Se pensate che per stravolgere gli equilibri dell’ecosistema mondiale sia necessario un impatto meteorico, state commettendo un grave errore. In realtà, quella dei dinosauri fu solo una delle cinque grandi estinzioni di massa che hanno interessato la vita sul nostro pianeta. Ciascuna di esse ha favorito, con lo sterminio di alcune specie, il prosperare di quelle con maggiori capacità di adattamento. Tuttavia, bisogna considerare che, come quelli naturali, anche gli equilibri della società moderna sono piuttosto complicati. Cosa accadrebbe se gran parte degli esseri umani sparisse nel nulla? Una valida risposta proviene dal tanto atteso film della Marvel: Avengers Endgame, anche se, per formulare un’ipotesi ancor più verosimile, sarebbe opportuno considerare anche gli eventi realmente accaduti nel passato.

450 milioni di anni fa: la prima estinzione di massa

Se un solo meteorite ha creato non pochi problemi, riuscite a immaginare cosa potrebbe fare una supernova? Secondo il professor Adrian L. Melott dell’Università del Kansas un evento del genere sarebbe accaduto circa 450 milioni di anni fa. Le radiazioni gamma generate sarebbero state così intense da raggiungere perfino la superfice terrestre provocando gravi squilibri nel clima mondiale. Tutto ciò avrebbe portato a un drastico abbassamento delle temperature e all’estinzione dell’85% delle specie sul nostro pianeta (tra pesci primitivi e invertebrati).

Evento Kellwasser

L’evento Kellwasser è la transizione biotica di cui abbiamo meno informazioni. Sappiamo che è avvenuta circa 375 milioni di anni fa, ma nessuno è certo riguardo a quali siano state le cause scatenanti dell’evento. Alcuni studiosi ipotizzano che la responsabilità di quanto accaduto sia stata di un impatto con uno sciame meteorico, altri di una glaciazione improvvisa. Inoltre, fra tute le estinzioni di massa, sembra essere stata quella meno letale per la vita sulla Terra.

Estinzione Permiano-Triassica: addio al 96% delle forme di vita marine

Ciò che sconvolge di più nel conoscere quanto accaduto 250 milioni di anni fa è il sapere che, a sopravvivere, fu solo il 4% delle forme di vita marine. Alcuni crateri da impatto in Australia e in Antartide suggeriscono che dietro questa transizione biotica ci sia l’ennesimo sciame meteorico. Tuttavia, non è da sottovalutare anche l’influenza che ebbe una devastante eruzione vulcanica avvenuta nello stesso periodo. Non si sa se gli impatti e l’eruzione siano collegati. Quel che è certo è che l’eccesso di CO2 nell’atmosfera liberata dalle attività geotermiche (1000 ppm) fu devastante.

Le conseguenze della frattura di Pangea

Circa 50 milioni di anni dopo il nostro pianeta fu sconvolto dalla quarta grande estinzione di massa, responsabile della scomparsa del 76% delle specie viventi. Anche in questo caso si riconosce come causa scatenante dell’evento un impatto meteorico, anche se, a causare tutte quelle vittime furono in realtà i conseguenti cambiamenti climatici. Questi ultimi, tuttavia potrebbero anche essere stati la conseguenza della frattura di Pangea, che avrebbe provocato una diffusa anossia (mancanza di ossigeno molecolare) negli oceani.

L’ultima (per ora) grande estinzione di massa

Siamo finalmente giunti alla transizione biotica più famosa di tutte: quella responsabile della scomparsa dei dinosauri. Avvenuta circa 65 milioni di anni fa, l’ultima estinzione di massa è stata forse la più “spettacolare” per la concatenazione degli eventi successivi a un impatto meteorico. A causare la morte dei dinosauri non fu soltanto l’urto in sé, ma i cambiamenti climatici, la mancanza di cibo e acqua e l’eccesso di anidride carbonica che seguirono. Tuttavia, provate a immaginare come sarebbe il mondo oggi se tutto ciò non fosse mai avvenuto: i mammiferi non avrebbero prosperato e, probabilmente, la razza umana non avrebbe avuto modo di evolversi e di diventare quello che è oggi. O magari, chi lo sa, in questo momento stareste leggendo l’articolo sul dorso di un T-Rex.

I vantaggi delle transizioni biotiche sono alla base del piano di Thanos

A questo punto, non possiamo negare quanto degli eventi così distruttivi abbiano influito positivamente sulle nostre vite. Ad oggi, al contrario di molte altre specie viventi sul nostro pianeta, l’umanità si trova a dover fronteggiare una crisi dovuta al sovraffollamento. Non ci sono abbastanza risorse per tutti e i nostri rifiuti sono talmente tanti che smaltirli è diventata un’impresa. Coloro che pagano le conseguenze della nostra irresponsabilità sono gli animali, che da un giorno all’altro vedono il loro habitat scomparire per mano dell’uomo. Non c’è bisogno di dire che, forse, saremo proprio noi i responsabili della sesta estinzione di massa. Il bello è che mentre le altre sono durate qualche milione di anni, la nostra risulterebbe essere la più veloce. Siamo dunque più pericolosi di un asteroide.

Probabilmente alla base del pensiero di Thanos c’era proprio questo concetto. Il che renderebbe l’antagonista del film una specie di eroe. Nonostante ciò, il suo piano di sterminare metà degli esseri viventi sul pianeta non sarebbe attuabile nella nostra società senza che ci sia una crisi immediata. Infatti, se metà della popolazione sparisse si dimezzerebbero i medici, i politici, i membri delle forze dell’ordine e molti potrebbero approfittarne trascinando il mondo nel caos, proprio come accade in Avengers Endgame.

Gli scienziati hanno dunque stabilito una data limite, fissata nel 2030, entro la quale l’ecosistema mondiale risulterebbe permanentemente danneggiato a meno che non agiremo per rimediare alle nostre azioni. Se anche una ragazzina di nome Greta Thunberg se n’è resa conto sarebbe ora che anche noi ci sforzassimo di più per garantirci un futuro migliore.

Andrea Grillo

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