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La superbia di Dante e la prepotenza di Manzoni: quando il potere diventa logorante

Dante e Manzoni ci hanno offerto esempi perfetti di ciò che un grande potere può causare.

Immagine esaustiva del potere (Google)

Le elezioni americane ci stanno offrendo un esempio perfetto di come gestire una delle nazioni più importanti e potenti del mondo possa diventare motivo di prevaricazione.

Donald Trump e Joe Biden: una sfida all’ultimo colpo

Negli ultimi giorni abbiamo sentito molto parlare delle elezioni americane, dato che il governo degli Stati Uniti d’America condiziona il rapporto con tutti gli altri paesi del mondo.
Lasciando da parte lo schieramento ideologico e la possibilità di brogli elettorali denunciati da parte del partito repubblicano, è chiaro che Donald Trump non ha alcuna intenzione di dichiararsi sconfitto (o meno vincitore). Il suo non è l’unico esempio di ostinazione al desiderio di comandare. Nella storia sono parecchi gli esempi di personalità che non volevano arrendersi o quantomeno lasciare spazio sulla scena politica a qualcun altro.

Dante e la Cornice dei superbi

Già prima di Dante, sono state diverse le persone a mostrare, in un modo o nell’altro, la propria superbia.
Egli inserisce i superbi nella I Cornice del Purgatorio.
La pena prevede di camminare in cerchio curvi sotto il peso di macigni mentre recitano il Pater Noster.
Tra i condannati troviamo Omberto Aldobrandeschi, il quale ammette di essere stato superbo per la provenienza della sua famiglia, per la fama del su nome e di aver disprezzato tutti gli altri uomini.
Provenzan Salvani, uomo politico e capo ghibellino, tra coloro che proposero la distruzione di Firenze.

Virgilio dice a Dante che la superbia, l’ira e l’invidia sono motivi per cui l’amore può torcersi al mare.
I superbo, per Dante, non è colui che ha solo cercato di eccellere per amor proprio, ma che ha cercato di sminuire il prossimo. Questo aspetto indica la volontà di collegare i 7 peccati capitali con la dottrina aristotelica-tomistica dell’amore.
I commentatori più antichi identificano il leone, una delle tre fiere che Dante incontra all’inizio del suo viaggio, con la superbia.

Un’immagine di Dante con le tre fiere (Google)

Manzoni e don Rodrigo

Alessandro Manzoni ha dato origine, nei suoi “Promessi Sposi”, ad un’opera ricca di importanti riferimenti e dinamiche sociali. Uno dei temi ricorrenti è la violenza fisica e psicologica.
Don Rodrigo, in virtù del suo status sociale, si ritiene in diritto di decidere della vita degli altri.
Egli non conosce limiti e mentre il padre era una persona rispettata, il figlio si rivela avere un pessimo carattere e una forte idea di prevaricazione. Don Rodrigo è a capo di altri personaggi anch’essi senza scrupoli verso il prossimo.
Altro personaggio importante è L’Innominato, una persona potente a cui si rivolge don Rodrigo. L’innominato è considerato il personaggio più complesso dal punto di vista psicologico.
La differenza è che L’Innominato si pentirà dopo il rapimento di Lucia Mondella e si convertirà, mentre don Rodrigo conferma, anche durante la sua ultima apparizione nell’opera, di avere un animo arido.

Una raffigurazione di don Rodrigo (Google)

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