la dittatura dei consumi e il controllo delle menti in Pasolini e Huxley

Nel 2023 abbiamo davvero raggiunto la libertà di fare ciò che vogliamo? Forse sì ma forse non siamo che inconsapevoli burattini controllati da Mangiafuoco.

Attraverso gli “Scritti corsari” di Pasolini e il romanzo “Brave new world” di Huxley, vediamo come e perché, dati i presupposti dell’oggi, il domani potrebbe non essere come ce lo aspettiamo.

PIER PAOLO PASOLINI E GLI SCRITTI CORSARI

Bolognese di nascita romano nel cuore, Pier Paolo Pasolini è stato uno dei maggiori protagonisti del secolo scorso. Nei primissimi anni ’70 inizia a collaborare con importanti testate giornalistiche, su cui venivano pubblicate sue interviste, recensioni e anche articoli. Gran parte del suo lavoro svolto tra il 1973 e il 1975 confluì nel volume “Scritti corsari” . Qui Pasolini veste i panni del censore fustigatore dei suoi tempi e ci regala un’analisi su un “nuovo” tipo di “fascismo”: il consumismo e ciò che ne deriva, tra tutto la società di massa. L’autore bolognese ha così messo in evidenza la potenza di questo nuovo (e più forte) nemico che è riuscito a contaminare ogni aspetto del reale, modificando profondamente le anime, soprattutto dei giovani:

Questa società dei consumi, invece, ha profondamente trasformato i giovani, li ha toccati nel loro intimo […] Non si tratta più, come nell’epoca mussoliniana, di una irrgimentazione superficiale, scenografica ma di una irregimentazione reale che ha cambiato la loro anima […]

Il dato preoccupante per Pasolini è il fatto che si stia combattendo contro un nemico invisibile, non facile da individuare che attacca i giovani, ovvero il futuro. Questi inizieranno a parlare, vestirsi e comportarsi in modo diverso, avranno nuovi modelli da seguire e diventeranno inconsapevoli burattini del “Big brother”. Si verificherà una rottura senza precedenti tra passato e futuro che sarà fatto di progresso tecnico ma di regressione umana. È quindi così che Pasolini ha profetizzato quella che oggi si definisce la “dittatura dei consumi” con una lucidità straordinaria, descrivendo la degenerazione di una società in balia delle apparenze e schiava dei mass-media.

ALDOUS HUXLEY E IL SUO BRAVE NEW WORLD

Nato nel 1894, Aldous Huxley è stato un importate scrittore e filosofo britannico. Nel 1932 pubblicò “Brave new world”, un romanzo fantascientifico di stampo distopico in cui descrive una nuova società, iper tecnologica e organizzata in ogni aspetto. Nel romanzo l’autore esaspera la cultura dei consumi, fino a far diventare Henry Ford un vero e proprio Dio che il settimo giorno creò la produzione in serie. In questo mondo le nascite sono controllate, si scoraggiano i legami affettivi e familiari, si bruciano i libri e non è ammessa nessuna forma di pensiero. Tutti sono controllati da Mustapha Monde. Punto di svolta è l’arrivo di John , figlio di Linda una donna beta che abbandonata in New Mexico dal suo “compagno”. Il ragazzo era quindi estraneo alle regole del Nuovo Mondo che da oggetto delle sue fantasticherie, si rivelerà essere una spietata macchina da cui non si può scappare, se non con la morte.

LA MASSIFICAZIONE DELL’UOMO AL SERVIZIO DEL POTERE

Le descrizioni di Pasolini ed Huxley, sebbene diverse, sembrano essere l’una la diretta conseguenza dell’altra. Il boom economico verificatosi nel 1958, ha innestato una serie di meccanismi per cui quello descritto dall’autore britannico potrebbe davvero essere uno dei mondi possibili, un mondo fatto di omologazione e controllo delle nostre vite. La dittatura dell’oggi non è altro che questo: lo spostamento di gusti o opinioni verso una direzione premeditata. Questa è scelta da qualcuno che scientemente decide cosa dobbiamo comprare, imparare, guardare e come farlo. Già ad oggi l’omologazione di cui Pasolini parlava cinquant’anni fa ha assunto una nuova forma, è più potente dopo l’avvento di internet essendo più facile operare il controllo delle menti di cui parlava Huxley. I due immaginari quindi dialogano tra loro, sono uno l’apocalittico completamento dell’altro e noi viviamo nel mezzo, senza sapere cosa aspettarci.

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