La lettura come mezzo di evasione nei reparti pediatrici: scopriamo cosa succede a La Spezia

Nel reparto di Neuropsichiatria Infantile della Spezia si dà la possibilità ai bambini autistici di volare via con la fantasia.

Le fiabe e le favole sono un mondo delicatamente complesso, come lo è la mente del bambino: in ogni situazione, anche quelle di fragilità, la lettura è strumento di supporto e di evasione.

Il mondo dentro ai libri per bambini

Il libro per bambini, con modalità differenti nei secoli, ha da sempre rappresentato un luogo sicuro e un delicato vettore di idee, valori e messaggi, tanto da poter essere un sostegno anche a livello linguistico e culturale.

Dalla fine dell’Ottocento e, particolarmente, dagli anni Settanta in poi, il rapporto tra letteratura, lingua, educazione e questione linguistica si fa sempre più stretto e interconnesso: non ci stupiscono oggi le biblioteche all’interno delle scuole primarie e secondarie di primo grado, dove i bambini e alunni si possono interfacciare volontariamente al mondo del libro. Possono sceglierlo, sfogliarlo, vedere se fa al caso loro, sviluppando una coscienza critica da mini-lettore in crescita.

Gli alunni e, ancor prima, i bambini che si celano dentro di essi, scopriranno mondi magici, attraverseranno città incantate e supereranno prove insieme a personaggi immaginari ma così simili a loro.

Lo scopo? Regalare un prodotto con una genuina vocazione formativa ma dissimulata: è in questi casi che l’espressione letteraria riesce a liberarsi da quegli elementi esterni e pesanti e restituire un libro fatto di naturalezza e leggerezza, con un pizzico di cruda schiettezza – decisamente in linea con i modi infantili.

Le “bibliotechine” di Neuropsichiatria Infantile

In linea con questa filosofia, il reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl5, alla Spezia, ha allestito una bibliotechina dedicata ai bambini autistici. In collaborazione con Giunti al Punto, il Comune della Spezia ha formato e arricchito la piccola libreria della sala d’attesa del reparto in modo tale da offrire un mezzo di evasione e crescita attraverso il mondo della fiaba e della favola.

Il direttore della struttura Franco Giovannoni, convinto sostenitore del supporto e apporto dati dal potere della lettura, ha espressamente detto:

Torniamo a leggere le favole ai nostri ragazzi.

Oggi il mondo avanza per immagini, per sequenze di figure che appiattiscono la creatività dell’uomo: l’uso del telefono o dei computer non è da demonizzare né da ostracizzare, semplicemente c’è anche dell’altro. È, infatti, grazie alla lettura che si può contrastare l’assottigliarsi progressivo della capacità di raccontare.

Ecco spiegati i sentimenti che hanno mosso l’apertura di due bibliotechine con testi da 0 a 6 anni e da 6 a 11. Il libro diventa una lente sempre diversa attraverso la quale guardare il mondo e cercare di capirlo: diventa un mezzo fondamentale anche e soprattutto per coloro che, il mondo, già lo vedono attraverso un paio di lenti differenti. “La sanità, come la scuola, non lascia indietro nessuno”, ha sottolineato il direttore generale di Asl5 Paolo Cavagnaro.

Fiaba e favola a cavallo

Nonostante, come avviene col mito, la fiaba e la favola trovino negli adulti e negli esperti i più grandi estimatori – per via delle molte letture sofisticate e metafisiche a cui si prestano –, esse possono esser trattenute in una dimensione prettamente infantile grazie ad alcuni elementi. La tipica fissità degli schemi, che rende simili fiabe nate in luoghi e tempi fra loro distanti, l’atmosfera irreale dei luoghi, la natura eccezionale dei personaggi fanno ancora molta breccia nel mondo immaginoso dei bambini.

Ed è proprio questa ripetitività di situazioni e contesti che rassicura il piccolo lettore, che trova tutto ciò gratificante. A maggior ragione quando si tratta di un pubblico con fragilità e situazioni di difficoltà, i moduli della fiaba e della favola accolgono e cullano le insicurezze e dei più piccoli e le mettono al sicuro tra le loro pagine.

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