Il Superuovo

La sofferenza può cancellare la fede? Rispondono “Cosa mi lasci di te” e Giobbe

La sofferenza può cancellare la fede? Rispondono “Cosa mi lasci di te” e Giobbe

La fede può bastare per riuscire a sopportare le vicissitudini della vita?

Blocking the sunset on a perfect afternoon

Ogni essere umano, nel corso della sua esistenza, è costretto ad affrontare situazioni spiacevoli che possono essere causa di sofferenza, ma la sofferenza basta per cancellare la fede in Dio?

“Cosa mi lasci di te”

Cosa mi lasci di te è un film romantico del 2020 basato sulla vera storia del cantante Jeremy Camp. La pellicola racconta dell’incontro tra il cantante e la sua prima moglie, Melissa. Nel Settembre del 1999 Jeremy si trasferisce presso il Calvary Chapel College di Murrieta, in California. Il sogno del ragazzo è quello di riuscire a sfondare nel mondo della musica, così, la sera del suo arrivo si reca ad un concerto di una band cristiana canadese riuscendo a fare amicizia con il cantante del gruppo Jean-Luc. Alla fine della serata Jeremy conosce Melissa, cara amica del cantante. Il ragazzo si innamora immediatamente della giovane e, dopo un periodo di conoscenza, i due si fidanzano. La felicità, però, non ha lunga durata, infatti, Melissa finisce in ospedale e Jeremy scopre che la ragazza sta da tempo affrontando un cancro alla fase 3C. Determinato a non lasciare andare l’amore della sua vita, il giovane chiede la mano di Melissa. Tutto sembra procedere nel migliore dei modi: prima di un intervento importante, infatti, i medici comunicano a Jeremy che il cancro è miracolosamente scomparso e i due giovani amanti possono finalmente convolare a nozze. La luna di miele è il periodo più felice per la coppia, ma, una volta ritornati a casa, Melissa si ammala nuovamente e man mano che la donna si indebolisce Jeremy mette sempre più in discussione la sua fede in Dio. Melissa muore a causa del cancro e Jeremy decide di abbandonare completamente Dio e la musica distruggendo la sua chitarra all’interno della quale trova dei fogli scritti dalla moglie prima di morire: la donna è consapevole del forte dolore che il marito proverà a causa della sua dipartita, ma lo rassicura e lo consola spingendolo a continuare a condividere la sua musica con il mondo.

I veri Melissa e Jeremy

“I still belive”

“I still belive” è il titolo della canzone che segna il ricongiungimento del cantante con Dio e quindi con la fede. Scritta dopo la prematura dipartita della giovane Melissa, la canzone si incarica di trasmettere un messaggio forte: la fede non può essere cancellata dalla sofferenza. Nonostante il dolore sopportato Jeremy riesce a comprendere, grazie alle parole scritte nel biglietto d’addio della moglie, che non esiste evento che possa estirpare la fede da chi ripone davvero la propria fiducia in Dio. “Even when I don’t see, I still believe… Though the questions still fog up my mind” (anche quando non vedo, credo ancora, anche se le domande annebbiano ancora la mia mente).

Il libro di Giobbe

Il libro di Giobbe è un testo contenuto nella Bibbia; secondo il profeta Ezechiele, Giobbe fu un uomo rinomato per la sua incrollabile fede in Dio. Il libro inizia con un racconto in prosa: Giobbe era un uomo ricco e felice che viveva in pace con la sua famiglia. Satana, convinto di poter far vacillare la sua fede riceve il permesso di tentarlo da Dio. Nonostante le sofferenze che Satana infligge all’uomo, Giobbe rimane fermo nella fede accettando persino di morire. Giobbe e Jeremy, dunque, condividono una peculiare caratteristica: la forza di riuscire ad accettare le vicissitudini del mondo senza attribuire colpe a Dio. Nella società moderna, infatti, è diffusa l’idea che Dio sia un ente da interpellare solo al bisogno, uno strumento utile all’uomo per riuscire a raggiungere i propri obiettivi. Sarebbe forse il caso di attribuire un nuovo significato alla figura di Dio, “trasformandolo” nuovamente da mezzo attraverso cui ottenere beni materiali  a strada utile per il raggiungimento della pace interiore.

 

 

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