I PRIMI PASSI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Il primo incontro tra Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio avvenne proprio a Livorno in un periodo nel quale un sentimento insopprimibile attraversa tutte le società alimentato da coloro i quali ritengono di non avere abbastanza, di essere esclusi, discriminati o poco ascoltati. Se si torna agli albori del movimento si ha come l’impressione che appartenga alla sinistra, i temi che vengono toccati sono legati in qualche modo alla sinistra, l’acqua pubblica, l’ambiente protetto, l’energia pulita e lo sviluppo sostenibile. Non è un caso che il primo vaffaday si svolge a Bologna, storica città rossa e il secondo a Torino, capitale operaia e che i primi voti delle consultazioni arrivino proprio da sinistra. Nel novecento sono stati i partiti di sinistra i collettori della rabbia popolare e ad incarnare la speranza del cambiamento e oggi i nuovi populisti cacciano aggressivamente sulle terre dei vecchi partiti di sinistra. Il movimento ha cercato di superare la dicotomia tra destra e sinistra in nome della contrapposizione tra popolo ed elitè.  Ma il problema non è solo l’elitè ma anche ciò che c’è di mezzo tra l’elitè e il popolo e cioè i cosi detti corpi intermedi (associazioni, partiti,rappresentanze di interessi, sindacati), il rifiuto della classe politica e del sistema dei partiti anima i sentimenti degli attivisti. In sostanza il movimento fa politica con l’antipolitica, forte nella protesta debolissimo e confuso nella proposta. Il movimento raccoglieva consensi soprattutto tra i disoccupati, i lavoratori atipici e gli operai. Il successo più importante arriva tra i giovani che condividevano il messaggio di cambiamento radicale della politica italiana. Il M5S nasce dalla grande recessione, dalla crisi della zona euro traendo infine nuova linfa vitale dalla crisi dei rifugiati.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio

TRA IL WEB, LA POLITICA E LO SHOW 

Un altro novità che ha delle analogie con il movimento è l’avvento dei reality show, dove lo spettatore entra in scena da protagonista. Sotto i riflettori per la prima volta c’è lui, l’uomo senza qualità che si trasforma in star per il solo fatto di essere sotto lo sguardo della telecamera, ed è sempre lui che determina il destino dei personaggi votando da casa. Il grillismo è una proposta politica formata formattata per l’era dei reality show. Il trionfo dell’uomo comune messo al centro della scena, la presa del potere da parte dello spettatore sovrano che partecipa, decide e sanziona il rigetto delle elitè e il culto della trasparenza. Non è certo un caso che dietro le quinte si muove Rocco Caslino, protagonista della prima edizione del grande fratello. Grillo,il trionfo dell’uomo senza qualità e il reality show della politica costituiscono gli ingredienti base del populismo a 5 stelle. Per la base infatti la rete è partecipazione ma per le elitè del movimento le cose stanno in modo diverso: la rete è prima di tutto controllo. La rete è uno strumento che cattura un immensa mole di dati relativi alle preferenze e ai comportamenti. Nell’epoca digitale il vero prodotto sono gli utilizzatori stessi. Oggi grazie ai big data è possibile rivolgersi al singolo elettore con un messaggio personalizzato sulla base delle caratteristiche individuali. La casaleggio associati non è un ente di beneficenza ma una S.R.L.  e ha un evidente interesse nel controllo di questi dati, sapere come la pensano gli iscritti è un vantaggio sia interno che esterno. Il movimento non ha un programma preciso e definito,non segue delle ideologie, è un semplice algoritmo costruito per intercettare il consenso sulla base degli argomenti che tirano, il cambiamento di posizione sulle varie tematiche è una costante del movimento ciò dovuto al fatto che bisogna seguire l’opinione pubblica.

IL MOVIMENTO OGGI

Dal 4 marzo scorso in poi si è soliti descrivere il processo di avanzamento del MoVimento 5 Stelle con la metafora della bicicletta: “o pedali e vai avanti oppure ti fermi e quindi cadi”. Sembra proprio che il movimento abbia smesso di pedalare, la caduta non è ancora avvenuta ma il rallentamento è drastico e la caduta sembra imminente. Se la bicicletta a 5 stelle andava molto forte, è soprattutto grazie alle varie promesse del movimento-opposizione. Tante di quelle promesse non sono state mantenute dal movimento-governo e alcune di esse le ha elencate in un post su facebook diventato virale anche un ex 5 stelle,il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti (link qui) .  La rincorsa dell’alleato sul proprio territorio non ha fatto per niente bene al M5S. Non sembra più la macchina da guerra che era un tempo, la rabbia inglobata sembra si stia disperdendo. I voti perduti dei 5 stelle sono anche una conseguenza dell’abbandono del fondatore Grillo. Il movimento è privo di una guida carismatica e evocativa, oggi più che mai sembra un gruppo di incompetenti allo sbaraglio che continua a inciampare in gaffe, il basso livello culturale e la mancanza del senso delle istituzioni sta dando i suoi frutti, basti pensare che la massima espressione culturale è stata finora l’autobiografia di Alessandro Di Battista. I voti dei 5 stelle persi oggi vanno soprattutto alla Lega che conquista elettori ex novo e al PD che sono soprattutto voti di rientro.

Nikola Hristov

 

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