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La libertà di scelta de “L’avvocato del diavolo”: il libero arbitrio è certezza o illusione?

La certezza del libero arbitrio: uno dei temi attorno a cui si snoda il film “L’avvocato del diavolo”. E se invece del libero arbitrio ne avessimo solo un’illusione?

L’esistenza del libero arbitrio è da sempre al centro di accesi dibattiti di tipo filosofico e religioso. Anche la scienza, in particolare la psicologia, ha cercato una risposta a riguardo.

“Il Libero arbitrio… è una fregatura.”

Kevin Lomax (Keanu Reeves) è un giovane e affascinante avvocato di successo. Sul lavoro nulla sembra fermarlo e riesce a vincere anche le cause più difficili. Quando, nel bel mezzo del processo, si rende conto di dover difendere un cliente accusato giustamente di abusi su minori, Kevin decide di non poter tollerare una sconfitta e senza scrupoli porta a temine la difesa. Quest’ennesimo successo offre all’avvocato un biglietto per New York, per diventare collaboratore di un prestigioso studio legale. Kevin accetta la proposta di lavoro per lo studio newyorkese, che si rivela un vero e proprio impero di proprietà di John Milton (Al Pacino). Il lusso inebriante della vita offerta a Kevin e alla moglie Mary Ann (Charlize Theron) ha su di loro un esito inaspettato: mentre Kevin dedica sempre più spazio al lavoro, Mary Ann ne risente e a poco a poco sviluppa sintomi psicotici.
La presenza subdola di John Milton è una costante nella vita newyorkese di lusso e cause rischiose di cui Kevin si prende carico. Milton offre seducenti opportunità al giovane avvocato e prepara la scena mettendolo di fronte alla possibilità di scegliere: seguire il successo e la propria vanità, oppure accettare di perdere in nome dell’onestà?

 

Al Pacino nelle vesti di John Milton

L’illusione del libero arbitrio

Se da una parte il libero arbitrio rende Kevin l’emblema della Vanità e lo conduce tra le braccia della Lussuria, dall’altra sarà anche la chiave per la redenzione. Nella storia la garanzia del libero arbitrio non viene mai messa in discussione, ma è così anche nella realtà?
Lo psicologo sociale Daniel Wegner ha suggerito l’esistenza, più che del libero arbitrio, dell’illusione di possedere il libero arbitrio. Raccogliendo i risultati di diversi studi, Wegner ha dimostrato che a volte crediamo di poter scegliere e controllare eventi che non dipendono da noi. In altre parole, possiamo illuderci che qualcosa accada per nostra volontà, quando in realtà tale evento dipende da altro.
Se nelle scene finali Kevin non avesse avuto con sé la pistola, avrebbe potuto davvero fare una scelta così definitiva? Ma in quel caso la pistola era lì a portata di mano e l’effetto arma ha fatto il suo corso (Per saperne di più: https://www.ilsuperuovo.it/perche-facciamo-del-male-agli-altri-8-ragioni-alla-base-dellaggressivita/).

 

Fonte: FilmPost

Realtà o illusione?

Secondo Wegner, l’illusione del libero arbitrio dà la presunzione di credere di essere gli unici autori delle nostre scelte. Ma può succedere il contrario: credere di non avere potere in situazioni che dipendono molto da noi. Il meccanismo della “comunicazione facilitata” è un esempio piuttosto amaro di questo fenomeno.
Si tratta di una procedura impiegata per aiutare nella comunicazione verbale pazienti con autismo o altre gravi malattie cerebrali. Un operatore addestrato regge la mano del paziente sopra una tastiera, in modo tale che possa digitare le frasi. Inizialmente questa terapia ha riscosso molto successo, dal momento che sembrava aiutare i pazienti nella comunicazione. Ma presto è venuta a galla una verità che ha smorzato l’entusiasmo: senza rendersene conto era l’operatore che dava le risposte, non il paziente.
Questo è solo un esempio di una lunghissima lista di casi in cui crediamo di non avere potere in situazioni che in realtà dipendono da noi.
Ma allora il libero arbitrio esiste, oppure è una mera illusione data dall’incapacità di riconoscere il nostro grado di responsabilità nelle situazioni? Al momento una risposta certa non c’è.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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