L’anniversario della morte di Andy Warhol celebra le opere di un artista compreso

33 anni esatti sono passati dal fatidico momento in cui forse il più grande artista americano ha lasciato questo mondo. Giudicato, criticato e interpretato da tutti, ma mai odiato.

Il più conosciuto esponente della pop art internazionale merita il giusto riconoscimento. Un genio cresciuto a fantasia e originalità, un artista che prendeva ispirazione dal cinema, i fumetti, la pubblicità e da ogni idea che possa attrarre uno spettatore proprio come la sua arte.

Biografia

Andrew Warhola nasce a Pittsburgh, in Pennsylvania, nel 1928 da genitori ambedue immigrati slovacchi. Sin da giovane mostrò una predisposizione naturale per l’arte, frequentò il corso di arte pubblicitaria all’università di Pittsburgh e si laureò nel 1949. Non passarono pochi mesi che Andy prese la decisione di avventurarsi lì dove uno con il suo talento poteva davvero sfondare: New York. La “città che non dorme mai” gli offrì subito offerte di lavoro allettanti, iniziò a disegnare pubblicità per riviste del calibro di Vogue, Harper’s Bazar e Glamour. Passarono appena 3 anni che il predestinato artista slovacco trovò l’opportunità di esporre per la prima volta le sue opere alla Hugo Gallery di New York. Ma è solo negli anni ’60 che Warhol ebbe il lampo di genio: decise che la sua attenzione doveva ricadere sulle immagini iconiche del tempo i “simboli” che dominavano quegli anni.

Nel 1968 una squilibrata della S.C.U.M. (società di femministe estremiste che si proponeva di eliminare il genere maschile dalla faccia della terra) sparò a Andy Warhol e al suo fidanzato mettendo a serio rischio la vita dei due uomini. La morte giunse a New York il 22 febbraio 1987 in seguito a un intervento chirurgico alla cistifellea, un’operazione semplice ma che diventò più problematica del previsto.

L’arte

Che Warhol avesse un modo di interpretare l’arte non convenzionale è un fatto ben noto. La sua forza è stata quella di creare delle regole artistiche da rispettare, senza dover dipendere da movimenti o altri artisti a lui precedenti. L’idea innovativa che ebbe all’inizio degli anni ’60 la sviluppò sotto molteplici aspetti e esempi: lattine di Coca-Cola, barattoli di zuppa ecc.. Oltre a immagini iconiche la concentrazione di Andy cadeva anche su oggetti o avvenimenti di forte impatto per il pubblico come incidenti stradali o sedie elettriche. La ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori, queste sono i famosi dogmi che si auto imponeva, nessuno prima di lui aveva avuto questa idea di arte, chi avrebbe mai visto in un contenitore alimentare dell’arte?

Altra particolarità è il protagonismo dell’oggetto nelle sue opere. Non è importante lo sfondo, la prospettiva, la precisione, è rimarchevole la centralità dell’oggetto che può essere anche alterato nella forma ma mai passare in secondo piano. La tecnica che rese famoso Warhol è quella della serigrafia, cioè un procedimento a due schemi di composizione: il primo vede l’ingrandimento e l’isolamento dell’immagine, il secondo è una ripetizione seriale con variazioni di luminosità dell’immagine.

Le opere

Do it yourself 

Il quadro è conservato al Museum Ludwind della California. Il messaggio di quest’opera è: l’arte può aiutare a riempire un vuoto e questo vuoto si può riempire solo con la fantasia. Warhol ha stampato sulla tela un pattern prefabbricato diviso in aree da colorare in base a una banale corrispondenza numero-colore, e ne riempie alcune sezioni per poi interrompere il lavoro a metà.

Big Campbell

L’opera è esposta al Menil Collection a Houston. E’ un’opera del 1962 realizzata con caseina e pastello su tela. Comprende la rappresentazione di tutti i gusti (nell’immagine sovrastante ne vediamo un solo esempio) proposti dalla nota marca di zuppe in barattolo Campbell. A questa prima serie faranno seguito innumerevoli varianti in cui Andy si è sbizzarrito: barattoli rimpiccioliti al centro della tela, altri barattoli aggrediti da un apriscatole, accartocciati o con l’etichetta scollata che lascia trasparire la latta ossidata.

Marylin

Al New York Andy Warhol foundation c’è forse la più iconica delle sue opere. Dieci serigrafie su carta realizzate nel 1967, tutte dedicate alla diva americana. Queste riproduzioni si aggiungono ad una collezione più ampia che ritraeva diversi personaggi famosi, come ad esempio le serigrafie su Mao Tse-Tung. Questa serie appartiene alle prime serigrafie realizzate dall’artista e si caratterizza per una forza cromatica più intensa e per un disegno molto delineato.

The last supper

Alla fine degli anni 80, poco prima della sua morte, Andy Warhol realizzò un ciclo di opere di grande formato dedicate all’Ultima Cena di Da Vinci. La grande tela fu commissionata dalla Banca del Credito Valtellinese per la loro nuova apertura a Milano proprio di fronte alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che ospita la celebre opera del Maestro Leonardo Da Vinci.

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