La solitudine dell’innamorato: l’amore oggi secondo Ulrick Beck e Fabrizio De Andrè

I matrimoni falliscono e la vita di coppia per molti è diventata soporifera. Ma sarà davvero colpa del cosiddetto “equivoco dell’innamorato”?

Il cantautore Fabrizio De Andrè in concerto, fonte: rollingstone.it

C’è da chiedersi il motivo per cui l’amore oggi sia inteso come un contratto e il motivo per cui tradire il partner venga vista come un’uscita dalla monotona vita di coppia. Ma quando le cose sono cambiate? Anselmo non c’è più per poterci dare la risposta ma, per questa tematica, interverranno De Andrè e Ulrick Beck.

“COSÌ FU QUELL’AMORE DAL MANCATO FINALE”

Unico singolo estratto dal suo tredicesimo album “Anime salve”, il brano Dolcenera racconta due storie parallele ma ambe due tragiche: da un lato, abbiamo la tragedia che colpì la città di Genova nell’ottobre del 1970, dove un’alluvione durata due giorni fece stragi di morti e di feriti, e la sua densa pioggia nera trasformò la città di Genova in uno scheletro le cui ossa, quali ponti edifici, furono distrutte. Da un lato, la novella di un uomo perdutamente innamorato della moglie di Anselmo, e che vive questo amore immergendosi nella sua immaginazione che lo avvicina alla donna tanto desiderata e che sta per andare a trovarlo. Lo stesso De Andrè paragonò il suo sventurato personaggio, nato dalla sua penna, in un tiranno, poichè avrebbe eliminato ogni ostacolo pur di raggiungere l’oggetto del suo desiderio. E mentre in questa rovinosa tempesta la città di Genova viene distrutta creando uno scenario quasi apocalittico, il nostro Romeo immagina che la sua donna amata stia venendo da lui per coronare il loro sogno d’amore. L’aspetta, la sogna, mentre l’acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale, ovvero, l’acqua torrenziale continua a cadere dal cielo rendendo la situazione sempre più critica. Un narratore onnisciente ci confida che la donna è probabilmente incosciente, e che la continua avanzata dell’acqua rischia di ucciderla insieme alla tonnara di passanti, riferimento che descrive il sistema di pesca con cui vengono catturati i tonni. Ma questa pioggia così forte sembra non toccare, anzi, bagnare le fantasie del nostro protagonista. Ma i minuti, le ore passano, e della donna non c’è traccia. Catturato dalle sue paranoie, crede comunque che la donna stia per arrivare. La donna, invece, giace sott’acqua mentre il corpo che il nostro protagonista tanto attendeva viene trascinato dalla corrente. Così, attende invano le la sua mata si palesi. Forse fissava le lancette dell’orologio, sperando che da un minuto all’altro sentisse qualcuno bussare alla porta. Invece, resta lì nel suo dolore, nelle sue paranoie che lo tormentano, in quell’assenza che non riesce a colmare. Nel mentre, centinaia di genovesi stanno morendo trascinati dalla corrente. L’alluvione però termina e la consapevolezza dell’amore ricambiato, descritta negli ultimi due versi, è in realtà una consapevolezza amara. Il protagonista del brano, infatti, crede ingenuamente che ella si stesse recando da lui, quando, però, è stata uccisa dall’acqua:

“Come fa questo amore che dall’ansia di perdersi

Ha avuto in un giorno la certezza di ritrovarsi”

Nei versi finali il narratore si rivolge agli ascoltatori, raccontando come l’inganno nasca dall’equivoco dell’innamorato, la malattia che colpisce il protagonista e che lo rende vittima della sua fantasia: ignaro che quella relazione potesse avere una svolta così drammatica, attende invano l’arrivo della sua donna che, innamorata del nostro protagonista, nasconde questo adultero segreto a suo marito Anselmo. Ma il nostro disgraziato innamorato non sa di essere rimasto senza amata, mentre Anselmo non sa di aver perduto sua moglie non una, ma due volte.

