La psicologia ci salverà? Ecco i 5 mestieri del futuro che non ti aspetti

Andrea Gaggioli, docente di psicologia all’Università Cattolica di Milano, individua per noi 5 figure professionali che nel futuro saranno indispensabili.

“Il mondo sta cambiando, e le figure professionali con lui”, così Andrea Gaggioli ci introduce nel “Nuovo Mondo” del business digitale, in cui le competenze trasversali e la psicologia fanno da padroni: vediamone 5 esempi!

 

1- La prima figura professionale individuata da Gaggioli è quella del wellbeing manager. Il wellbeing è lo stato di benessere nel quale l’individuo è in grado di sfruttare al meglio le sue capacità cognitive ed emozionali, esercitando la propria funzione all’interno della sfera professionale e privata.

 

Questa figura professionale si occupa di misurare e organizzare il livello di benessere di un’azienda, partendo da un’analisi approfondita di alcune dimensioni: sviluppo professionale, qualità della vita lavorativa, concentrandosi in particolare sul livello di stress, soprattutto tecnologico, comunicazione, organizzazione del lavoro, valutazione e reward, la fiducia rispetto ai colleghi e al responsabile, l’approccio al cambiamento.

 

A questo punto, il wellbeing manager, che per formazione possiamo definire un “manager del benessere”, è in grado di gestire queste variabili. Si tratta di una figura che andrà consolidandosi nel tempo, quando all’attuale consapevolezza della sua indispensabilità, si aggiungerà l’acquisizione delle competenze specifiche, da quelle gestionali e informatiche, a quelle d’analisi psicologica.

 

2- Hai un sito web ma non sai come renderlo un’a esperienza digitale indimenticabile? Lo user experience designer è il professionista che ti serve.  Il suo lavoro è volto ad aumentare la soddisfazione e la fedeltà degli utenti, migliorando la fluidità d’uso e il piacere fornito nell’interazione con un supporto digitale, progettando e realizzando esperienze ottimali.

 

L’esperienza utente è qualsiasi aspetto di un’interazione della persona con un sistema informatico, includendo l’interfaccia, la grafica, la progettazione industriale, l’interazione emotiva e manuale. Gaggioli spiega che per “esperienza” possiamo intendere anche attività quotidiane per qualsiasi utente, come la navigazione su un sito web, o su app o mostre digitali. La progettazione dell’esperienza comprende quella tradizionale d’interazione uomo-macchina e la estende indirizzandosi a tutti gli aspetti del prodotto, calandosi nei panni degli utenti, analizzando le loro esigenze, ideando design accattivanti e migliorando le prestazioni informatiche.

 

Si tratta di una figura professionale che coordina competenze acquisite nell’ambito del design, informatiche e soprattutto psicologiche. Non è una figura che si affaccia nel panorama del lavoro da poco tempo, anzi, fa parte di quel settore che Gaggioli definisce “economia dell’esperienza”, ma per la prima volta fa la sua comparsa nel panorama accademico. Nel 2021 è previsto un master di primo livello, atto a formare professionisti dotati di questa particolare doppia elica tra digital design e competenze umanistiche. Il master è frutto di una preziosa collaborazione tra il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica. Vi segnaliamo il link cui accedere alla pagina di presentazione del master: https://offertaformativa.unicatt.it/master-lista-master-user-experience-psychology

 

 

 

3-  Come ci insegna la fortunata serie Black Mirror, il settore della cyber security, con le sue mille sfumature applicative, è ormai diventato fondamentale e offre numerose opportunità di lavoro. Compito di un Cybersecurity specialist è quello di proteggere le informazioni digitali da furti, duplicazioni non consentite ed accessi non autorizzati, sviluppando strategie preventive per ogni attacco di questo tipo.

 

Fra le principali mansioni vi sono quelle informatiche -che consistono nella gestione e nel monitoraggio del funzionamento del sistema, attraverso dei test mirati,  e nello sviluppo di nuovi sistemi e protocolli difensivi, attraverso un continuo aggiornamento sulle nuove minacce -, cui si aggiungono competenze psicologiche, ingiustamente sottovalutate al giorno d’oggi, che consistono in una profonda comprensione degli assets da proteggere, nella manipolazione mirata delle informazioni digitali e nella previsione delle future mosse dell’hacker.  Questo cyber mestiere richiede al professionista un’adeguata formazione in diversi contesti ed ecosistemi, dal settore legale, all’umanistico, all’informatico.

 

 

 

4- Lo sappiamo, la quarantena ci ha costretti alla sedentarietà, ma avrai sicuramente cercato, tra un pezzo di pizza e l’altro, un’app di fitness che ti rimettesse in forma! Se sull’App Store hai trovato l’app costruita su misura per te, significa che il digital heathcare specialist di quella compagnia l’ha vista lunga!

 

In tutte le aziende dell’healthcare oggi sono indispensabili specialisti con conoscenze aggiornate e approfondite, non solo sulla medicina, ma anche sull’informatica e sulla psicologia. Il digital healthcare specialist studia strategie digitali per il settore medico, applica i principi e le teorie della psicologia alle strategie di prevenzione, promozione e tutela della salute, usa gli strumenti digitali applicandoli al settore sanitario.

 

A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, il digital healthcare specialist non è necessariamente un medico, perché non si occupa della salute, bensì di organizzare la salute. Si tratta di una figura che ha affrontato studi nell’ambito della medicina e della biologia, che gli consentono di gestire le informazioni e l’erogazione dei servizi sanitari con criterio. Tuttavia, lui sa anche individuare e integrare nuove soluzioni digitali che rendano la fruizione dell’utente non solo corretta, ma anche fluida, il che rende chiaro il ruolo della psicologia, una sorta di garante disciplinare che assicura all’utente una esperienza sanitaria digitale, semplice, fluida e su misura.

 

5- Le ultime figure professionali scelte per noi dal professor Gaggioli sono state da lui raggruppate in un’unica categoria. Si tratta, infatti, di due professioni che afferiscono, secondo obiettivi e modalità del tutto diverse, a un ambito comune, quello della conoscenza.

Il primo professionista di questo gruppo è il Knowledge manager. Si tratta di una figura che gestisce flussi di conoscenza, escogitando metodi di fruizione e condivisione dei materiali prodotti da ogni membro di un’organizzazione. Questo processo non è così semplice da attivare, perché implica degli aspetti più profondi di quelli meramente informatici, soprattutto di natura psicosociale.

Il secondo, nonché ultimo, professionista è sicuramente stato molto attivo negli ultimi mesi, in cui scuole e università sono rimaste chiuse: si tratta del learning designer. Questa figura si propone di costruire le attività didattiche in modo efficace e tecnologicamente avanzato, perché affinché ogni studente possa raggiungere al meglio il proprio potenziale di apprendimento. Il learning designer crea e progetta strumenti di pianificazione della lezione, fornisce un insieme di strumenti interattivi web-based ideati su misura, ascoltando attentamente le esigenze dell’istituzione che lo contatta. L’ascolto è sicuramente una prerogativa di ogni formazione umanistica, in particolare psicologica, cui il learning designer aggiunge competenze gestionali e informatiche.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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