La morte di Nadia Toffa: ecco come un decesso prematuro santifica anni di sensazionalismo pseudo-giornalistico.

Può la morte di un personaggio più o meno famoso lavare via anni di disinformazione e sensazionalismo becero? 

Nadia Toffa. Conduttrice televisiva dalla carriera piuttosto fortunata, segnata dal salto di, passatemi il termine, “qualità” da Retebrescia a Le Iene. Era quello un programma sicuramente adatto alla Nostra, dal momento che con sensazionalismi, generalizzazioni e bufale, Nadia Toffa si trovava perfettamente a suo agio. Come dimenticare il disastroso servizio sui manga, additati come fumetti per pedofili o il più recente “pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto”, un servizio anti-scientifico che presentava scenari apocalittici, con tanto di paragone alla centrale di Fukushima, rivelatosi poi una bufala sui Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Sorvolando poi sull’aspetto giornalistico, si ricordano anche le controverse affermazioni riguardanti il tumore che dal 2017 affliggeva la conduttrice, definito da lei come un dono, probabilmente qualcosa da archiviare come una frase di circostanza poco riuscita che però suscitò l’ira di molti malati, oltre a parenti ed amici di persone con lo stesso problema. Eppure, ora che quel dono ha avuto la meglio sulla conduttrice, vengono tessuti elogi sulle sue qualità di giornalista e chiunque osi ricordare le sue numerose semine d’ignoranza viene bollato come “hater” irrispettoso.

GIORNALISMO IGNORANTE ED ANTI-SCIENTIFICO

Che Le Iene sia un programma che mira allo scalpore, a quel suono aspirato che produciamo spalancando occhi e bocca davanti a qualcosa che è e non dovrebbe essere, si sa. Ma Nadia Toffa aveva fatto un arte di quel clickbait ante litteram. Molti di noi socchiudono gli occhi malcelando un certo senso di nazionalsocialismo ripensando agli Idol ed alle Maid giapponesi fatti passare per prostitute, a diciannovenni deliberatamente e spudoratamente scambiate per quindicenni ed al manager fan di una Idol fatto passare per pedofilo? Quel servizio in Giappone fu crocefisso all’unanimità per l’enorme mole di disinformazione che recava con sé. Anche il giornalista italiano Pio D’Emilia, residente in Giappone, definì così il servizio visto su Le Iene:”Un’occasione sprecata, un modo di narrare sguaiato, manipolatore e superficiale, pura spazzatura”. L’arroganza di interpretare una cultura,diversa e distante da quella occidentale, secondo canoni nostrani impedì a Nadia Toffa di informarsi sull’oggetto del suo servizio, lasciandosi andare a banali generalizzazioni e congetture ridicole, probabilmente contando sull’ignoranza dello spettatore. Quanti di noi hanno dovuto spiegare a zie e mamme indignate che quei manga che tenevamo conservati sulla libreria non erano necessariamente riviste pedopornografiche? Sottolineo l’avverbio necessariamente perché il servizio di Nadia generalizzò a tal punto da impedire allo spettatore di comprendere che i Lolicon, genere fumettistico pornografico che ritrae bambini in atteggiamenti sessualmente espliciti, non sono che un sottogenere di quel vastissimo gruppo di categorie facenti parte di manga e anime. Si fece, in poche parole, di tutta l’erba un fascio. Ma il sensazionalismo becero di Nadia non si limitò all’epiteto di ignorante, fregiandosi infatti anche di anti-scientificità. Parlando infatti dell’esperimento SOX, acronimo che sta per Short distance neutrino Oscillations with boreXino, che avrebbe dovuto essere realizzato nei laboratori dell’INFN sul Gran Sasso, Nadia utilizzò toni e termini catastrofici, paragonando il possibile esito dell’esperimento all’esplosione di  Fukushima (a questo punto, è chiaro che ce l’aveva col Giappone). Un breve dibattito su Twitter, rese chiara la bufala che quel servizio rappresentava, con bugie prive di fonte schiacciate da informazioni veritiere ed inattaccabili ed una Toffa che continua ad arrampicarsi sugli specchi con frasi di circostanza, impossibilitata a rivelare che il suo servizio nasceva dall’ignoranza e dal pregiudizio suo e dei suoi colleghi.

IL CANCRO

Nessuno dica che Nadia Toffa, colpevole “semplicemente” di giornalismo da chiacchiera davanti ad una pizza con gli amici, meritava la sua fine prematura. Insulti e sbeffeggiamenti, che comunque hanno colpito anche morti illustri e meritevoli d’ogni lode come Camilleri, non sono ovviamente giustificati. Ma le critiche sì. È una questione di coerenza. La morte, prematura o meno, non dovrebbe lavar via le “colpe”, lievi o meno, di un personaggio pubblico che, proprio in quanto pubblico, si rende oggetto di giudizio da parte dello spettatore. Ed alla sua figura pubblica Nadia non rinunciò neppure quando le fu diagnosticato un tumore, ergendosi a paladina dei malati di cancro che però sembrarono non gradire la sua interpretazione della malattia, definita un dono, una sorta di occasione per essere forti. Se si può, infatti, cercare di capire cosa intendesse dire la conduttrice con quell’infelice espressione, va capito anche che è difficile per un parente o amico di un malato di cancro, o per un malato stesso, digerire una simile affermazione. Per non parlare della capitalizzazione del proprio “dono” fatta scrivendo un libro. Ora, se si sia trattato di un genuino tentativo di portare speranza a chi si trovava nella sua stessa situazione o dell’ennesimo carpe diem di un argomento scottante è impossibile da stabilire, che siano i posteri a fornire la (non così) ardua sentenza.

LA MORTE

Nadia Toffa muore oggi, il 13 agosto 2019. Messaggi di cordoglio e tessiture di elogi giungono da numerose personalità di spicco, incluso il presidente della Repubblica. Ed è effettivamente difficile non apparire come minimo cinici e spietati dilungandosi in tante critiche anche davanti ad una morte percepita come “ingiusta”, come quella inflitta dal cancro. Tuttavia dobbiamo almeno ricordare che contribuire alla disinformazione mediatica, che si tratti di argomenti di cultura popolare come i manga o di temi scientifici come l’esperimento del Gran Sasso è sbagliato e non può essere preso con leggerezza. Anche di fronte alla morte, d’innanzi alla quale è lecito tanto dispiacersi quanto restare indifferenti, bisogna sempre ricordare che certi personaggi hanno una responsabilità di cui si possono fare carico in maniera onorevole o meno. Non dimentichiamo le parole di un filosofo del calibro di Foucault:

“…non vi sono molte filosofie che non ruotino attorno alla domanda: Chi siamo noi al momento attuale? Ma penso che tale domanda sia anche a fondamento del mestiere di giornalista”

Tiziano Attivissimo

1 thought on “La morte di Nadia Toffa: ecco come un decesso prematuro santifica anni di sensazionalismo pseudo-giornalistico.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.