Nel nome del padre, del figlio e di chiunque altro crederà in me.

La mistica di Paravati incontra Madre Teresa di Calcutta. Non solo in cielo, ma anche nei palinsesti televisivi. Poiché se esiste un mezzo capace di diffondere il messaggio di Dio ancor più dei Vangeli è il televisore.
LE STIGMATE, LE BILOCAZIONI E LE VISIONI: LA MISTICA DI PARAVATI
In Calabria si è sempre modo per parlare di miti e leggende legate al diavolo. Eppure, in quella che è una delle regioni più povere d’Italia, si è trovato anche lo spazio per diffondere le esperienze mistiche di Fortunata Evolo, detta Natuzza. Il padre emigrò in Argentina, lasciando moglie e figli. La formazione religiosa, fondamentale in una famiglia del mezzogiorno, venne a mancare in quella famiglia spezzata, a causa di alcune voci che ruotavano attorno a quella sposa lasciata dal marito. A soli quattordici anni lavora nella casa di un noto avvocato, custodendo persino le chiavi per aprire la cassetta con i soldi. È proprio lì che sulla sua pelle cominciano ad apparire ‘macchie’ di sangue, senza che si fosse ferita, che raffiguravano i volti dei santi. Quando ha gli occhi aperti, vede San Francesco di Paola e la Madonna, quando li chiude i defunti. Non solo il paese, ma anche i vescovi la etichettarono come ‘pazza’, sottomettendola a diversi esorcismi. Ma la sua fama la di fuori della Calabria cominciò a crescere sempre di più, a tal punto che la sua abitazione divenne un luogo di preghiera per tutti quei fedeli che accorrevano da tutta Italia per assistere ai miracoli della mistica di Paravati. Quando morì, nel 2009, all’età di ottantacinque anni a causa di un blocco renale, oltre 30.000 persone presenziarono ai suoi funerali. Nonostante le gocce di pioggia si mischiavano con le lacrime dei presenti, c’era un clima di festa a quel funerale, poiché Natuzza poteva finalmente ricongiungersi con Dio.

I SANTI DA PREMIO NOBEL: IL CASO DI MADRE TERESA DI CALCUTTA
Cosa si cela sotto quel velo bianco e azzurro? Come Natuzza anche Anjezë, come Sant’Agnese, crebbe senza il padre, ucciso probabilmente poiché avvelenato da agenti serbi. Fu la madre a dare alla figlia una prima formazione cattolica. A diciott’anni, Anjezë prese i voti e raggiunse Calcutta, mettendosi in servizio dei “più poveri tra i poveri”. Fu lì che divenne nota a tutti come Madre Teresa di Calcutta. Divenne missionaria, spingendosi ovunque ci fosse bisogno di lei, curando i lebbrosi che attendevano lei più delle cure. Nel 1979 arriva il Nobel per la Pace. Purtroppo contrasse anche lei malattie quali polmoniti e malarie durante i suoi viaggi. Morì il 5 settembre nella sua Calcutta, all’età di 87 anni. Ci vollero 113 persone e 35 000 pagine di documentazione per riconoscere come miracolosa la guarigione di una donna indiana, malata da tempo e che pregò tenendo tra le mani una fotografia di Madre Teresa. Ma ora che anche la fede è diventata mainstream, sono stati in molti a guardare con scetticismo i miracoli della Beata e le stigmate della mistica.
DAL VANGELO SECONDO I MEDIA
Due donne con una missione in comune: portare il messaggio di nostro Signore in giro per il mondo e di diffonderlo soprattutto tra i miscredenti. Probabilmente gli infedeli di oggi sono i media, atei che per anni hanno seguito l’operato di Madre Teresa e osservato le stigmate di Natuzza Evolo. Perché mentre tanti fedeli pregavano sussurrando i nomi della missionaria e della mistica, recandosi anche nelle loro abitazioni diventate oggi case-memoria e luoghi di culto, diversi giornalisti condussero inchieste per smascherare coloro che ai loro occhi apparivano come truffatrici. Da un lato abbiamo Madre Teresa, che si sarebbe avvalsa del suo potere mediatico per arricchirsi le tasche. Soldi probabilmente scomparsi, finiti come si direbbe nelle tasche di dittatori locali. E poi Natuzza, dove anche vescovi e preti hanno espresso perplessità circa i suoi miracoli, nonostante il processo di beatificazione della donna sia stato avviato da Papa Francesco. Un tempo si pregava in chiesa, ora dinanzi ad un televisore che agli occhi dei più credenti, nel momento in cui passano le immagini di Madre Teresa e Natuzza, si illumina come se in salotto stesse per avvenire una manifestazione divina. Le loro interviste come le loro ospitate televisive sono state la ‘messa’ di molti fedeli, tranne per quegli atei che negli occhi delle due donne hanno visto ancor prima della luce divina, il riflesso delle telecamere.