La natura risponde ad un’armonia? Ce lo dimostrano The Climate Music Project e Platone

Il progetto di tradurre in musica i dati scientifici riguardanti il cambiamento climatico, ricorda la tesi platonica di un’armonica anima del mondo.

Esibizione The Climate Music Project

The Climate Music Project è un’iniziativa americana che coinvolge ricercatori, musicisti, studenti e attivisti al fine di creare delle composizioni musicali che puntino a sensibilizzare il pubblico sui temi del cambiamento climatico, permettendo di cogliere la gravità della situazione presente e stimolare l’azione.

La musica è l’arma per la sensibilizzazione: The Climate Music Project

A pochi giorni dalla diffusione di tragiche sentenze, secondo le quali, per alcuni scienziati, le condizioni del nostro pianeta sarebbero ad un punto limite di non ritorno, resta ancora molto da poter fare. La Terra, la nostra casa, si sa, è sede di disastri ambientali e cambiamenti climatici causati in prevalenza dall’uomo, tali da giustificare la sua definizione di “specie autodistruttiva”. Aristotele si sbagliava, dunque, nel caratterizzare l’anima umana come razionale e politica? Abbiamo infranto le aspettative degli antichi? Un barlume di speranza ci proviene direttamente dalla California, che dalle fiamme degli incendi che la attanagliano, risorge come una fenice portando tra le grinfie quello che è stato chiamato The Climate Music Project. Stephan Crawford, il fondatore del progetto, con il suo gruppo di ricerca intende raccogliere i dati riguardanti il cambiamento climatico e tradurli, in un lavoro di squadra che include scienziati, artisti e tecnici informatici, in musica. “Ascoltare una composizione musicale è anche un’esperienza attiva, non solamente passiva. Può permettere di percepire in modo più personale la questione del cambiamento climatico e ispirare le persone ad agire.” sostiene Crawford. Una delle prime opere create riguarda l’innalzamento del livello del mare: dalla raccolta dei dati, un algoritmo permette di tradurre in frequenza le misurazioni dell’innalzamento. Dalla prospettiva presente, si passa poi alla descrizione delle possibili future implicazioni, in un crescendo di drammaticità rappresentata dal contrasto tra i bassi e la batteria. L’azione catartica sul pubblico dovrebbe far sentire l’urgenza dell’azione: in gioco è la stessa sopravvivenza umana.

Platone in un particolare dell’affresco Scuola di Atene

L’anima del mondo è la rappresentazione dell’armonia universale

La trascrizione di dati scientifici, supponendo che essi rappresentino la realtà, in musica, significa sostenere che il mondo risponda ad una sua particolare armonia. È proprio questa la questione che Platone affronta nel Timeo, il dialogo che prosegue alcuni temi trattati nella Repubblica, ossia l’applicabilità “nella natura” dei tratti ideali rappresentati in tale opera. In essa era presente la descrizione della comunità perfetta, tripartita come l’anima l’umana, ogni parte con una specifica funzione. La tripartizione è il filo rosso che collega la società ideale, l’anima umana e l’anima del mondo: quest’ultima risponde alle leggi dell’armonia matematica enunciate già dai pitagorici, che Platone sapientemente ricorda, ed è creata dal Demiurgo con la funzione di dare la vita al corpo sferico dallo stesso composto a partire dai quattro elementi. La ricetta per la costituzione dell’anima del mondo parla il linguaggio della geometria e dell’armonia: una serie di proporzioni permette di stabilire una connessione con gli intervalli di una scala musicale, analoghi a quelli individuati dai pitagorici. L’effetto non è un mondo che si esprime “cantando”, almeno non esplicitamente, ma un mondo decifrabile in termini matematici, una razionalità che il Demiurgo ha usato per ordinare il reale.

L’azione catartica è il presupposto per una profonda presa di coscienza

L’anima del mondo è tripartita, ossia costituita da: l’”essenza”, che le dona la caratteristica di essere autonoma, indipendente rispetto al mondo delle Idee, al quale il Demiurgo si basa per plasmare il corpo terrestre, e rispetto ai corpi sensibili; il “medesimo”, principio che pone l’anima del mondo al livello intermediario tra Idee e corpi fisici; l’”altro”, che fa sì che essa partecipi della pluralità delle cose. Il linguaggio con cui Platone è capace di definire il rapporto tra la matematica e le scale musicali, per noi contemporanei due discipline che fanno capo a categorie oppositive (emisfero cerebrale destro/sinistro, scienza/arte, leggi/intuizioni, certezza/creatività, ecc.), dà la sensazione di un collegamento universale tra le cose. C’è da considerare il ruolo pedagogico e psicologico che la musica rivestiva presso gli antichi: per Platone essa rappresentava il movimento misurato, l’armonia, il modello perfetto in grado di ricalibrare gli eccessi dell’animo umano. The Climate Music Project ha l’orgoglio di portare all’attenzione di tutti una causa che ci interessa direttamente, ma altresì, implicitamente, riconosce la validità di quell’approccio che stava alle radici di tutta la nostra cultura occidentale, che consisteva nel recuperare in un insieme armonico elementi apparentemente contrastanti. Il mondo dell’informatica rappresenta l’essenza dell’uomo di oggi, e già in tale contesto si nota la necessità di una riunificazione di quelle dicotomie che hanno accompagnato tutto il pensiero moderno. L’abbraccio di ciò che sembra contrastante potrebbe essere la cura ai nostri mali: quando la musica incontra dati scientifici, la sensibilità umana accoglie in sé l’aridità di ciò che le appare estraneo, permettendo la presa di coscienza che sta alla base dell’azione.

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