La silenziosa rinascita della natura: Jonas ci ricorda delle nostre responsabiilità

È la natura a metterci a rischio o noi ad essere un pericolo per la natura? Hans Jonas ci dà una risposta, mentre il mondo in questi giorni ce la dimostra. 

Sono senza dubbio giorni molto difficili per tutti noi, che ci siamo trovati catapultati senza preavviso in una situazione inimmaginabile, quasi surreale. Uno dopo l’altro, tutti i paesi del mondo si sono dovuti progressivamente fermare, a causa di un’epidemia che sembra poter essere combattuta solo con la fuga. Ma mentre noi umani ci mettiamo in posizione di difesa, Madre Natura si dà da fare.

Il fondale di un canale a Venezia

Aria pulita e acque cristalline

Per la prima volta da secoli, l’intero mondo è fermo. Mentre noi siamo chiusi nelle nostre case ad aspettare che il peggio di questa epidemia passi, là fuori la natura sta dando prova del suo immenso potere. Sono bastati pochissimi giorni di stop perché l’inquinamento calasse: le automobili sulle strade si sono ridotte drasticamente, aerei solo per il trasporto merci, lo stesso per le navi nel mare. Le fabbriche sono state chiuse tutte, ad eccezione ovviamente di quelle di produzioni essenziali, e già dopo una settimana la qualità dell’aria era notevolmente migliorata. Le diverse Arpa italiane (le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente) riportano dati simili: i livelli di biossido di azoto, ovvero di NO2, emesso soprattutto dai veicoli, sono calati quasi del 50%. Erano anni che non se ne registrava un livello così basso. Sembra perfino che l’aria di Milano stia tornando, incredibilmente, pulita. Ma non si tratta solo dell’aria. I canali di Venezia, con lo stop di navi, vaporetti e imbarcazioni, sono tornati di una limpidezza straordinaria, mostrandoci distintamente il fondale. Acque cristalline anche nel Golfo di Napoli, dove negli scorsi giorni hanno fatto perfino visita  dei delfini. Ciò che sta succedendo ha dell’incredibile.

 

Una coppia di panda giganti

Il mondo animale

L’onnipresenza dell’uomo aveva limitato, fino ad ora, anche la libertà della fauna selvatica. Gli animali non in cattività cercavano in ogni modo di fuggire dall’attività umana, da loro vista come un pericolo. Perciò i delfini si tenevano ben lontano dalle coste, così come le tartarughe marine, preferendo l’alto mare. Ora invece li abbiamo visti avventurarsi nei dintorni della Sardegna, di Napoli e di Trieste, mentre le tartarughe dell’Oceano Indiano si sono fermate sulle spiagge continentali per deporre le uova. A Milano sono stati avvistati conigli che, tranquillamente, si mostravano nei parchi e nelle strade, mentre in Scozia le capre selvatiche sono scese dalle montagne per passeggiare tra i paesi. Ad Honk Kong un altro fatto straordinario: due panda giganti si sono accoppiati dopo anni di “convivenza”, lontano dagli occhi indiscreti dei turisti. Un evento che si aspettava, inutilmente, da anni: una loro prole, infatti, potrebbe mettere un po’ più al sicuro la loro specie, ad alto rischio di estinzione.

Hans Jonas, pioniere della bioetica

La nostra responsabilità

È bastata davvero una quantità minima di tempo perché la natura ricominciasse a respirare, portandoci a riflettere su quanto poco basti per aiutarla. Già a metà del secolo scorso, Hans Jonas, filosofo tedesco, nonché allievo del più celebre Heidegger, ci aveva ricordato il fondamentale compito dell’uomo moderno. Se per millenni, infatti, era stata la natura a costituire una sorta di “pericolo” per la specie umana, con i grandi progressi del XX secolo i ruoli si sono drasticamente invertiti. Con la tecnica, l’uomo ha conquistato un così grande potere da essere in grado non solo di controllare, ma anche di sottomettere il mondo naturale. Mettendo però quest’ultimo a rischio, e con esso, le generazioni future. Cercando il progresso fine a se stesso, e perseguendo l’interesse individuale, l’uomo si è messo inconsapevolmente in grave pericolo, non come singolo, ma come specie. Jonas parla di responsabilità: è sulle nostre spalle il futuro della terra, un eventuale miglioramento o peggioramento della situazione dipende quasi interamente dalla nostra azione. In questi giorni ci è stata data, indirettamente, la prova di quanto l’azione umana abbia potere. Solo con un primo stop, gli effetti sono più che mai visibili. Sembra che il coronavirus ci sta dando un piccolo assaggio di come tutto potrebbe cambiare, se solo decidessimo di assumerci questa importante responsabilità.

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