La terzina è il DNA della “Commedia”: il podcast di Barbero ci spiega il perché

Ascoltare Alessandro Barbero è di per sé una delle rappresentazioni del paradiso. E se, contemporaneamente, lo ascoltassimo parlare delle terzine dantesche?  
Vi siete mai chiesti perché tutti, chi più chi meno, ci ricordiamo almeno un verso di Dante? A darci una risposta è il podcast La Storia. Scopriamolo insieme.

Barbero fan numero uno di Dante

Se incontrassi Dante, qui ora, che cosa gli chiederesti?

In che giorno si è sposato, veramente

Questa la risposta data da Alessandro Barbero in uno degli episodi del suo podcast intitolato La Storia. Lui, uno dei più grandi studiosi del medioevo in contesto nazionale e internazionale, patito di Dante come gli ultras lo sono della loro squadra di calcio, lui, dicevo, se avesse incontrato il sommo poeta, gli avrebbe chiesto la data esatta del matrimonio.

No, non con Beatrice, perché “ella altrui saluti”. Dante si è sposato con Gemma Donati tra il 1283 e il 1285, anche se pare che il matrimonio fosse già in programma dal 1277. Perché, dunque, Barbero vorrebbe sapere la data esatta? Perché è un essere umano e, in quanto tale, curioso di natura del funzionamento effettivo dei costumi di quel tempo. Si da il caso, infatti, che nel giorno in cui Dante si sarebbe sposato, il sommo sarebbe stato poco più di un bambino (avrebbe avuto infatti meno di 10 anni). È pressappoco impossibile, sì, anche e persino per il medioevo. E dunque, per la pura arte della curiosità e della conoscenza, Barbero avrebbe chiesto proprio la data esatta del matrimonio a Dante se ne avesse avuto la possibilità.

Ma questo panegirico non è fine a se stesso: punta a far notare la passione che muove Barbero, una passione che nasce dall’arte della pura curiosità umana. Dopotutto a nessuno verrebbe in mente di chiedere a Dante la motivazione di una scelta stilistica… siate onesti, tutti chiederemmo di Beatrice.

La potenza espressiva della terzina

Durante la stessa puntata, però – al di là della curiosità per le nozze del poeta – Barbero entra nel cuore della Commedia grazie a una domanda postagli da una ragazza: “perché Dante sceglie la terzina, come arriva a ideare la perfezione in tre versi?”

Nei giorni di celebrazione del Dantedì, cerchiamo di rispondere grazie a Barbero.

Vi siete mai soffermati sulla potenza espressiva di una terzina? Di quello che racconta in pochissime sillabe? Undici per ogni verso per l’esattezza. Bene in undici sillabe Dante ci consegna tre mondi e noi, a distanza di troppi anni, ce li ricordiamo ancora tutti quei mondi. Ma perché ce li ricordiamo ancora? Perché hanno potere e attecchiscono anche nel cuore di giovani e lì rimangono?

Perché Dante crea archetipi, li impacchetta, li narra e ce li consegna in un pacchetto impossibile da dimenticare. È come quando scongelano i tormentoni dell’estate, solo che Dante sia nelle classifiche da più di 700 estati.

Gli archetipi della terzina

Le terzine sono lo schema delle vicende che Dante va a costruire sopra alcuni archetipi – di loro natura sempre validi – e che noi andiamo a riempire. Dante costruisce mondi e te li consegna in tre versi. Noi tutti capiamo Dante perché è il primo a narrare come noi poi narriamo oggi.

Dante crea una catena attorno alle terzine, quasi un DNA della Commedia: consente a Dante di essere prevedibile nel suo equilibrio ma mai nella sua continuità. A orecchio, letteralmente, possiamo aspettarci quale sarà la fine di una terzina ma mai averne la certezza piena: Dante usa il verso come ossatura in cui imbastire di volta in volta storie e parole nuove: nessuno ha la certezza di come sia veramente andata la storia di Paolo e Francesca e, tantomeno, nessuno ha mai azzardato l’ipotesi di come sia andato veramente il viaggio di Ulisse. A Dante di questo importa poco o nulla: i suoi versi sono il rifugio per la novità, la narrazione e l’onomaturgia – no, non ve lo spiego, lo andate a cercare nell’internet.

Ed è così che “fatti non foste a viver come bruti” e “galeotto fu il libro e chi lo scrisse” vivono indisturbati nel tempo e nello spazio solo grazie alla terzina.

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