Il gruppo repubblicano paramilitare Nuova IRA ha ammesso in una nota ufficiale la responsabilità della morte di Lyra McKee. Durante uno scontro tra repubblicani e forze dell’ordine, nella cittadina nord irlandese Derry, per sbaglio sarebbe partito un colpo da parte di qualche esponente del gruppo e avrebbe colpito la giovane reporter togliendole la vita. In un primo momento sono stati fermati 2 giovani di 18 e 19 anni,membri del gruppo Nuova Ira, ma successivamente rilasciati. Nella notte tra giovedì e venerdì alcuni controlli della polizia in prevenzione a possibili dissidi tra cattolici e protestanti nella giornata del venerdì santo hanno portato un gruppo di manifestanti definiti “repubblicani dissidenti” a scontrarsi con la polizia, la giovane reporter era sul luogo per documentare l’avvenimento quando un proiettile le ha tolto la vita. Ancora non si sa chi abbia sparato.

Lyra McKee, 29 anni

LA DIVISIONE RELIGIOSA IN IRLANDA e IRLANDA DEL NORD

Secondo il censimento del 2016, il 78,31% della popolazione della Repubblica d’Irlanda è cattolica. La religione anglicana fa registrare un dato del 2,65% della popolazione. Gli islamici sono l’1,33%. Seguono gli ortodossi con l’1,31%. Il 9,44% dichiara di non avere un credo religioso. Il 2,63% non dichiara la propria religione. Se Dublino è prevalentemente cattolica, la questione nord irlandese è molto diversa. In riferimento al censimento del 2001, il 53,1% della popolazione nord irlandese si confessava protestante, il 43,8% cattolico, lo 0,4% non cristiani e il 2,7% non religiosi. La storia nord irlandese della seconda metà del XX secolo è caratterizzata da atti terroristici di stampo religioso prettamente europeo, anche se le guerre religiose nel continente europa sembrano solo ricordi di periodi bui della storia moderna o medievale non è proprio così. Oggi si tende ad associare il fondamentalismo e la violenza religiosa alla fede islamica ma non bisogna dimenticare che il continente europeo è stato per secoli terreno di scontro e di persecuzioni di massa per motivazioni religiose.

LO SCONTRO IN IRLANDA

L’Irlanda per trent’anni è stata anche un’isola in guerra. Fino alla pace del Venerdì Santo del 1998, così ricordata perché la firma del patto giunse alla vigilia della Pasqua. In particolare gli scontri hanno rivestito quella che oggi è l’Irlanda del nord, legata ancora alla corona britannica. Una guerra civile fra indipendentisti dell’Ira, l’Irish Republican Army, e unionisti legati alla corona britannica, che ha causato 3500 morti e decine di migliaia di feriti. Il gruppo paramilitare IRA nasce nel contesto sessantottino con lo scopo di contrastare la discriminazione (in particolare politica, dalla quale i cattolici venivano spesso esclusi in maniera lecita o illecita) da parte dei protestanti unionisti contro i cattolici indipendentisti . Una data fondamentale è il 30 gennaio 1972, giorno che rimarrà famoso come Bloody Sunday, durante una marcia per i diritti civili a Derry i paracadutisti dell’esercito britannico spararono sulla folla uccidendo 14 manifestanti e ferendone molti altri causando così un ininterrotto afflusso di reclute nei ranghi dell’IRA e accrescendo la sua popolarità. La fine di questa stagione di scontri arriva appunto nel 1998  con un accordo che stabilisce che il governo dell’Irlanda del Nord sia composto da rappresentanti sia dei partiti protestanti che dei partiti cattolici in maniera proporzionale al risultato delle elezioni. Nell’Accordo si prevede anche il rilascio dei detenuti appartenenti alle organizzazioni paramilitari che rispetteranno il cessate-il-fuoco.

 

BREXIT: ORIGINE DI UN NUOVO DISSIDIO IRLANDESE? 

Oggi si teme una nuova accensione degli scontri sull’isola. Un tema di attualità che coinvolge in particolare modo l’Irlanda del nord e anche l’Europa intera è la Brexit. Entrambe le zone dell’isola, la repubblica irlandese e l’Irlanda del nord (parte del regno unito), fanno parte dell’Unione Europea e aderiscono alla convenzione di Schengen, questo vuol dire che tra i due stati non persiste una frontiera fisica e il passaggio da un lato all’altro dell’isola è libero. Un punto sul quale non si riesce a trovare un accordo che soddisfi tutti è proprio il caso della frontiera tra i due paesi.

Mappa dell’isola suddivisa dai due stati

Nikola Hristov

 

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