La primavera come nuovo inizio: Venere e il trionfo della natura in Lucrezio

20 marzo 2019: equinozio. Alle 22:58 il Sole si troverà allo zenit dell’equatore, i suoi raggi cioè giungeranno in maniera perpendicolare all’asse di rotazione della Terra. Sarà così determinata la stessa durata del giorno e della notte. Nel nostro emisfero l’equinozio di marzo segna la fine delle buie giornate invernali e l’inizio dei lunghi e solari giorni di primavera.

In primavera si assiste al risveglio e al pieno trionfo della natura. Gli alberi rinvigoriscono e si riempiono di frutti, i prati e le campagne sono colorati da fiori di ogni specie. Lo scenario invernale, caratterizzato dalla desolazione, viene progressivamente sostituito dall’azzurro del cielo e dal chiarore del sole. Non a caso, nell’immaginario collettivo e nell’arte, la stagione primaverile è sempre stata simbolo dell’origine e metafora di rivoluzione e di rinascita. Tra le stagioni è quella più carica di ispirazione e di creatività. È stata utilizzata come immagine simbolica da artisti e da scrittori di tutti i tempi: Virgilio descrive un Cielo che scende con piogge fertili e che accende ogni suo germe, Goethe parla di una primavera vicina, caratterizzata da un alito possente che scuote la vita intera.

Ramo di mandorlo fiorito, Vincent van Gogh

L’amore che muove la natura

Una testimonianza esemplare della potenza espressiva che appartiene all’immagine della Primavera è data da Lucrezio, una delle prime grandi voci della letteratura latina. Durante il I secolo a.C. l’autore scrive il De Rerum natura, poema in versi che ha lo scopo di proporre un percorso educativo. È un’opera antropologica, in cui sono presenti elementi che appartengono al mito, alla filosofia e anche alla medicina. Sono esposte le teorie epicuree circa la fisica, l’antropologia e circa il processo di conoscenza. Fulcro di tutto è il movimento degli atomi, indistruttibili e indivisibili: sono questi a determinare vita e morte mediante la loro aggregazione e la loro disgregazione. Sono questi a permettere la conoscenza del mondo, quando sottoforma di sottili membrane – i simulacra – si staccano dai corpi e giungono agli organi sensoriali. Sono presenti anche spunti di cosmologia e indagini sui fenomeni naturali. Tutto, però, dipende dalla forza generatrice della natura, personificata da Venere, a cui si rivolge l’inno che apre l’intero poema.

“[…] per tuo mezzo ogni specie vivente si forma, e una volta sbocciata può vedere la luce del sole. […] Non appena si svela il volto primaverile dei giorni, e libero prende vigore il soffio del fecondo zefiro, per primi gli uccelli dell’aria annunziano te, nostra dea, e il tuo arrivo, turbati i cuori dalla tua forza vitale. […] tu solamente governi la natura delle cose, e nulla senza di te può sorgere alle divine regioni della luce […].”

Venere, equivalente della dea greca Afrodite, è la dea romana associata all’amore e alla bellezza. È considerata l’antenata del popolo di Roma, in quanto madre di Enea, leggendario fondatore. È il simbolo dell’istinto vitale della riproduzione che assicura la continuità della natura. Venere è la dea dell’amore che rinvigorisce la terra, quell’amore che caratterizza il periodo della primavera, tempo del cielo sereno, dei fiori che sbocciano e del sole che comincia a far sentire il calore dei suoi raggi. In primavera, a seguito dell’appagamento che deriva dal mondo naturale, si ha la piena percezione della piccolezza dell’uomo dinanzi alla forza della natura. Questa stagione incarna quel senso di momentanea e passeggera felicità che si risveglia nell’animo di tutti gli uomini e che non può mai lasciare indifferenti.

Primavera, Sandro Botticelli

Equinozio e Luna piena

La meraviglia dell’inizio della primavera è accompagnata, quest’anno, da un evento che non si verifica spesso. La prima luna piena della stagione si verificherà a meno di un giorno dall’equinozio. Si tratterà inoltre di una Superluna: alle ore 2:43 del 21 marzo si troverà a una distanza ridotta dalla terra. La nuova luna, la nuova stagione: una forte ondata di energia positiva. Più che mai si può percepire l’idea di fioritura e di rinnovo. Se la natura dimostrerà la sua forza e la sua bellezza, permettendo di dimenticare la desolazione invernale, ognuno potrà cogliere l’opportunità di tralasciare gli elementi negativi, così da lasciarsi andare a un nuovo e produttivo inizio, denso di positività.

Chiara Maria Abate

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