La statistica

E’ scientificamente provato che un lettore su dieci ignorerà il sottotitolo di questo articolo.

Al giorno d’oggi, tra le pagine di un giornale o nelle notizie in radio, accade frequentemente di essere sommersi da statistiche. La statistica è una disciplina finalizzata allo studio quantitativo e qualitativo di un fenomeno in condizioni di incertezza. In altri termini tale scienza, mediante l’analisi di informazioni relative al fenomeno osservato, studia i modi in cui il fenomeno stesso può essere compreso.

A differenza della teoria di probabilità, che fornisce modelli teorici adattabili a fenomeni casuali reali, la statistica parte da un campione (insieme di rilevazioni) per risalire al modello probabilistico sotteso.

La statistica inferenziale

La statistica inferenziale è una branca della statistica che ha l’obiettivo di individuare le caratteristiche dei comportamenti delle misure rilevate con una determinata possibilità d’errore. Conoscendo la natura teorica, cioé la legge probabilistica del fenomeno che si osserva, è poi possibile fare delle previsioni. Quanto è importante, però, la scelta del campione? Le rilevazioni delle statistiche che ogni giorno ci vengono propinate sono sempre utili per dedurre dal campione delle informazioni sull’intera popolazione?

Il senso delle cose

Nel 1999 viene pubblicato “Il senso delle cose“, una raccolta di tre conferenze tenute dal Premio Nobel per la fisica Richard Feynman nell’aprile del 1963 presso l’Università di Washington. Spingendosi oltre i confini della fisica mosso da un’inarrestabile curiosità, Feynman si interroga sul perché della vita, delle cose.

Richard Feynman (Wikipedia)

L’ultima sezione dell’opera, intitolata “Un’epoca scientifica, la nostra?“, pone i lettori di fronte ad un’impellente necessità, quella di ragionare. Feynman fa una serie di esempi con lo scopo di introdurci all’importanza di controllare tutto con cura, “altrimenti si diventa come quelli che bevono qualunque cosa e non capiscono nulla del mondo in cui viviamo“. Per sapere quante persone sono più alte di un metro e ottanta, non è sufficiente prendere cento persone a caso e vedere quante di loro sono più alte per estendere il risultato all’intera popolazione. Una conclusione del genere, fa notare Feynman, si rivela sbagliata se scegliamo le cento persone tra quelle che passano nel vano di una porta un po’ bassa. Se, tuttavia, le scegliamo in modo indipendente dalla loro statura, allora possiamo aspettarci che il nostro risultato sia estendibile all’intera popolazione.

La scelta del campione è estremamente delicata. Immaginando di dover condurre un sondaggio per una pubblicità televisiva: come si fa a convincere un individuo a ripetere un’azione per un intervallo di tempo prolungato? “Quanto è nella media uno che ogni quarto d’ora, al suono di un campanello, accetta di segnarsi quale programma sta ascoltando?“. In un panorama in cui una statistica viene sempre percepita come indice di affidabilità, la conoscenza resta l’unico strumento per fare una cernita. Riflettere, dunque, e indagare oltre la superficie.

Antonio Francesco Mello

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