Quanto sono cambiate le nostre abitudini sociali dopo la quarantena? La “paura liquida” di Bauman ai tempi del Covid-19

 La reclusione ha portato molti squilibri nella vita di ognuno di noi: siamo passati dal timore dell’altro a puntargli il dito contro.

 

Vedremo insieme a Zygmunt Bauman quali sono le cause sociologiche delle tracce indelebili che il Coronavirus ci ha lasciato e che continua a lasciare. Secondo Bauman la nostra epoca è già di per se individualista, grazie al fatto che siamo sempre connessi tramite social network. Infatti, la quarantena ci ha allontanati ancora di più perché i nostri legami sono rimasti sospesi su internet.

Zygmunt Bauman e la ‘paura liquida’

Zygmunt Bauman, sociologo e scrittore polacco, ha coniato il termine ‘Società liquida‘, definita tale perché instabile, priva di equilibri e di punti di appoggio certi. Una società liquida è la nostra, profondamente modificata dall’avvento della globalizzazione e delle nuove tecnologie.
Bauman inoltre, ha spesso parlato nei suoi scritti anche di ‘paura liquida‘, la quale non è canonica, come ad esempio la paura di morire, ma è quel tipo di paura che non è facile da affrontare perché non se ne conoscono le cause. La paura liquida, per Bauman, può essere la paura di essere esclusi dalla società.

La paura più temibile è la paura diffusa, sparsa, indistinta, libera, disancorata, fluttuante, priva di un indirizzo e di una causa chiari; la paura che ci perseguita senza una ragione. ‘Paura’ è il nome che diamo alla nostra incertezza: alla nostra ignoranza della minaccia, o di ciò che c’è da fare.

                          Zygmunt Bauman

La paura dell’esclusione prende forma in un contesto pandemico

Chi l’avrebbe mai detto che in un’era così utopica della storia dell’umanità un virus avrebbe messo la nostra colonna portante in ginocchio? Le stesse istituzioni politiche, economiche e sociali hanno subito un forte senso di disorientamento all’arrivo di questa nuova minaccia, di conseguenza i membri di tutte le comunità mondiali si sono trovate in preda alla paura.                                                                              

La pandemia ha messo in pausa per qualche mese il motore del mondo: le interazioni sociali, e anche se siamo nell’era della tecnologia un cellulare non basta a colmare il nostro bisogno di nutrirci dell’altro. Ma questo tragico avvenimento ha un’altra faccia, perché ci è stato vietato di avvicinarci a meno di uno/due metri e di riflesso il nostro inconscio è stato condizionato a tal punto da farci temere il prossimo.                            Non è difficile pensare che la paura dell’esclusione di cui parlava Bauman si è insinuata nelle nostre vite nel contesto pandemico che stiamo vivendo, perché il Covid-19 è un nemico invisibile che prende le sembianze di ognuno di noi, di conseguenza siamo diventati ‘tutti nemici di tutti’. Bauman inoltre ha additato la causa di tutte le nostre paure al declino, alla scomparsa della stabilità economica, sociale e politica.

Le conseguenze della pandemia

Secondo Bauman la nostra epoca è già di per se individualista, grazie al fatto che siamo sempre connessi tramite social network. Infatti, la quarantena ci ha allontanati ancora di più perché i nostri legami sono rimasti sospesi su internet.

In definitiva la pandemia ha cambiato profondamente il nostro modo di vivere con noi stessi e con gli altri a causa della reclusione e del senso di paura e di confusione che essa stessa ha creato. L’essere umano si sente invincibile di fronte a qualsiasi minaccia, ma questo periodo ha dato prova del fatto che è molto più fragile di ciò che si pensi, basta disallineare leggermente gli equilibri per farlo cadere in uno stato di shock che, consapevolmente o non, continuerà a farsi sentire nella vita di tutti i giorni.

 

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