L’arte può essere motivo di accrescimento culturale e spirituale per chi la osserva e la contempla. Può diventare, al contempo, fonte di problemi per chi la realizza o lavora a stretto contatto con essa.

Spesso, per poter realizzare un’opera o semplicemente una decorazione, si doveva ricorrere all’utilizzo di composti complessi. I più comuni e dotati delle più variegate composizioni a livello chimico, erano i pigmenti. Molti di questi tendevano ad essere costituiti da metalli perchè erano tra i materiali più comuni nei tempi antichi.
In passato non si conosceva ancora la pericolosità di ciò che si stava usando, scopriamo alcuni personaggi noti che hanno avuto problemi causati proprio “dall’arte” o dai materiali che le danno vita.
1 – Napoleone Bonaparte
Tra il XVIII ed il XIX secolo la tavolozza degli artisti era ricca di tonalità di verde, date tutte a diversi pigmenti. Il Verde di Scheele è uno di questi. È arsenico acido di rame, altamente tossico se ingerito o inalato in grandi quantità, ma, soprattutto, estremamente volatile in ambienti umidi. Fu poco impiegato in pittura e molto utilizzato per la realizzazione di carte da parati dal colore verde brillante. Recenti studi hanno supposto che il vero assassino di Napoleone sia proprio questo pigmento. A causa dell’umidità e della presenza di particolari specie di funghi, la carta da parati presente nella sua stanza a Sant’Elena iniziò ad espellere arsenico sotto forma di arsina, altamente volatile. La lunga inalazione di quest’aria tossica potrebbe aver portato alla morte del grande condottiero.

2 – Van Gogh e Caravaggio
Non sempre le conseguenze dell’uso di pigmenti tossici hanno come protagonista la morte, spesso possono verificarsi delle intossicazioni, più o meno lievi, che vanno a modificare alcuni tratti del carattere.
L’avvelenamento da Piombo era molto comune tra i grandi maestri del passato. Gli artisti avevano la cattiva abitudine di inumidire le setole dei pennelli con la saliva per renderle più unitarie. Quando in gioco c’era l’utilizzo di pigmenti a base di piombo, come la Biacca, ad ogni gesto di questo tipo corrispondeva l’ingestione di piccole quantità di carbonato di piombo. Con il passare del tempo, questa continuativa introduzione di piombo nell’organismo causava l’insorgere di un’intossicazione acuta che poteva portare: aggressività, spossatezza psicologica, paranoia e anche allucinazioni.
Le paranoie di Van Gogh ed il pessimo carattere di Caravaggio erano, molto probabilmente, dipendenti proprio da questo. Un’intossicazione acuta da piombo potrebbe aver ucciso anche Goya.
3 – Caligola e Nerone
Un altro uso molto comune del piombo, quando ancora la sua tossicità era sconosciuta, era quello di materiale per i contenitori più svariati. Erano fabbricate in piombo gli otri usati per la conservazione e fermentazione del vino durante l’epoca romana.
Il vino è, chimicamente, una sostanza acida. I nobili romani erano soliti bere un vino di alta qualità che veniva addolcito con il miele e fatto fermentare in dei grossi otri fatti di piombo. La bevanda acida tendeva ad interagire con il metallo che costituiva l’otre. In questo modo il consumatore del vino degustava, insieme alla bevanda, anche sali e composti del piombo. L’ingestione abitudinaria causava l’insorgere di una forma di saturnismo e comportava problemi simili a quella che viene chiamata “follia”. A questo tipo di intossicazione potrebbero essere attribuite la pazzia di Caligola e la follia paranoica di Nerone

4 – Beethoven
Secondo uno studio belga, anche il grande maestro Ludwig Van Beethoven potrebbe essere stato vittima di un’intossicazione da piombo. Analisi tossicologiche sulle unghia e sui capelli del celebre compositore avevano evidenziato una massiccia presenza del metallo all’interno dell’organismo. Secondo gli studi più recenti è possibile che il vino che Beethoven era solito bere fosse un vino di scarsissima qualità. La bevanda veniva arricchita con Litargirio, un ossido di piombo molto usato in epoche passate come pigmento di colore giallo. L’aggiunta dell’ossido serviva a rendere più “morbidi” e bevibili dei vini in realtà di scarsissima qualità. L’acuta intossicazione da piombo potrebbe aver contribuito, quindi, alla sua dipartita.