La notte di San Lorenzo e i falò: l’arte incontra la tradizione

“La notte di San Lorenzo” di Murubutu ci presenta uno scenario a dir poco mozzafiato. Calatici dentro avvertiamo il calore di tanti falò…

Risultati immagini per falò

Murubutu e “La Notte di San Lorenzo”

La nuova estate è entrata nel vivo, e così si rinnovano gli appuntamenti annuali. Si va da quelli più rustici e rozzi (le varie sagre della penisola) a quelli più sentiti e fantasmagorici (Ferragosto). Ma tra questi rituali un po’ misteriosi perché figli di non si sa quale tradizione ve n’è uno che affascina anche i più pigri. Ci si riferisce alla notte di San Lorenzo, durante la quale si dice sia più facile osservare le cosiddette “stelle cadenti”. Questa magica notte non è nota solo per questo, ma anche per i falò che vengono accesi e che popolano i litorali di tante regioni. Murubutu, rapper e docente di storia e filosofia emiliano, ha dedicato una canzone al giorno suddetto… un vero capolavoro. Grazie alla produzione di Swelto siamo calati fin da subito in un microcosmo astrale. Rantoli del cosmo e suoni che cercano di riprodurre i rumori delle meteore, che si trasformano in dolci frantumi, ricreano un ambiente fin troppo familiare per coloro che sono soliti ritrovarsi in spiaggia il 10 Agosto. Pascoli scriveva “X Agosto” e utilizzava la funzione memoriale per ritornare all’origine, al nido. Murubutu sembra procedere analogamente, con la stessa consapevolezza dell’autore di “Myricae” di un passato che non ritornerà mai più. Eppure il suo storytelling sembra riprodurre il passato in maniera quasi più vivida del presente. Le parole fungono da preziosa cornice, accompagnano l’occhio a braccetto nell’immersione dentro il quadro dei ricordi. Non solo Pascoli, ma anche Leopardi sembra essere tirato in gioco.

“E ti ricordi il punto esatto oltre la siepe

Dove il sole va a svanire oltre le linee della ferrovia”

(Murubutu ne “La notte di San Lorenzo”)

Il modo in cui viene citata la siepe, seguita dalla descrizione di ciò che nasconde, sembra svelare un procedimento paradossale rispetto alla poetica leopardiana. La persona chiamata in causa ha la capacità di superare la siepe, ha la possibilità di guardare oltre, e lo fa, senza timore, con la curiosità di un bambino. Non ferma furbescamente lo sguardo sulla siepe alla ricerca del vago e dell’indeterminato.

Risultati immagini per la notte di san lorenzo

La “Guy Fawkes night” e il falò di Camogli

Sicuramente fra le memorie di Leopardi sono assenti sia i falò sia l’annesso abuso di alcolici, e questo può incuriosirci riguardo a quando siano effettivamente cambiate le cose. Era già presente una tradizione del genere o è nato tutto dopo? Ciò che è certo è che già nel 1606 un falò veniva acceso e dava inizio a una tradizione che sarebbe arrivata fino ai nostri giorni. Si tratta della “Bonfire night”, celebrata il 5 novembre in terra inglese per ricordare la sventata minaccia avvenuta proprio in quel giorno del 1605. Guy Fawkes, un cospiratore, aveva attentato alla vita di re Giacomo I, ma era stato tempestivamente scoperto. Proprio per questa ragione la celebrazione annuale prende anche il nome di “Guy Fawkes night”. Sebbene sia presente il falò, questa festa è molto lontana dal rituale estivo italiano. Nei vari borghi italiani il falò si è spesso impregnato di un alone cristiano e solo poche volte è lasciato spazio alla leggenda. A Camogli, ad esempio, in terra ligure, si dice che venissero accesi dei falò in riva al mare per salutare i marinai in partenza o per orientare coloro i quali stessero rientrando. In men che non si dica, quest’usanza è stata assorbita dalla tradizione cristiana. Da un po’ di tempo, ogni 12 maggio, si festeggia a Camogli la festa patronale di San Fortunato accendendo giganteschi falò.

Risultati immagini per guy fawkes night
Un fantoccio di Guy Fawkes bruciato durante la “Bonfire night”

Un’atmosfera poco ordinaria

I fuochi che costellano le spiagge del meridione nelle notti di San Lorenzo sembrano diminuire sempre più. Il fenomeno ora sembra essere circoscritto esclusivamente nelle zone della Puglia, della Sicilia e della Calabria. Oltre a questo, è partecipe il fatto che la data non sia spesso rispettata. In Sicilia, ad esempio, i falò vengono accesi più a Ferragosto che durante la notte del 10. Senza contare che sono molti i roghi accesi tra il 10 e il 15 agosto. Malgrado tutto, questa falotica notte continua a stupire e rinfocolare gli animi sopiti e le deserte spiagge. Si presenta come arte già fatta, in posa, pronta per essere impressa ed espressa. E Murubutu pare ci sia riuscito brillantemente.

Mattia Vitale

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: