Il Superuovo

La teoria della lingua spiegata da Giacomo Leopardi e dalle Gilmore Girls

La teoria della lingua spiegata da Giacomo Leopardi e dalle Gilmore Girls

Giacomo Leopardi nel suo Zibaldone di pensieri ha delineato una propria teoria della lingua, successivamente studiata ed elaborata da Francesco Colagrosso nei primi anni del ‘900.

È negli anni 1821, 1822 e 1823 che Leopardi si è dedicato alla questione della lingua, confrontando le lingue antiche (greco, latino) con le moderne appartenenti alla stessa famiglia: italiano francese e spagnolo.

Leopardi e lo Zibaldone

Leopardi scrisse lo Zibaldone nel corso della sua vita, precisamente dal 1817 al 1832. Non era destinato alla pubblicazione ma a raccogliere tutti i suoi pensieri più disparati. L’opera assume il titolo attuale a partire dal 1827, anno in cui Leopardi comincia a stendere un indice tematico ed analitico. Solo nel 1820, quando lo Zibaldone contava ormai più di un centinaio di pagine, Leopardi comincia ad apporre alle annotazioni la data della loro composizione. Così l’opera assume il carattere di un vero e proprio diario intellettuale. Esso rappresenta il carattere enciclopedico del pensiero leopardiano. I temi più frequenti sono il rapporto tra uomo e natura, la riflessione sul piacere e la teoria della poesia. Nello Zibaldone, inoltre, è presente a tutti gli effetti la teoria poetica del vago e dell’indefinito, che lo ha reso poeta romantico per eccellenza.

La teoria della lingua

Leopardi nel corso della sua vita ha fatto uno studio matto disperatissimo nella biblioteca di suo padre. Si è interessato notevolmente alla lingua e alle origini. Nelle operette morali ha voluto dare all’Italia una sua lingua e una sua letteratura moderna, dando prova che l’italiano è adatto ad ogni uso. Proprio della nostra lingua Leopardi sostiene che tra le moderne è la più ardita, libera e poetica, adatta ad ogni uso, alla portata del poeta ma anche dello scienziato e duttilissima per tradurre. A tal proposito individua tre stati della lingua: lo stato di Natura, in cui le lingue sono libere come lo erano gli uomini un tempo. Lo stato di natura regolata, che si ha quando il poeta usa la lingua rendendola bella ma comunque libera. Infine lo stato geometrico, in cui si trovano termini più che parole, serve allo scienziato o al filosofo ma non giova al poeta, sostiene Leopardi. In quest’ultimo stato colloca la lingua francese, resa arida e secca dall’Accademia sotto Luigi XIV. Secondo lui, infatti, la lingua francese al suo tempo era universale perché priva di peculiarità che possono confondere, invece l’italiano, tra tutte la più libera, non sarebbe mai potuta essere universale per le sue mille sfumature.

Le Gilmore girls

A proposito di teorie linguistiche Leopardi ritiene che in un modo o nell’altro ognuno abbia la propria lingua. Spesso anche tra membri di una famiglia o abitanti di una città ci sono delle differenze, anche se minime. Un particolare essmpio sono le due protagoniste della vecchia serie tv Gilmore girls: Lorelai e Rory. La serie è ambientata in una cittadina inventata del Connecticut, Stars Hollow, dove tutti si conoscono e la lingua originale è l’inglese (americano). Le due sono molto legate, hanno un rapporto indescrivibile e passano molto tempo insieme, come due migliori amiche, mantenendo anche un alone di rispetto. Tutti i loro concittadini le conoscono ma a volte non le capiscono: infatti le due spesso parlano così velocemente che non si riesce a seguirle. Ovviamente tra loro due si capiscono essendo molto legate ed essendo simili (ma solo per alcuni versi). Oltre al loro strano, anzi veloce, modo di parlare, spesso non vengono comprese neanche nelle loro azioni. Un esempio è il loro amore per il caffè, le cene a base di cibo cinese e fast food e il loro parlare continuamente durante i film. Lorelai e Rory sono la prova che ognuno ha un proprio modo di comunicare.

 

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