L’amicizia cantata e raccontata da Antonello Venditti e Vittorio Sereni

Quello della vera amicizia è un legame profondo e particolare, più forte di qualunque altro, in grado di farci gioire e scoprire la luce anche nel buio. 

Attraverso la poesia di Vittorio Sereni “Gli amici” e la canzone di Antonello Venditti “Ci vorrebbe un amico“, vediamo perché quello dell’amicizia sia un vincolo sacro, in molti casi anche più dell’amore.

VITTORIO SERENI, IL GRANDE AMICO

Esponente della linea lombata, Vittorio Sereni è stato un poeta italiano. Nel 1965 pubblica  “Gli strumenti umani”, una raccolta poetica che ripercorre le tappe più significativi della vita dell’autore, da poco tornato a casa dal fronte. Nel 1940 si è arruolato tra le fila dell’esercito italiano per poi essere però fatto prigioniero in Sicilia e portato in Algeria, dove è rimasto fino al 1945. A partire da questa esperienza, Sereni ha sviluppato un forte senso di inferiorità rispetto ai suoi grandi amici, coloro che hanno fatto la Storia partecipando alla Resistenza e che, dopo la guerra, sono diventati autori di altissimo livello. Insomma erano tutto ciò che Sereni desiderava essere. Ciononostante non ha mai smesso di guardare all’amicizia con fortissima fiducia, definendo nella sua raccolta una chiara distinzione tra il mito dell’amore e dell’amico. Questo è evidente nella lirica “Il grande amico” in cui l’autore ricorda Giancarlo e Giuliana, rappresentati come fossero una visione fantasmatica agli occhi del poeta:
Non lasciatemi qui solo -stai
per gridare- ritornate…
Ma ecco da dietro uno scoglio
sempre forte sui remi
spuntare in soccorso Giuliano.
E ti sembra un miracolo
La lirica si costruisce su una dialettica passato-presente in cui il ricordo degli amici “nell’anno ‘51”, offre all’autore il destro per riflettere su quanto “in una torpida mattina del ‘60”, tutta la bellezza è la spensieratezza del passato si sia persa. In questo momento di confusione Sereni chiama in soccorso non la donna amata ma gli amici, gli unici in grado di guarire le ferite dell’anima e dare un senso al disordine del mondo.

VENDITTI E IL SUO INNO ALL’AMICIZIA

Era il 1983 quando un giovane Antonello Venditti venne lasciato dalla sua fidanzata Simona Izzo, invaghitasi del giornalista Maurizio Costanzo. Preso da un terribile sconforto, il cantautore scrisse “Ci vorrebbe un amico” dedicandola al suo grande compagno di vita Lucio Dalla. Sebbene qui, rispetto a Sereni, sia fondante il mito dell’amore, anche Venditti individua come unica ancora di salvezza l’amicizia che, se vera, è in grado di consolarti “nel dolore e nel rimpianto”. Nella traccia si può leggere tra le righe l’antefatto: l’uomo ha amato e sofferto di più della sua compagna, scegliendo di sacrificare se stesso e le sue amicizie per il suo amore. Nel momento in cui questa storia però finisce per volontà di lei, lui si trova costretto ad affrontare questo grande dolore da solo:
Ci vorrebbe un amico
per poterti dimenticare
ci vorrebbe un amico per dimenticare il male
ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco
Difronte al dolore provato per la fine di un amore, l’autore mette a fuoco l’importanza del supporto che solo un amico ti può dare,  un supporto vero, puro e indescrivibilmente potente.

SERENI E VENDITTI, L’AMICIZIA TRA MUSICA E POESIA

Chi trova un amico trova un tesoro” ci hanno sempre detto e mai frase fu più vera. Quando si è piccoli non si ha la capacità di apprezzare la bellezza di un’amicizia vera e sincera, una di quelle per cui si è disposti a fare di tutto senza chiedere nulla indietro. La bellezza dell’amico è proprio questa, la possibilità di ricevere aiuto o amore in modo disinteressato, spesso senza nemmeno chiederlo perché l’altra persona riesce a leggerci anima e cuore, capendo così cosa deve essere curato. A differenza delle storie d’amore infatti, l’amicizia è un rapporto alla pari in cui non c’è uno “più preso” dell’altro come è successo a Venditti, si basa sullo scambio e l’interazione. A riguardo Sereni ha osservato che la differenza principale tra i due tipi di relazione sia che mentre l’amicizia si fonda sul dialogo e l’ascolto, l’amore no, è un qualcosa che si riduce all’unione fisica dei corpi di due amanti che in fin dei conti non lascia nulla. La meraviglia dei rapporti e le interazioni sociali sta ne fatto che in qualche modo una persona e il suo essere, non solo aggiunge qualcosa di prezioso all’altra ma con essa si sposa, si unisce in un sodalizio eterno.

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