La ricerca della realtà: le fonografie di Tamburello e la scultura di Hanson a confronto

Se la finzione ha generato capolavori di immenso rilievo nei secoli, si può dire che la realtà non sia stata da meno. Cosa accomuna le “Fonografie Realmontane” alla scultura iperrealista di Duane Hanson?

Quella che vediamo sopra non è la fotografia di una scena reale. La fotografia ritrae Queenie II, scultura iperrealista dell’americano Duane Hanson. Nulla di fantasioso, nessuna immagine esaltante né intagli canoviani nel marmo. Una semplice scena comune, ritratta con incredibile minuziosità, tale da confondere l’osservatore. Nella Sicilia tra la fine dell”800 e gli inizi del ‘900, permeata dal contemporaneo Verismo, arriva in Sicilia l’arte fonografica, con lo stesso intento di ricerca del vero. Un grande autore del genere, purtroppo quasi scomparso e dimenticato, è Giuseppe Tamburello, autore di Sull’Aia- Fonografie Realmontane. Nata in Toscana con l’opera di Garibaldo Cepparelli, la fonografia è una vera e propria impressione del suono su carta. Le forme espressive vengono rese in maniera più che fedele, quasi superando in certi casi la forza del contenuto: le consonanti marcate e le vocali allungate vengono, ad esempio, raddoppiate dall’autore fonografista.

Giuseppe Tamburello, l’intellettuale dei campi

Giuseppe Tamburello fu uno scrittore siciliano, oggi purtroppo quasi dimenticato. Nacque a Cattolica Eraclea (AG) nel 1868 da uno zolfataro, ma rimase presto orfano di entrambi i genitori. Il poeta suo amico Alessio Di Giovanni, nella prefazione alle Fonografie Realmontane, descriverà la sua misera infanzia come la base per la formazione del suo carattere, secondo le descrizioni distinto da un raro senso umanitario. Visse a Realmonte, poco lontano dalla città natia, dove diresse la scuola locale e scrisse. Si interessò di folklore e di vita contadina, stabilendo allo stesso tempo contatti con intellettuali del calibro di Giuseppe Pitrè ed Edmondo de Amicis. Morì a Realmonte nel 1942, ed è oggi sepolto a Siculiana. Nelle Fonografie descrive scene di campagna, che da osservatore esterno riporta fedelmente nel dialetto realmontano. I soggetti che ritrae sono poveri, gente comune che appare quasi come dipinta in una novella verghiana, che subisce i colpi della vita e cerca di resistervi.

La seconda (l’inizio della quale è riportato sopra), nella fattispecie, scritta sotto il titolo Sul Granciàra, riporta una rivolta contadina avvenuta per la riconquista delle terre di Fauma, appartenenti alla Mensa Vescovile girgentana. Il terreno che doveva essere concesso ai realmontani non era mai stato effettivamente redistribuito, causando il malcontento ed un’inevitabile rivoluzione. In questa fonografia Tamburello fa la sua apparizione, consigliando ai contadini di mantenere la calma ed evitare azioni esagerate, memore dell’Eccidio di Caltavuturo (azione repressiva di una rivolta dei Fasci Siciliani, che contò tredici vittime) avvenuto pochi anni prima. Tamburello, da intellettuale dei campi, guida i suoi compaesani quasi ergendosi a primus inter pares, a padre amorevole cui la cultura ha dato il potere di gestire gli animi semplici dei contadini. L’autore si presenta dunque come un albero, che per quanto elevato poggia tutto il suo potere e la sua autorità su radici semplici e sporche di terra.

Tamburello, nel suo duplice ruolo di uomo del popolo e di intellettuale, ci offre un ritratto preciso ed attendibile della società, degli usi, della lingua e degli uomini del suo tempo. Come a dimostrarci che l’arte, se vuole, può essere anche nuda memoria.

Duane Hanson, l’irrealtà del reale

Nato nel 1925 in Minnesota e morto a Boca Raton nel 1996, Duane Hanson fu uno scultore americano delle correnti della Pop-art e dell’Iperrealismo. La sua arte è basata sull’analisi e sulla riproduzione di soggetti comuni della società americana del suo tempo. Scolpisce utilizzando bronzo, resina di poliestere e fibra di vetro figure di lavoratori, donne intente nelle commissioni domestiche, momenti di riposo. La sua scultura manca dei temi classici dell’eroismo e dell’erotismo, spesso realizzandosi in figure flaccide ed esterne ai canoni comuni di bellezza. L’opera hansoniana ritrae fedelmente il reale, ma esalta e mette in rilievo i disagi e le problematiche del secolo del consumismo, sfruttando lo stereotipo come modello artistico.

Il paradigma del reale come lente analitica

Nonostante poco sia rimasto dell’opera tamburelliana e dell’intero genere della fonografia, che oggi si sta cercando di riabilitare e di rimettere in luce, è importante sottolineare come quest’attenzione esasperata nei confronti del vero possa regalare al lettore l’esatta immagine dei problemi della comunità e della sua vita brulicante. Duane Hanson, allo stesso modo, esaspera le forme del vero (stavolta non risparmiandosi l’artificio artistico) per offrire all’osservatore una realtà talmente distorta da potersi avvicinare al distopico. Le figure di Hanson sono dunque, nonostante l’epoca analizzata sia diversa, simili a quelle del Tamburello. Anch’esse sono vittime di una società che scorre lasciandole indietro, anch’esse sono ritratte come a rappresentare allegoricamente il peso che si trascinano addosso: è il disagio di essere gente comune, il disagio che appartiene all’intera società.

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