Illustrazione raffigurante il cantautore genovese, fonte: larepubblica.it

L’ERESIA DELL’AMORE CONTEMPORANEO

Parlare d’amore risulta difficile per gli stessi sociologi che per decenni hanno tenuto l’oggetto dell’argomento in mano. L’oggetto di questa tematica è stato osservato, scrutato, analizzato, cercando di descrivercelo esattamente come appare oggi: più moderno, più social e a tratti più conflittuale. Mentre un tempo sociologi come Talcott Parsons parlavano di amore solo entrando in un contesto matrimoniale che vedeva la donna fare la moglie di mestiere mentre il marito era fuori per lavoro per garantire un sostegno economico alla propria famiglia, il concetto di amore per sociologi come la coppia di coniugi Beck è diventato più globalizzato che mai. Ulrich Beck e Elisabeth Beck-Gernsheim hanno sostenuto che qualsiasi forma di matrimonio è diventata solo una delle tante modalità di vivere la coppia e che non dimostra il livello di amore in una relazione come in realtà si è soliti pensare, ma solo come uno step di vita che le persone compiono “perché devono”. Altre sono invece le idee sviluppate da Beck e che fanno parte del suo pensiero: la prima idea è la modernità riflessiva, dove le persone sono sempre più in grado di creare loro stesse in modo riflessivo, le loro relazioni, e più in generale le società in cui vivono e sono consapevoli di essere prive di valori strutturali come il matrimonio, poiché tanti sono i fattori che hanno portato alla deistituzionalizzazione del matrimonio. Un’altra idea fondamentale per il lavoro di Beck è il cosmopolitismo, o la capacità di trascendere i vincoli locali sul pensiero e l’azione e prendere in considerazione molti diversi punti di vista rimanendo aperti a una varietà di influenza esterni e globali, come la possibilità di scegliere la poligamia rispetto alla monogamia, una donna del tuo stesso paese che conosci dai tempi delle medie o la donna indogiamaicana che hai conosciuto in vacanza. Dalla prospettiva del nostro interesse, le coppie non hanno bisogno di essere bloccate in una sola scelta, quella del matrimonio, ma hanno a disposizione diverse scelte che possono rivelarsi migliori visto anche il miglioramento dell’emancipazione femminile negli ultimi decenni. Gettonata, invece, è la possibilità di sostituire il matrimonio con la convivenza, in quanto quest’ultima non è legata da nessun contratto. Burocraticamente parlando, ci vorrebbero anni per rendere nullo un matrimonio, mentre la fine di una convivenza viene messa in atto in modo semplice, ovvero a colui che per primo pone le valige sull’uscio della porta. A rendere le relazioni amorose ancora più pop sono state, a detta di molti sociologi, il fatto che oggi ognuno possa vivere la propria sessualità liberamente e che, se c’è proprio il desiderio di voler convolare a nozze, lo si possa fare anche più avanti con l’età. Questo ha portato a costatare come sposarsi più tardi renda i matrimoni più longevi, diminuendo quindi il rischio che possano nascere altri Anselmi. Al contrario, sono drasticamente aumentati negli anni i divorzi. Una coppia al giorno d’oggi preferisce divorziare piuttosto che affrontare il problema da adulti. Molti, invece, sono quelli che preferiscono non cimentarsi in avventure e vivere in solitaria. Forse, come il protagonista di Dolcenera, aspettano che la loro amata venga a bussare alla loro porta. Sempre se non è deceduta prima.

UNA TRAGICA QUANTO BELLA STORIA D’AMORE DI ALTRI TEMPI

Gli ostacoli che una coppia moderna possono affrontare quotidianamente sono i più disparati, ed oggi si sono aggiunti tutti quei problemi che derivano proprio dal web: due amanti seduti a tavola con lo sguardo incollato al proprio cellulare, due fidanzatini che passano il tempo a farsi storie per i propri followers per mostrare quanto siano felici, la scoperta di un like del proprio partner sul post di un’altra ragazza ecc. Una lista lunga che dimostra come anche l’amore oggi sia diventato social anche se di “social” ha ben poco. Dove sono finiti quelli che buttano all’aria il telefono per saltarsi addosso? Sarà il cambio generazionale, ma molti concordano su come la tecnologia sia finita col digitalizzare i rapporti. La storia (d’amore, non di Instagram) si cancella con facilità. Ma il problema oggi non sembra essere solo internet, poiché i dati alla mano dimostrano l’aumento delle famiglie omogenitoriali e delle coppie che divorziano per incompatibilità. Ma l’amore, quello vero, descritto da De Andrè nei suoi versi, può parlare solo di amore, non esistono altri argomenti, altre variabili che possano interferire e quindi il tumulto del cielo, questo inondazione improvvisa, ha solo sbagliato momento, ma non sarà un ostacolo per i due amanti, che sanno che potranno sostenersi a vicenda, pronti per attraversare qualsiasi tempesta:

“E l’amore ha l’amore come solo argomento

E il tumulto del cielo ha sbagliato momento”

 

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