La serie “The new pope” di Sorrentino ipotizza il futuro della Chiesa

Una piccola analisi sul futuro della Chiesa Cattolica, riflettendo sui papi del terzo millennio e sul possibile successore, considerando l’assurda, ma interessante, versione di Paolo Sorrentino contenuta nella sua nuova serie TV ‘The new pope’.

Le cose cambiano velocemente, il tempo corre, e non è facile stargli dietro. Negli anni duemila la Chiesa ha dato la sua risposta, e lo continua a fare con Papa Francesco, sempre attento alle novità. Ciò che accadrà fra dieci o venti anni non si sa, ma Paolo Sorrentino ha provato a darne una propria versione attraverso una serie TV che mescola cinema e realtà.

Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, Papa Francesco

I papi del nuovo millennio

I primi anni Duemila, sono caratterizzati dallo stesso pontefice dei precedenti vent’anni: Karol Wojtyla, ovvero Papa Giovanni Paolo II. Come suggerisce il nome di battesimo, ci si trova davanti a un vescovo di Roma non italiano, per l’esattezza polacco, dopo quasi cinquecento anni dall’ultimo papa straniero. Il suo lungo pontificato, ventisei anni, lo ha visto impegnato in ambito politico e diplomatico nel combattere il comunismo e il capitalismo eccessivo, e in ambito dottrinale nella difesa della vita, opponendosi ad aborto ed eutanasia. ‘L’atleta di Dio‘, così soprannominato per la sua passione per gli sport, fu molto apprezzato anche dai giovani per aver creato le GMG, Giornate Mondiali della Gioventù, nel 1985.

Dopo la sua morte, avvenuta il 2 aprile 2005, venne eletto come papa il tedesco Joseph Ratzinger, che scelse il nome di Benedetto XVI, rimanendo in carica fino a febbraio 2013, quando si dimise. Nonostante sia passato alla storia per questo suo gesto raro (si verificò solo con Celestino V nel 1294), lavorò per riformare la curia e sostenne l’ermeneutica della continuità: Benedetto XVI considerava il Concilio Vaticano II (1962-1965) come un miglioramento della Chiesa, e non un punto di rottura, o addirittura di rivoluzione, come sostenuto da molti. Ratzinger, così come Wojtyla, era un conservatore in materia di fede, morale ed etica.

A seguito della rinuncia, il 13 marzo 2013, venne eletto pontefice Jorge Bergoglio, il primo papa proveniente dal continente americano, che scelse il nome di Francesco, per avvicinarsi ai poveri, seguendo l’esempio di Francesco d’Assisi. Francesco si presenta subito come pontefice riformista ed aperto alle novità, risultando così molto amato sia dai fedeli che dai non credenti. Esegue molte riforme, come quella economica della Santa Sede, del codice penale (abolendo ad esempio l’ergastolo), si impegna per la pace in Siria,per l’ambiente e per la lotta alla pedofilia. Nel 2015 indice un giubileo straordinario dedicato alla misericordia. Oggi, ancora in carica, si dedica costantemente al dialogo con l’altro: religioni diverse, poveri, stranieri, non credenti, politici.

Cosa ci aspetta in futuro?

Seppure i cattolici nel mondo siano in aumento, il Santo Padre, guardandosi attorno, in particolare in Italia e in Europa, non può essere pienamente soddisfatto. Calano infatti i sacerdoti e le vocazioni, e le nuove generazioni sembrano pian piano dare sempre meno importanza all’argomento fede. Il primo punto sarà quindi richiamare a sé le pecorelle smarrite, e sperare in un maggior numero di chiamate in seminario, ma lì solo Dio può intervenire.

Un altro argomento importante è l’ideologia della Chiesa: in un’epoca storica politica dove ci si schiera su tutto, i fedeli guardano al Vaticano per capire dove posizionarsi, per cui bisogna evitare ambiguità e silenzi. Per quanto riguarda gli scandali l’operato del papa è sotto gli occhi di tutti, e considerato positivamente, ma dovrà lavorare ancora per purificare la Chiesa.

Dimostratasi al passo coi tempi per quanto riguarda l’ambiente, dovrà sempre stare con gli occhi aperti e, talvolta, giocare d’anticipo, così da non essere più considerata una cosa antiquata che sta lì solo per pietà o riconoscimento. La Chiesa è ancora oggi una potenza mondiale, e da tale deve comportarsi.

Verrà eletto un papa nero? Uno asiatico? Un italiano? Ciò che importa è quello che farà, sperando che possa essere all’altezza dei suoi predecessori del Duemila.

John Malkovich e Jude Law nella serie “The new pope”

L’ipotesi di Sorrentino

*Attenzione! Il seguente paragrafo contiene notizie riguardanti la serie TV*

Una stravagante proposta la offre il regista Paolo Sorrentino, nella sua serie Tv ‘The new pope’ (Il nuovo papa), il continuo di ‘The young pope’ (il papa giovane). Sorrentino dipinge una situazione insolita, facendo entrare in Vaticano sesso, droga e rock’n roll, dove gli scandali vedono protagonista il papa stesso, e dove i giochi di potere sono il vero pontefice. Nella seconda stagione si avranno addirittura tre papi, infatti si sceglie di nominarne uno nuovo dopo che Pio XIII ( interpretato da Jude Law) è in coma da mesi, perciò viene eletto Francesco II, che morirà nel giro di poche settimane, perché stava davvero rendendo povera la Chiesa, spogliandola di ricchezze e privilegi. Credevano di aver scelto un uomo facilmente manovrabile, ma si sono trovati ad affrontare un vero rivoluzionario, era troppo.

Per il successore si muove il Segretario di Stato in persona, il Cardinal Voiello ( interpretato da Silvio Orlando), il vero burattinaio del Vaticano. La scelta ricade su John Brennox ( interpretato da John Malkovich), un ricco aristocratico inglese, famoso per la sua ‘teoria della via media‘ e per aver convertito centinaia di anglicani. Papa Giovanni Paolo III, questo sarà il suo nome, dovrà sempre convivere con Pio XIII, letteralmente venerato da un piccolo gruppo che lo attenderà fino al suo risveglio, che arriverà sul finale della stagione e creerà non pochi problemi.

Due papi contemporaneamente, succederà questo, proprio come durante la cattività avignonese. Brennox decide allora di acquistare popolarità giocandosi la carta dell’omosessualità, compiendo un grande discorso sulle fragilità e le difficoltà dell’essere considerati diversi, mentre Lenny Velardo (Pio XIII), ricompare piano piano per poi prendersi la scena quando il suo “collega” si ritirerà a vita privata. Pio XIII rivivrà per poco, giusto il tempo di un discorso dal balcone e un giro sulle braccia dei fedeli. Muore.

La serie si conclude facendo vedere che il Cardinal Voiello ha ottenuto ciò che voleva: essere eletto come pontefice.

Sorrentino descrive quindi una situazione surreale per questo tempo, e forse per sempre. Stuzzica le menti dei telespettatori con teorie strane e lontane dalla realtà. Certamente la Chiesa compirà passi avanti, ma non farà una salto degno delle Olimpiadi come propone il regista, che comunque descrive il dietro le quinte del Vaticano in modo interessante e appassionante.

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