Il Superuovo

La società moderna nel Mos maiorum: l’insicurezza che si cela dietro le tradizioni

La società moderna nel Mos maiorum: l’insicurezza che si cela dietro le tradizioni

Considerazioni sulle tradizioni nel loro senso in toto, attraverso la comparazione della società odierna a quella romana del Mos Maiorum, in una analisi filosofica che verte verso la realtà che si cela dietro queste consuetudini.

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Con un piede al passato, uno al presente e la testa orientata verso il futuro l’uomo arranca verso il suo cammino limitato da più pesi. Ogni scelta che viene fatta oggi in favore di domani deve sempre tener conto di determinati valori, usi e consuetudini d’un tempo passato, che ancora oggi vive attraverso la rimembranza di ciò che era e che indubbiamente potrà tornare. Le tradizioni rappresentano nella società odierna un felice ricordo, una ripetizione in memoria d’un uso che non si vuole perdere, o un tentato mantenimento di quei valori che non è detto che ancora oggi possano esser ritenuti effettivamente “validi”, ma cosa spinge l’uomo a mantenere tali abitudini con tanta cura?

Il Mos maiorum

Il Mos Maiorum rappresenta il nucleo della morale tradizionale della civilità romana, là dove le tradizioni rappresentavano il valore etico stesso, indicando quell’insieme di valori che identificavano il costume romano. Sin dal periodo regio nell’antica Roma i mores rappresentavano un corpo di valori e principi morali esemplari, quasi normativi, da seguire per intero da parte dell’intera comunità. Struttura dunque dal valore morale e quasi legislativo quella dei mores era una realtà che molto probabilmente non era scritta, per quanto le idee a riguardo siano dibattute, e veniva tramandata in forma orale di generazione in generazione. Prolungare ora ulteriormente tale trattazione in senso così “storico” non ci porterebbe sufficientemente vicino al ramo che intendiamo raggiungere, e consequenzialmente non riusciremmo a raccogliere i frutti della sintesi che tanto in questa sede desideriamo. Quanto ci basti sapere è che il Mos maiorum rappresentava per un romano quanto la bibbia rappresenta per un cristiano, con una sola differenza, il mos maiorum non andava comodamente interpretato, bensì seguito alla lettera.

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La tradizione

In ambito filosofico quello della tradizione è un concetto metastorico, ovvero indicante una forza ordinatrice basata su principi trascendenti che, attraverso le generazioni e le istituzioni, porta avanti leggi e ordinamenti non necessariamente uguali tra loro, una proiezione temporale del passato che si protrae attraverso la sua osservanza negli identici modi nel presente. Tali pratiche e credenze, ritenute assolutamente giuste nel loro tempo, vengono preservate nel corso degli anni affinché possano restare valide per le generazioni venture. E’ chiaro che tale osservanza può risultare limitante, basti vedere quanto spesso la tradizione religiosa risulti essere assolutamente superata in alcuni casi, ma ugualmente mantenuta nella sua forma antica in un mondo presente. Ma filosoficamente parlando che tipo d’interesse può l’uomo moderno avere di tali antichità? Perché siamo orientati alla riesumazione annuale di determinate pratiche, festività o ideologie? Che ad una domanda posta all’uomo sia l’uomo stesso a rispondere, e siamo adesso pronti ad addentrarci oltre la corteccia di questa analisi, mirando finalmente alle radici del discorso.

La sicurezza del conosciuto

Se ciò che non conosciamo ci trasmette paura, ciò che è a noi noto ha sicuramente l’effetto opposto, quel che conosciamo è qualcosa che in un modo o nell’altro abbiamo il potere di governare. Da questa certezza proviene l’attitudine dell’uomo di percorrere strade già spianate, di vertere il suo cammino verso paesaggi conosciuti e nascondersi dietro la sicurezza del già visto. Se abbiamo conosciuto qualcosa, quel qualcosa ci appartiene, di quel qualcosa siamo esperti e quel qualcosa, se correttamente eseguito non può andar storto, ed è qui che entrano in gioco le tradizioni. Le tradizioni ci danno sicurezza, un evento che accadrà certamente e che quindi possiamo a pieno controllare. Un qualcosa che idealizziamo come lieto o giusto che non può andar storto. Il domani, così come l’innovazione, fanno paura, indicano un qualcosa di mai fatto, da seguire lasciando la sicurezza di quanto fatto. Sapere che determinati valori sono immortali, che determinate festività si presenteranno ogni anno, ci fa star bene, ci fa sentire più partecipi d’un qualcosa che esiste davvero, o che almeno crediamo esista davvero. Ma quanto ormai seguiamo in maniera secolare, è spesso troppo attempato, talmente tanto da essere in contrasto con quanto oggi scoperto, sia scientificamente che moralmente. L’uomo continua a crescere in altezza e in larghezza, ed i panni della tradizione iniziano ad andargli sempre più stretti. Siamo ad oggi di fronte un bivio, stracciare forzatamente quei panni durante la nostra crescita, con tutte le conseguenze etiche e sociali che ne derivano, oppure più saggiamente e razionalmente decidere insieme un nuovo vestiario, che più si addica al nuovo stile che abbiamo adottato. Che quanto abbiamo imparato ieri sia un bagaglio, e mai una catena che ci impossibilita ad imparare domani.

 

 

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