Dopo le pubblicazioni per Einaudi, i volumi sul comunismo per Bompiani e Feltrinelli e la collaborazione con il Fatto quotidiano, il torinese Diego Fusaro approda al Primato Nazionale, testata ufficiale del movimento politico neofascista CasaPound, con una rubrica intitolata “La Ragion Populista“.

La collaborazione tra il giornale in questione e l’intellettuale, fondatore del sito Filosofico.net e docente di Storia della Filosofia dell’IASSAP, è stata annunciata dallo stesso Fusaro attraverso un video pubblicato sulla propria pagina Facebook. La notizia, come presumibile che fosse, si è sparsa in poche ore lasciando tutti con lo stesso interrogativo ossia quali punti in comune possano avere uno studioso di Karl Marx e un quotidiano sovranista. Eppure, secondo quanto annunciato dal direttore di quest’ultimo, Adriano Scianca, è proprio la non condivisione della stessa ideologia politica che renderà la rubrica un successo.

Del resto il Marx di Fusaro tende a incontrarsi spesso e volentieri con l’idealismo di Fichte e Gentile, pensatori certamente più in linea con gli orientamenti classici della “destra”, se vogliamo usare questa parola – ha dichiarato il direttore della testata, al quale abbiamo chiesto un commento circa la curiosa collaborazione – I presupposti per un dialogo proficuo ci sono tutti, quindi, pur nel rispetto delle reciproche differenze“. Dati i salari medio-alti che la presenza del filosofo 34enne o che un suo intervento all’interno di un comizio richiede, alla nostra domanda circa il compenso che questi percepirà, Scianca ha preferito non rispondere.

Tuttavia, l’intervista svolta ha fornito uno spunto di riflessione interessante,proprio in merito alle effettive – ma soprattutto apparenti – divergenze di pensiero tra Fusaro e Il Primato Nazionale. Seppure si tratti di un pensatore,noto oltre che per il lessico declamatorio e complesso anche per il suo rifarsi al neo marxismo, sono molti gli argomenti che lo accomunano ad un pensiero di destra ( “se vogliamo usare questa parola”).

Tra questi, ad esempio, vi è il disapprovare totalmente la teoria Gender, vista come strumento del capitalismo per distruggere le differenze sociali e le famiglie. Volendo citare uno dei suoi interventi su l’Ultimo Marxiano, rubrica de “Il Fatto QuotidianoFusaro scrive che la suddetta teoria: “disgiunge la sessualità dalla funzione procreativa e contrabbanda il nuovo mito omosessualista, transgenderista e post familiare come paradigma glamour per le masse precarizzate e indotte all’abbandono del modello familiare borghese e proletario mediante riti di normalizzazione post moderna”.

Vi sono poi anche altre tematiche che lo hanno reso meritevole dell’ammirazione di partiti come la Lega Nord. Sono note, infatti, le sue orazioni contro le Banche, le migrazioni (“futuri schiavi che sostituiranno il popolo”), l’Euro e la Nato (definite “dittature economizzate“).

Sul "Corriere della Sera" di oggi così leggiamo: "Londra, 40 start up italiane sfidano la new economy". Eccolo, ancora…

Pubblicato da Diego Fusaro su Giovedì 3 maggio 2018

Come anticipato, uno dei tratti distintivi del suo personaggio è proprio il linguaggio volutamente articolato e difficile da capire anche ai più. Tuttavia, è proprio questo il merito che gli si deve riconoscere: l’aver saputo vendersi bene. “Sa che non sarebbe diventato famoso a parlare di Fichte – ha dichiarato un suo ex collega accademico, in un’intervista di Vanity Fair – Appena ha intravisto un modo per realizzare questa volontà di apparire, l’ha perseguito”.

Grazie ai suoi modi gentili dunque, dopo aver reso il proprio blog un punto di riferimento per i liceali italiani, allaccia contatti con personalità sia del panorama culturale come Massimo Cacciari, Gianni Vattimo e Emanuele Severino, sia di quello politico come Matteo Salvini e Beppe Grillo. La popolarità cresce e contemporaneamente con lei anche le case editrici che gli concedono diverse pubblicazioni, ma è sempre internet, invaso dai suoi post, che gli concede una poltrona nei principali talk show come “La Gabbia“.

Ciò che dunque sembra essere la preoccupazione principale, è che la collaborazione di Fusaro con il Primato Nazionale non fa che attestare il suo essere – più o meno esplicito – un riferimento intellettuale degli elettori di destra, cosa che si deduce anche dagli estratti dei suoi interventi. Tant’è che lo stesso Adriano Scianca, infatti, durante l’intervista fattagli ha dichiarato:”Riteniamo che sulla maggior parte degli argomenti i punti in comune siano maggiori di quelli in disaccordo”. 

Senza nulla togliere al lavoro svolto in questi anni, opinabile che possa essere, e ai riconoscimenti ottenuti, la vicenda di Diego Fusaro fa riflettere sull’importanza e la pericolosità del compromesso, specie quando si tratta di uno ideologico.
Il titolo di paladino del comunismo, anche se frutto di un’auto attribuzione, che nel corso di questi anni lo ha portato ad assumere una determinata linea di pensiero, anche se presumibilmente fittizia, è venuto immediatamente meno nel momento in cui è stata sottoposta al suo ego una nuova opportunità per dilatarsi. Il fare informazione e la visibilità non sono necessariamente la conseguenza l’uno dell’altra, eppure per qualcuno risultano addirittura essere la stessa cosa o, peggio, la loro principale fonte di sostentamento.
AdrenAlina