La scissione dell’essere umano secondo Plessner paragonata alla figura dei Nessuno in Kingdom Hearts

Ciò che ha alimentato secoli di divulgazione filosofica è il dualismo tra anima e corpo e come l’essere umano riesce a convivere con ciò. In caso si parlasse però di figure che sono solo corpo o solo anima? Cosa ne penserebbe Plessner della figura dei Nessuno in Kingdom Hearts? 

La scissione tra anima e corpo negli esseri umani presuppone che vi sia un ente singolo composto da i due elementi, tuttavia,  se il soggetto in questione non fosse un uomo ma una sua ulteriore scissione? Ciò si applica a una delle figure più complesse e affascinanti del mondo di Kingdom Hearts: i Nessuno.

Una filosofia per tutti e per… i Nessuno!

Chiunque abbia giocato la saga di Tetsuya Nomura dubito non sia rimasto affascinato dai costanti rimandi filosofici ed etici presenti nell’opera. La continua ricerca di Kairi da parte di Sora (degna del migliore Super Mario sballottato da un castello all’altro per la principessa Peach) potrebbe aver rievocato in molti il mito degli androgini ma ciò che più ha destato la mia curiosità sono state le numerose scissioni corporali e spirituali presenti tra i vari capitoli della saga. L’arrivo del nuovo DLC Re:Mind anche su Xbox One rappresenta una perfetta occasione per poter guardare con occhio filosofico la figura dei Nessuno, appoggiandoci al filosofo tedesco Helmuth Plessner, con particolare attenzione all’opera Riso e Pianto. Prima di poter applicare il pensiero plessneriano è però necessario fare una breve spiegazione di che cosa siano realmente i Nessuno e distinguerli dagli Heartless, figure di punta nelle vicende di Kingdom Hearts.

Nessuno vs Heartless

Essi sono creature nate a seguito della formazione di un Heartless con una differenza sostanziale. Mentre quest’ultimi prendono vita dall’oscurità presente nei cuori delle persone, trasformando il soggetto stesso in Heartless, i Nessuno nascono al di fuori del corpo d’origine. Si tratta di un dualismo esistenziale tra corpo e anima. Gli Heartless rappresentano la malvagità presente nel cuore, e a loro volta il cuore stesso delle persone (come quando Sora diede spazio all’oscurità dentro di sé diventando Heartless nel primo capitolo di Kingdom Hearts), mentre i Nessuno non sono altro che gusci vuoti privi di sentimenti. Tuttavia, non tutti i Nessuno si dimostrano apatici, coloro che nascono da persone con una notevole forza d’animo acquisiscono sembianze simili a quest’ultimi, alcuni riuscendo addirittura ad accedere a ricordi passati (ad esempio Roxas, il Nessuno di Sora). Ci sarebbero numerose distinzioni da fare tra le varie tipologie di Heartless e Nessuno ma non è il caso di dilungarsi poiché ora che è chiara la differenza non resta altro che domandarci: cosa avrebbe pensato Plessner dei Nessuno?

“Un contenitore vuoto il cui cuore è stato rubato… uno spirito che continua benché il corpo sia caduto dall’esistenza… Perché vedete, i Nessuno non esistono veramente”. (Yen Sid).

 

Simboli rappresentanti gli Heartless e i Nessuno

La scissione tra anima e corpo in coloro che che ne sono privi

La diatriba insita nell’essere umano con sé stesso non può essere analizzata solo fisiologicamente ma necessita di un’analisi metafisica, ponendo alla base il rapporto di contrasto tra l’uomo e il proprio corpo presente nell’opera di Plessner Riso e Pianto. In essa viene discussa la composizione dell’essere umano come scissa in un dualismo controverso. Plessner non si sofferma sul concetto di anima e sulla sua possibile unione con il corpo, egli tratta di una scissione ben più complessa ma, allo stesso tempo, che tiene le distanze dallo sfociare nel campo metafisico o teologico. L’uomo è corpo e corporeità. Ciò comporta la mancanza di una parte spirituale che però potremmo scorgere all’interno del concetto di psiche e coscienza. L’essere umano si trova in una situazione insidiosa, non è in grado di definire in maniera universale sé stesso a causa della frattura presente al suo interno. Ciò però non risulta un vincolo ma piuttosto una tensione. Egli si sente esterno alla sua stessa corporeità e il vivere questa frattura lo porta alla perdita di controllo, generando degli sfoghi. Questi sfoghi non sono presenti come li intende Plessner, o quasi, nei comportamenti dei Nessuno. Essi sono descritti come essere apatici dotati di intelletto e intenzioni proprie, tuttavia, nel corso dello sviluppo delle vicende rimane impossibile non pensare che non provino emozioni (la tristezza di Axel quando Roxas abbandona l’Organizzazione XIII e le lacrime scaturite alla sua morte in KH2).

A sx. Roxas e a dx. Sora

Mentre l’essere umano si sfoga, i Nessuno lottano per una soluzione

La differenza sostanziale tra la figura dei Nessuno e la teoria di Plessner è come questa frazione interna viene gestita. Mentre noi esseri umani tendiamo a reprime la nostra situazione dualistica interna, i Nessuno lottano per poterne porne un rimedio. È la mancanza di questa repressione che impedisce ai Nessuno di dare sfogo tramite il riso e il pianto alla propria frazione. Ciò che però ci accomuna è la situazione interiore di disagio e sofferenza, basti pensare alla figura di Roxas in perenne conflitto con sé stesso e con i ricordi smarriti. Questa perdita di padronanza può essere paragonata allo sviluppo di una nevrosi, poiché scaturita da un conflitto inconscio all’interno dell’individuo, un conflitto psicologico privo di danni fisici. Se l’analisi unitaria dell’uomo non è possibile sarà necessario dividere lo studio tra persona e corpo, intendendo il corpo come la sezione fisica, il mezzo attraverso cui si possono esprimere gli sfoghi, e la persona come contenuto del corpo. “La corporeità è fenomeno dell’anima, l’anima il senso della corporeità vivente”, disse Klages, e non potette dire nulla di più coerente con il nostro discorso. La corporeità non è altro che lo strumento fisico attraverso cui emergono gli sfoghi che, a loro volta, vengono causati da un conflitto tra anima e corpo. L’anima è il senso della corporeità vivente perché se non ci fosse un’anima non avrebbe senso a sua volta che vi fosse una materialità del corpo. Ciò che però risulta impossibile per l’essere umano non risulta tale per i Nessuno, poiché essi bramano un qualcosa di tangibile e concreto, ovvero il riappropriarsi dei propri cuori, mentre l’essere umano è scisso per condizione di esistenza e non potrà mai riuscire a porre rimedio. Tutto ciò che possiamo fare è reprime, sfogandoci con una bella risata o con un pianto liberatorio.

Helmuth Plessner (1892-1985).

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