Il Superuovo

L’aborto e la sua regolamentazione: scopriamo il sistema italiano, americano e polacco

L’aborto e la sua regolamentazione: scopriamo il sistema italiano, americano e polacco

Presentiamo una succinta guida turistica per l’interruzione volontaria di gravidanza.

Allacciate le cinture. Partiamo per un viaggio all’interno della genitorialità programmata.

Preambolo

Per quanto tenti la prospettiva, non è possibile copiare un articolo da Wikipedia e spacciarlo per proprio. E, per quanto appaghi ostentare conoscenze accademiche, occorrerebbe un libro intero per spiegare, anche blandamente, le situazioni, spesso controverse, che vedono protagoniste le leggi in materia d’aborto. Così, costernati, sacrifichiamo dei paesi a favore di tre principali che potrebbero aiutarci a comprendere meglio la situazione polacca che genera scandalo in questi giorni.

Brevi fondamenti civilistici

Con il termine “modello di ordinamento giuridico” si fa riferimento alle modalità con le quali viene prodotto il diritto. Ne esistono, in particolare 3:

  • civil law
  • common law
  • misto

I paesi di civil law non sono altro che quelli dove il diritto è racchiuso nei, cosiddetti, “codici”. Ovvero quelle raccolte di disposizioni, coercitive sul territorio ove vigono. Modello di ordinamento tipico dei paesi in cui il diritto discende da quello romano, come la Germania.

Tipico dei paesi anglofoni, quelli di common law, invece, consentono alla giurisprudenza di creare diritto. Come? Per analogia o per divergenza, si fa riferimento non a una norma astratta, ma a un precedente giuridico vincolante, ovvero una sentenza. Questa fa sì di poter risolvere un contenzioso senza creare, tendenzialmente, disparità. Se questo precendente non vi è, il giudice lo creerà con la sentenza del contenzioso in corso. Opportuno è comunque sottolineare che, come nei paesi di civil law, il diritto può essere variato. Attraverso l’overruling, per esempio, la nuova sentenza può sostituire la vecchia.

Il sistema misto permette a entrambe le categorie di fare legge. Il caso è quello dell’Italia dove il diritto è regolato e dai codici e dalla Corte di Cassazione.

Perché chiamare in causa tutta questa manfrina? Da ora verrà fatto spesso riferimento a certi istituti usati per la regolamentazione dell’aborto.

Italia

A seguito di una sentenza del 75 della Corte di Cassazione, un’assemblea si riunì per discutere l’argomento. La Corte citava già l’aborto come diritto, previa regolamentazione legale. Così, nacque l’esigenza di una disposizione ad hoc. Assistiamo alla creazione della legge 194 del 78, attualmente in vigore. Questa consente la pratica entro i primi 90 giorni di gestazione, salvo casi limite come malformazioni o pericolo di vita. Viene specificatamente consentito sia il metodo farmacologico che quello chirurgico. Il dibattito non è assolutamente acceso. L’aborto è considerato un sacrosanto diritto umano.

America

Qui il discorso cambia. La regolamentazione era lasciata libera in ogni Stato d’America, ma oggi non è così. In una eterna civil war tra “pro-life” e “pro-choice”, la mentalità è scissa. Tuttavia, il precedente giuridico vincolante esiste e fa riferimento al caso giudiziario Roe v Wade. In breve: la giovane Roe è vittima di abusi di ogni genere da parte di un uomo violento, Wade. Alla terza gravidanza indesiderata, viene contattata da alcune avvocatesse interessate al suo caso. Loro la convincono che abortire è un suo diritto. Così Roe diventa bandiera del movimento pro-choice. Le avvocatesse trovano il fondamento nella costituzione americana. In particolare, nel diritto alla privacy. Sostengono che il feto, finchè non è in grado di sostentarsi al di fuori dell’utero, fa parte della sfera personale della donna. Lei e solo lei è, dunque, libera di scegliere cosa farne. Così, vincono la causa. La Corte Suprema stabilisce, su tutto il territorio nazionale, quanto richiesto dall’arringa. Inoltre, un’ulteriore specifica lascia al libero arbitrio di ogni Stato stabilire fino a che periodo il feto non è in grado di essere tenuto in vita al di fuori dell’utero.

Trump ha fatto dell’overruling di questo caso il suo cavallo di battaglia durante campagna elettorale. Mai avvenuto.

Polonia

La Polonia è un paese di Civil law, con il “Kodeks Cywilny” che regola i rapporti tra privati. Su proposta di una manciata di parlamentari, il potere legislativo rettifica la pregressa legge in materia di aborto che, già allora, veniva considerata una delle più ristrette d’Europa. Per incompatibilità alla costituzione polacca, tale modifica viene approvata nell’ottobre 2020. Le numerose polemiche, però, non ne consentono l’immediata pubblicazione in Gazzetta che ne avrebbe decretato l’entrata in vigore. Oggi cosa sta succedendo? La legge è in Gazzetta Ufficiale, scatenando le manifestazioni di tutte le donne polacche.

Considerazioni finali

Abbiamo analizzato tre casi diversi per poter procedere più consapevolmente a una analisi comparativa delle decisioni statali.

Come abbiamo visto, ci sono presupposti decisionali diversi. Alcuni nascono da etica e buonismi, altri, invece, da esigenze concrete. E poi ci siamo noi, eterni “borderline”.

Partendo dal presupposto di base che la natura di “esigenza”, e non di “capriccio”, porti le donne ad abortire anche nei paesi ove questo non è consentito, possiamo denotare quanto la sua illegalità causi solo numeri spropositati di decessi, per coloro che sono costrette a ricorrervi presso locali non consoni (spesso ci si rivolge a persone che abbozzano una sala operatoria su due piedi e magari estraggono il feto con materiali di recupero, tipo una gruccia appendiabiti).

Vi sembra una barbarie? Anche a quelle donne. Immaginate la loro disperazione. Disperazione, tra l’altro, per una necessità che non nasce proprio nel nostro secolo. Testimonianze archeologiche accertano questa pratica sin dall’antico Egitto.

Non si tratta di essere “moderni”, si tratta di essere umani.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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