/50 Lire.”

Ma i provvedimenti per la risoluzione della crisi avrebbero giovato, oltre che lo Stato, anche lo stesso Ambiente. Sarebbe stata infatti un’opportunità per parlare di soluzioni green per aiutare la natura a riprendersi il suo posto nel mondo.

SOLUZIONI PIÙ GREEN E LA RISPOSTA SVIZZERA AL MEDIO ORIENTE

Nonostante le soluzioni temporanee, i problemi ambientali sarebbero rimasti quesiti senza risposta ancora per molto tempo. I Governi, resosi conto della scarsezza delle risorse naturali (contro la prospettiva ottimistica della crescita illimitata nella civiltà industriale) cominciarono a temere l’avvento di crisi future. Il degrado dell’ambiente ha radici ben più lontane, in quanto agli inizi del 1900 il carbone era considerato come principale causa dell’inquinamento dell’aria, mentre nel 1990 sarebbe stata catalogata come fonte principale a livello mondiale di inquinamento. Si doveva trovare una soluzione, un’alternativa ai combustibili fossili oltre che adoperarsi per limitarne il consumo. Nel tempo sono stati i progetti ed i trattati che hanno portato i nostri Governi a fare delle scelte pìù ecosostenibili, ma nello stesso 73 cominciarono ad esservi le prime occasioni per dare alla politica una direzione più green. La soluzione Svizzera, ad esempio, nel pieno della crisi petrolifera, fu la creazione da parte del Consiglio federale della Commissione federale per la concezione globale dell’energia. Istituita nel 1974, il suo compito era definire l’orientamento della politica energetica svizzera. Il rapporto finale della commissione conteneva tre obiettivi: un approvvigionamento energetico sufficiente e sicuro, la garanzia di prezzi energetici economicamente sostenibili ed infine la protezione dell’essere umano e dell’ambiente. Soluzioni che al giorno d’oggi vista la corrente crisi climatica e la guerra in Ucraina, meriterebbero più considerazioni.

 

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