L’Alcyone dannunziano e la musica di Jovanotti: raccontare l’estate come opera d’arte

L’ESTATE ADDOSSO: 

l’Estate addosso è un singolo pubblicato nel Maggio 2015 come terzo estratto da Lorenzo 2015 CC., il tredicesimo album in studio del cantautore italiano Jovanotti.

L’idea del brano nacque nel 2013 quando Gabriele Muccino fece leggere a Jovanotti il soggetto per un film che il regista aveva intenzione di girare dal titolo appunto l’Estate addosso.

Lo stesso Muccino in un’intervista alla RoxyBar TV di Red Ronnie afferma: “A Lorenzo mandai il soggetto con il titolo “l’estate addosso” che a lui piacque molto e, proprio conversando, dopo pochi giorni, forse poche ore, si parlò di fare insieme le musiche del film”.

La canzone è un inno al lasciarsi andare e al godersi le lunghissimi giornate estive, il testo è stato scritto da Jovanotti con la collaborazione di Vasco Brondi che nel suo blog, in riferimento alla canzone, scrive: “Abbiamo cercato di mettere tre mesi d’estate nei tre minuti di una canzone… In questa ci sono finite le notti piccolissime, le grandi mattine, lampi, tuoni, arcobaleni, i ricordi, le previsioni del futuro, quello che succede dentro e quello che succede attorno. Cieli infuocati e brevi amori infiniti. Alla fine c’erano tipo trenta strofe e sarebbe diventata una suite di dieci minuti e adesso è diventata com’è nella sua forma di canzone.

Hano.it

ALCYONE: 

Descrivere l’evolversi dei tre mesi estivi all’interno di un’opera unitaria fu l’intento anche di Gabriele D’Annunzio con il suo Alcyone.

Alcyone è il terzo libro delle Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi. A detta della critica Alcyone è sicuramente il più riuscito dei libri delle Laudi e costituisce un momento di rigenerazione della poesia dannunziana dopo la tensione eroica e celebrativa dei primi due libri. In questa opera ci troviamo davanti ad una trasfigurazione mitica di un’esperienza del poeta: un’estate in Versilia rievocata con esattezza dalla tarda primavera fino al suo declinare. Alcyone è poi il nome della stella più luminosa delle Pleiadi, ma anche il nome di un uccello marino. Cielo e mare sono quindi evocati fin dal titolo e proprio questi si presentano come lo sfondo costante di tutta la raccolta.

luccaindiretta.it

IL TESTO: 

https://www.youtube.com/watch?v=VHcAusNO3L4

L’estate addosso/Un anno è già passato/La spiaggia si è ristretta ancora un metro/Le mareggiate/Le code di balena/Il cielo senza luna

La prima lirica di Alcyone è La sera Fiesolana collocata temporalmente all’inizio dell’estate nel mese di Giugno. Qui un uomo e una donna, il poeta e la Duse probabilmente, contemplano un paesaggio amico che sembra voler rivelare loro il segreto ultimo delle cose. L’Estate inizia per entrambi gli artisti con una sublime descrizione. Importante è poi la figura della Luna, che in D’Annunzio appare il primo elemento del paesaggio a subire una personificazione “la Luna é prossima a le soglie/ cerule e par che innanzi a sé distenda un velo/ ove il nostro sogni si giace”.

L’estate addosso/Il gesso a un braccio rotto/La voglia di tuffarsi/Guardando entrare in acqua tutti gli altri/Ma lei mi ha visto/Che sono qui da solo/E forse parlerà con me/Canzoni estive/Minacce radioattive/Distanti come un viaggio in moto in due/Fino ad un locale aperto fino all’alba/Ricordo di un futuro già vissuto da qualcuno/Prima che il vento si porti via tutto/E che settembre ci porti una strana felicità/Pensando a cieli infuocati
Ai brevi amori infiniti/Respira questa libertà

È poi l’amore, in particolare un amore spesso puro e idiliaco, il topos più ricorrente dell’estate.
In Alcyone esso ha la sua più alta rappresentazione ne La pioggia nel pineto. In questa lirica il poeta e una donna passeggiano solitari in una pineta nei pressi del mare quando vengono sorpresi da una pioggia leggera, allora qualcosa di magico accade: entrambi tesi all’ascolto della natura cominciano a vivere una crescente ebrezza di metamorfosi fino a diventare essi stessi parte integrante della natura in cui sono immersi.

L’estate e la libertà/L’estate addosso/Bellissima e crudele/Le stelle se le guardi /Non vogliono cadere/L’anello è sulla spiaggia/Tra un mare di lattine/La protezione zero/Spalmata sopra il cuore
L’estate addosso/Come un vestito rosso

Il tema della metamorfosi panica trova poi la sua più completa rappresentazione in “Meriggio”. Qui, in concomitanza con la pienezza sensuale dell’estate e la calura del meriggio, la confusione con la natura appare totale, vi è la perdita della memoria e dell’identità umana e il poeta arriva a vestire, anzi a diventare, l’estate stessa.

La musica che soffia via da un bar/Cuccurucu paloma/L’amore di una sera /Gli amici di una vita/La maglia dei mondiali scolorita
Prima che il vento si porti via tutto/E che Settembre/Ci porti una strana felicità

La lirica “ I pastori” invece appartiene alla parte conclusiva di Alcyone e descrive l’arrivo dell’autunno e la conseguente delicatezza di questo momento dell’anno che si colloca sempre a metà fra dolce malinconia ed esaltante fibrillazione. La lirica in particolare introduce il ricordo mitico e favoloso della gente e della terra natale del poeta, l’Abruzzo. In particolare i gesti calmi e replicati dei pastori sono l’emblema di vicende che si ripetono sempre uguali di generazione in generazione.

Pensando ai cieli infuocati/Ai brevi amori finiti/Respira questa libertà/L’estate e la libertà/L’estate addosso/Un anno è già passato/Vietato non innamorarsi ancora/Saluti dallo spazio/Le fragole maturano anche qua/Respira questa libertà/L’estate e la libertà/L’estate la libertà.

Alice Consigli 

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