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La verità dietro “Hocus Pocus”: scopriamo la psicosi del massacro delle streghe di Salem

La verità dietro “Hocus Pocus”: scopriamo la psicosi del massacro delle streghe di Salem

Le streghe più divertenti del cinema ci ricordano una triste pagina del mondo occidentale

Dopo l’annuncio di qualche giorno fa, i ventenni e trentenni di tutto il mondo sono impazziti. A distanza di 29 anni ritorna il trio di streghe più amato di casa Disney: le sorelle Sanderson!

TREMATE, LE STREGHE SON TORNATE: HOCUS POCUS

Chiunque sia stato bambino a cavallo tra gli anni Novanta e il Duemila conosce Hocus Pocus. E chi non lo conosce, dovrebbe subito correre ai ripari.

Il film targato di Halloween targato Disney per eccellenza è un cult della commedia americana. Inoltre, ha contribuito a lanciare la carriera di Sarah Jessica Parker, una delle tre sorelle streghe insieme con Kathy Najimi e una superba Bette Midler.

Proprio le tre attrici, attraverso i propri profilo Instagram hanno recentemente reso nota l’uscita per il 2022 del secondo capitolo. Una notizia che ha entusiasmato tutti i nostalgici.

La trama di quello che ormai deve essere indicato come primo Hocus Pocus è essenziale e geniale allo stesso tempo, come spesso accade nelle commedie di successo.

Nel villaggio di Salem del ‘600 tre sorelle dedite alle arti magiche si mantengono giovani e belle succhiando la linfa vitale dai bambini della comunità. Scoperte dal fratello di una delle vittime, vengono impiccate dalla folla. Prima di morire, tuttavia, scagliano una maledizione che permette loro di tornare nel mondo dei vivi per completare l’opera. Occorrono pochi ingredienti: la notte di Ognissanti, la luna piena, una candela nera e un vergine che la accenda.

Qualcuno la accenderà? Ovviamente. E così, la notte di Halloween del 1993 si tramuta in una rocambolesca e comica avventura per riportare le tre streghe nell’Aldilà e salvare i bambini di Salem.

Be’, forse non tutti sanno che qualcosa di vero c’è. Poco in realtà, ma abbastanza da poter essere inquietante. Abbastanza da non rendere casuale la scelta di ambientare il film a Salem.

MALEDIRE L’ALTRO: L’ATROCE PROCESSO DELLE STREGHE DI SALEM

Salem. Cittadina di 41mila abitanti del Massachusetts, affacciata sull’Atlantico. Un pittoresco luogo di provincia. Se non fosse che Salem è una delle città maledette d’America.

Il motivo? Perché nel 1692 si tenne il più grande processo ed esecuzione di streghe del Nord America. Diciannove donne finirono sulla forca, un uomo fu schiacciato vivo, 150 persone furono imprigionate e l’accusa generica di stregoneria si estese su altre 200 persone, a Salem e nei dintorni. Follia collettiva? In parte. Innanzitutto occorre calare quanto successe nel proprio periodo storico. Il Massachusetts stava vivendo anni molto difficili, caratterizzati da continue scorrerie e rappresaglie da parte dei nativi americani e da un vuoto di potere governativo che lasciava i cittadini senza tutela.

È in questo contesto, quindi, che si fanno strada le accuse di stregoneria. Il casus belli si ritrova nella “possessione demoniaca” di due bambine, Betty e Abigail, figlia e nipote del pastore Samuel Parris. Le due cominciarono a manifestare comportamenti compulsivi e bizzarri. La mancata diagnosi medica diede il via a una giostra di sospetti e delazioni su chi fosse la strega o il mago responsabile del maleficio.

Non c’è da stupirsi su chi caddero le prime accuse: una schiava indiana, una donna inferma e una mendicante di origini francesi. Tre reiette. Tre figure di donne ai limiti della società.

Non ci si fermò qui, come abbiamo detto. Complice l’assenza di potere centrale, i cittadini della piccola provincia misero in atto un sistema di accuse reciproche prive di fondamento che dilagarono a macchia d’olio in tutto lo Stato. Non solo. Quando iniziarono i processi, si diede la possibilità di patteggiare la propria vita accusando qualcuno di stregoneria. Un aberrante sistema di delazione che mette in luce i due elementi chiave del massacro di Salem: isteria collettiva e paura del diverso. Elementi centrali della tristemente nota “Caccia alle streghe”.

IL FEMMINILE CHE SCONVOLGE: LA NASCITA DELLA STREGA

Ciò che accadde a Salem non è che un portato della cultura europea. La strage avvenne alla fine del ‘600. Noi conoscevamo il fenomeno già dalla fine del Medioevo. È proprio in quegli anni, infatti che la figura della “strega” comincia a essere associata ad altri elementi al limite della società: ebrei, lebbrosi, musulmani, mendicanti. A unirli è un denominatore comune: l’odio. In una duplice forma.

Da una parte, essi sono accusati di odiare la maggioranza cristiana e di cospirare contro di essa, praticando sabotaggi mortali, quali i pozzi avvelenati e le “Pasque di sangue”. Dall’altra queste categorie assumono il ruolo di catalizzatori dell’odio della maggioranza. Diventano capri espiatori della società, bersaglio d’accusa e causa di ogni disgrazia.

Se questo è valido per tutte le categorie emarginate, nel caso delle streghe si tinge di un colore più filosofico e inquietante. La strega sconvolge la comunità. La strega è la donna ribelle, colei che non sottostà alla legge degli uomini e di Dio. Molto spesso le streghe erano donne sole, nubili, amanti delle piante e degli animali, conoscitrici di rimedi casalinghi per curare piccoli malanni di stagione. Oggi li chiamiamo: “rimedi della nonna”, al tempo erano unguenti magici e sacrileghi.

La strega rompe l’equilibrio su cui si fondava la società: non solo non si sottomette a un marito, così come volevano le interpretazioni delle Scritture, ma dimostra che può vivere senza figura maschile. Ancora, conosce la natura, le erbe e gli animali e se ne serve per i propri scopi, svelando quei segreti che solo Dio può conoscere. Quello della strega è un affronto sessuale. Mostra la libertà femminile in una cultura totalmente maschile.

Questa inquietudine, che si trasforma in attrazione morbosa e isterica da parte del popolo, è ciò che traspare dal libro più importante sulla stregoneria che ci sia stato tramandato, il Malleus Maleficarum. Opera cardine del tribunale dell’Inquisizione, prima di essere un resoconto giuridico è un profondo trattato di filosofia e antropologia. In esso si percepisce l’inquietudine di un mondo che ha il terrore di veder scardinato il proprio potere e le proprie basi ideologiche. Una paura così cieca da scatenarsi contro figure femminili innocenti e alimentata dalla propaganda e dalla delazione.

Fenomeni purtroppo ancora molto attuali. Occorre solo capire chi siano le streghe oggi.

Nella pellicola, le tre sorelle cercano di giustificarsi, pronunciando una frase che suona come una battuta in quel contesto, ma che si tinge di inquietudine se si pensa a quante volte sia stata detta dalle “streghe” prima di essere torturate e uccise:

state sbagliando, siamo solo tre povere vecchie.

 

 

 

 

 

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