Il Superuovo

La nostra società moderna è liquida: ecco l’instabilità raccontata da Bauman e Fedez

La nostra società moderna è liquida: ecco l’instabilità raccontata da Bauman e Fedez

Una società “liquida”,  immersa nell’ipocrisia e dove il denaro conta più delle persone: ne parlano il sociologo Bauman e il rapper Fedez.

L’uomo postmoderno si trova a vivere in una situazione incerta e caratterizzata dal soggettivismo, dalla violenza e dall’ingiustizia.

Bauman e la “società liquida”

Se con la modernità l’uomo sembrava aver trovato il suo posto nel mondo con solide basi su cui costruire il suo futuro, con la postmodernità la situazione si capovolge: è questo il tema trattato dal sociologo polacco Zygmund Bauman nella sua opera “Società liquida” pubblicata per la prima volta nel 1999. Il titolo è già indicativo e rappresenta appieno il pensiero del suo autore: la società in cui viviamo non è più stabile, ma liquida, sfuggente, inafferrabile come l’acqua, tutto in questa appare perennemente rimodellabile e niente ha più dei confini nitidi e definiti. Il postmodernismo ha tolto all’uomo le sue certezze e l’ha fatto piombare nell’instabilità e tutto ciò è stato causato dal crescente soggettivismo diffusosi per cui anche un amico diventa qualcuno di cui diffidare. Tutto ciò ha delle ripercussioni in ambito sociale, soprattutto per quanto riguarda i rapporti umani che non sono più stabili a causa della paura di sentirsi in gabbia: la paura è, infatti, una delle principali caratteristiche della società liquida, si ha paura dell’emarginazione, di essere diversi, di legarsi a qualcuno ma contemporaneamente di restare da soli.  Si tratta di una società paradossale in cui convivono aspetti contrastati e niente è più certo.

In questa società, citando Bauman, “l’unica certezza è l’incertezza“.

 

Problemi con tutti (Giuda)

In questa società così soggettivista è inevitabile avere “problemi con tutti”: il nuovo singolo di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, ci regala un quadro della società di oggi portando ironicamente in scena i grandi scandali che hanno colpito il nostro Paese da qualche anno a questa parte e mettendoli in rapporto al più grande scandalo di tutti i tempi, il tradimento di Giuda.

Rapper, padre e imprenditore: su Fedez piovono sempre piogge di critiche da parte di persone secondo cui fa tanto solo per mettersi in mostra o fa troppo poco rispetto alla sue possibilità. Ciò che è evidente però è che né lui né tanto meno la moglie, Chiara Ferragni, si sono mai tirati indietro per quanto riguarda tematiche sociali, come ha dimostrato la donazione di circa quattro milioni, accumulati con una raccolta fondi, per l’apertura di un reparto per fronteggiare il Covid-19 o il loro impegno per distribuire risorse alimentari ai più bisognosi.

Il nuovo singolo “Problemi con tutti (Giuda)” secondo alcuni rappresenta un ritorno alle origini per il rapper, indubbie sono le denunce sociali che contiene: nel brano Fedez sottolinea l’ipocrisia della moderna società (“mi fanno le foto mentre muoio“) e, come Bauman, la mancanza di fiducia verso il prossimo (“non mi fido neanche della famiglia, non bevo se è già aperta la bottiglia“).

” Ho le vele e quindi volo come Scampia”

Uno degli attacchi più duri alla società odierna riguarda le cosiddette  “Vele” di Scampia. Si tratta del quartiere periferico più discusso di Napoli, costruito dopo il terremoto che colpì la città a fine ‘900: il progetto iniziale prevedeva che le infrastrutture edificate, le “Vele” appunto, fossero destinate ai proletari colpiti dal terremoto che avrebbero dovuto mescolarsi con la piccola borghesia, ma ciò non avvenne e iniziò a moltiplicarsi la criminalità organizzata. Scampia detiene oggi il primato italiano per quanto riguarda il tasso di disoccupazione che si aggira intorno al 75%. Delle sette strutture originariamente costruite, chiamate “Vele” per la loro forma triangolare, quattro sono state distrutte e delle tre restanti due faranno la medesima fine e una verrà riqualificata.  In questo quartiere, dove la popolazione vive in una situazione di disagio socio-economico, a gestire il tutto è la criminalità organizzata, ma per molto tempo tutti hanno ignorato la questione: i trafficanti di droga utilizzavano e continuano ad utilizzare, seppur in forma ridotta, i bambini e gli adolescenti del quartiere per commerciare non sono nelle strade ma anche all’interno delle scuole. Per franare questi avvenimenti e aiutare le persone più bisognose recentemente è stata predisposta la presenza nel quartiere di assistenti socio-sanitari e sociali, ma la popolazione spesso non vuole che le cose cambino perché, come alcuni hanno sottolineato durante delle interviste, “la Camorra ha sempre aiutato mentre lo Stato era assente”. Questa affermazione dovrebbe farci riflettere sul perché la criminalità organizzata abbia così successo e dovrebbe portarci a capire che questa agisce nei momenti di bisogno là dove la società non guarda.

Il G8 di Genova e l’irruzione alla scuola Diaz

Nel Luglio 2001 si chiude il G8 di Genova e, come sempre accade ed è accaduto, le proteste non sono mancate ma questa volta qualcosa è andato storto: i membri del Genoa social forum, i “protestanti”, si erano stabiliti presso i plessi della scuola Armando Diaz della città e poco prima della mezzanotte del 21 Luglio i poliziotti, accompagnati anche da qualche pattuglia di carabinieri, fecero irruzione. Secondo i giornali quella sera sarebbe stato violato l’articolo 3 della Costituzione italiana cioè il “divieto di tortura e di trattamenti disumani o degradanti“: i poliziotti picchiarono a sangue i manifestanti molti dei quali erano in ginocchio con le mani alzate o ancora nei loro sacchi a pelo e in totale furono arrestate 93 persone di cui solo 7 non riportavano lesioni mentre circa 60 furono feriti anche gravemente. Si trattò di un vero e proprio scandalo tanto che definirono la Diaz una “macelleria messicana“. Alla fine 25 dei 28 imputati sono stati condannati per un totale di circa 98 anni.

Ricordare questi avvenimenti è importante affinché non possano più accadere e il fatto che siamo riportati in scena, con sorprendente ironia, da Fedez non è altro che una dimostrazione dell’immenso valore di cui è portatore il rap, un genere troppo sottovalutato e sminuito ma di grandissima portata sociale.

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