Quanto pesa la sorpresa che desideri? Ecco perché secondo Aristotele non dovresti saperlo

Pesando le uova di Pasqua, è possibile indovinare la sorpresa contenuta all’interno prima di acquistarle. Scopriamo perché Aristotele sarebbe contrario a questo trend.

Tutti i bambini scelgono e desiderano le uova di Pasqua per la sorpresa che potrebbero contenere. La meticolosa selezione è dovuta alla speranza che, avvolto nel cioccolato, si celi il personaggio del nostro cuore. Anche quando siamo grandi, continuiamo a guardare sognanti alle uova della tradizione, chiedendoci se mai troveremo ciò che cerchiamo sin da quando siamo piccoli.

Un metodo matematico

Eppure, l’arcano è stato svelato. Si può ottenere il personaggio che si desidera con un efficacissimo metodo, diventato virale sui trend di Tik Tok, Instagram, Youtube e ogni altro social media. Questa nuova tecnica consiste nel selezionare l’uovo della marca o del cartone animato desiderato, sequestrarlo dalla pila che lo contiene con i suoi simili, dirigersi alla bilancia del reparto frutta, pesarlo e ricostruire la possibile sorpresa contenuta all’interno in base alle variazioni di massa.

Nemmeno i peggiori studenti sono stati esenti dal fascino di questo brillante metodo matematico. In pratica, il peso dell’uovo è condizionato dal peso totale della cioccolata e della sorpresa addizionate. Se supponiamo che il peso della cioccolata sia pressoché identico, poiché le uova sono prodotte in serie, a modificare il risultato è il peso della sorpresa. Insomma, un colpo di genio che ci consentirebbe di risparmiare soldi spesi inutilmente. Se io voglio Ariel, è davvero una rogna trovare Rapunzel per la terza volta!

Eppure, si tratta di violare la privacy dell’uovo, la sua intimità, il suo candore per poterne scoprire i segreti. Vista la quantità di barbari soprusi commessi in nome di Internet e acclamati dai follower dei più tenaci influencer, molti supermercati si sono schierati in difesa dei diritti delle uova di Pasqua. Nel tentativo di raggirare il vandalismo di questa Pasqua 2024, si è proibito di pesare le uova nel tentativo di dedurne il contenuto.

La risposta aristotelica

Ma perché questa mossa meschina? Per pure questioni di marketing? D’altronde, si può star pur certi che le vendite aumenteranno se ciascuno di noi comprerà più uova nel tentativo di ottenere la sorpresa desiderata… Ma sarà davvero questo l’unico motivo?

Forse no. Forse c’è qualcosa di tenero e infantile nell’adattarsi al calcolo probabilistico delle uova di Pasqua. C’è la magia dei bambini e di quella loro dolce ingenuità. Si cela il fragile entusiasmo del prendere la vita come viene, di vedere tutto con gli occhi di chi il mondo ancora non lo conosce.

La meraviglia è quella sensazione che proviamo di fronte a situazioni inedite e inaspettate (come una sorpresa). Secondo Aristotele, essa spinge gli  uomini ad avventurarsi per il mondo e a scoprirlo. Ma, soprattutto, la meraviglia è, a parere del filosofo greco, quello che spinge gli uomini verso la filosofia.

Infatti, la vera ricerca inizia solo quando si riconosce la propria ignoranza e si è stupiti da ciò che si ha di fronte. La meraviglia guida la scoperta. La curiosità umana e la capacità di sorprendersi per come è fatto il mondo informano il ricercare del filosofo. Insomma, per Aristotele, la meraviglia, il thaumazein, ci costringe alla scoperta dell’universo.

Un mondo senza meraviglia

Eppure, proprio questa caratteristica sembra persa dalle nuove generazioni. Figli di un sapere sempre a portata di mano e assidui utilizzatori di ogni motore di ricerca, i bambini non fanno più domande, non cercano più risposte. Tutto è ovvio, scontato, investigato, è già stato detto. Sui social media, tutto il mondo è accessibile, esposto, chiarito.  Nulla ci lascia più a bocca aperta, perché persino l’impensabile ci sembra, al giorno d’oggi, possibile.

Un mondo senza meraviglia, disincantato, sbiadito. Un mondo in cui la sorpresa non è più una sorpresa, non tanto perché viene svelata, ma perché nulla è sorprendente. Un mondo in cui il contenuto delle uova di Pasqua è prevedibile, in cui tutto ha una sua direzione ed è potenzialmente comprensibile e calcolabile.

In conclusione, le nuove generazioni vivono in un mondo in cui è stato strappato il velo di Maya. I  bambini di oggi non aspettano più con ansia di scoprire la vita. Il mondo per loro è un libro aperto. Eppure, rimane una domanda cui solo in futuro si potrà rispondere: sapranno decifrarne i caratteri?

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