La vecchiaia non sembra colpire Captain Marvel: perché è ancora giovane in “Endgame”?

Da quasi un mese dall’uscita nelle sale di tutto il mondo, “Avengers: Endgame” ha sicuramente conquistato sia il pubblico sia i critici del cinema. Nel film sono riuniti molti eroi, tra cui ‘Captain Marvel’, che però non sembra minimamente invecchiata. Perché?

Captain Marvel

Carol Danvers, detta anche Captain Marvel, è un personaggio della ‘Marvel Comics’ creato da Ray Thomas e Gene Colan nel 1968. Il suo personaggio e la sua storia sono stati adottati nell’omonimo film uscito lo scorso 8 marzo 2019, il film che è servito per poter introdurre l’eroina che sarebbe stata presente in ‘Avengers: Endgame‘. Brie Larson è l’attrice che interpreta ‘Vers’, una guerriera della così detta ‘Starforce‘ che è una squadra di nobili guerrieri capitanati dal suo mentore e comandante Yon-Rogg (interpretato da Jude Law).  Vers non ricorda nulla del suo passato ma la Suprema intelligenza dei Kree le ribadisce continuamente del suo compito di proteggere il suo popolo. Il film, ambientato negli anni ’90, parla del viaggio di Danvers sulla Terra e la sua scoperta che tutto quello che sapeva e per cui combatteva fino a quel momento era una menzogna. Captain Marvel incontra Nick Fury ed è da qui che è nato il rapporto che avrebbe poi portato il leader di S.H.I.E.L.D a doverla e poterla contattare nelle scene post-credits di ‘Avengers: Infinity War‘. Sottolineiamo la grande potenza distruttiva che possiede Captain Marvel, capace di volare a grandi velocità e emettere potenti ‘photon blast’ (esplosione di fotoni), una potenza che le è stata utile per tenere a bada, anche solo per pochi minuti, Thanos in Endgame. Sappiamo che in questo ultimo film, ambientato nel 2018, Captain Marvel è tornata sulla Terra dopo aver ricevuto il segnale inviatole da Nick Fury. La prima cosa che salta all’occhio di uno spettatore è il fatto che Danvers non sembra minimamente invecchiata da quando ha lasciato il pianeta Terra, anche se c’è una separazione temporale di ben 20 anni tra i due film. Si tratta di un errore oppure esiste una spiegazione scientifica di questo fatto?

Captain Marvel in entrambi i film (a sinistra in “Captain Marvel”, a destra in “Endgame”) (fonte: Marvel Studios)

Relatività ristretta

Quasi tutti noi conosciamo il fisico Albert Einstein. Sappiamo anche che ha contribuito molto alla fisica con i suoi studi. Uno di questi ha particolarmente scosso il mondo scientifico e portò a una radicale svolta nella comprensione del mondo fisico. Chi non ha mai visto l’equazione “E=mc²”? Questa equazione deriva proprio dalla sua teoria della relatività ristretta, formulata nel 1905. Questa teoria è necessaria per descrivere gli eventi che avvengono a una velocità prossima a quella della luce. La teoria si basa su due postulati, ma solo uno di essi ci serve per capire come mai Danvers non sembra invecchiata. Einstein afferma che la luce si propaga nel vuoto a velocità costante indipendentemente dallo stato di moto della sorgente o dell’osservatore: questo postulato sembra contro intuitivo e per capire il perché basta fare un esperimento mentale. Ci sono due macchine che viaggiano su una strada e siete dentro una di esse. Se le macchine viaggiassero esattamente alla stessa velocità verso la stessa direzione, tu che sei dentro una macchina dirai che la velocità dell’altra macchina rispetto a te è nulla. Se invece di viaggiare alla stessa direzione le macchine iniziassero a muoversi in direzioni opposte, la velocità che tu misuri si raddoppia. Questi cambiamenti di velocità percepiti sono descritti all’interno della teoria della relatività galileiana, che funziona purtroppo solo nei casi di oggetti che si muovono a una velocità molto minore di quella della luce. La relatività ristretta afferma quindi che la velocità della luce che uno misura è sempre la stessa sia che viaggi nella stessa direzione della luce sia in direzioni opposte. Siccome la velocità è il rapporto fra la distanza percorsa e il tempo impiegato per percorrere tale distanza, affinché la velocità non cambi è necessario che la distanza oppure il tempo oppure entrambi varino per due osservatori diversi. Si introduce quindi il concetto di dilatazione temporale (insieme alla contrazione delle lunghezze).

La velocità della luce misurata è uguale sia nel caso dell’auto ferma sia nel caso dell’auto che si muove

Dilatazione temporale

Uno dei concetti più affascinanti della relatività ristretta è proprio questo concetto della dilatazione temporale. Nella fisica classica il tempo era considerato come qualcosa di assoluto, ovvero uguale per tutti e indipendente dall’osservatore. Con Einstein si è però dovuto introdurre il concetto di tempo relativo. Ognuno di noi misura un tempo diverso e non esiste un tempo giusto o sbagliato, perché tutto dipende da come ci muoviamo. Se siamo fermi il tempo scorre più velocemente rispetto a chi si muove. Il tempo scorre più lentamente se siamo su un satellite che orbita la Terra rispetto a chi si sta facendo un bagno al livello del mare. Non potremmo mai essere d’accordo sull’ora di adesso. Questa differenza temporale però non è tanto percettibile dalla nostra mente per cui fino al 1905 si è sempre pensato che lo spazio e il tempo fossero ‘entità’ assolute. Dalla dilatazione temporale deriva il famoso paradosso dei gemelli: immaginate di avere una navicella spaziale che viaggia a una velocità pari al 99.9% della velocità della luce e su questa ci mettete uno dei due gemelli che avete raccattato per strada per poter fare l’esperimento. Se faceste fare al gemello un viaggio di andata e ritorno verso la stella più vicina, l’Alfa Centauri, che dista circa 4.4 anni luce, il gemello dentro la navicella sarà invecchiato di soli 9 anni mentre il gemello rimasto sulla Terra sarà già invecchiato moltissimo (oppure è già morto). Questa dilatazione temporale è anche presente nel film “Interstellar”, quando il padre Cooper torna da sua figlia ormai ultracentenaria (l’effetto qui è però dovuto ai campi gravitazionali molto intensi e non a un viaggio alla velocità della luce).

Scena finale di “Interstellar”

Il segreto della giovinezza eterna

La formula della dilatazione temporale. t è il tempo percepito, t_0 è il tempo proprio mentre v è la velocità con cui un oggetto viaggia mentre c è la velocità della luce

Usando la formula precedente, supponendo che Captain Marvel possa viaggiare a una velocità pari a 99.97% della velocità della luce e sapendo che il tempo t trascorso sulla Terra è di circa 20 anni, possiamo trovare il tempo t0 percepito dall’eroe che è di circa 6 mesi. Quindi è ragionevole che Carol Danvers non sembra essersi invecchiata quando è tornata sulla Terra dopo 20 anni di assenza. Quindi lasciate stare gli alchimisti e le ricerche degli ‘elisir della vita’. Il vero segreto della giovinezza eterna è muoversi alla velocità della luce (anche se in realtà non rallentate il vostro invecchiamento ma solamente la percezione del tempo). Se Dorian Gray avesse saputo di questo segreto, magari non avrebbe stipulato il patto col demonio per rimanere giovane…

 

Kerby Dimayuga

 

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