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L’ “Andrerastia” trattata da Jeremy Bentham trova finalmente la sua voce con SKAM Italia

“Reati contro se stessi”: un libro, scritto nel 1785, rimasto nell’ombra per due secoli perchè troppo sorprendente e contro tendenza, trova finalmente respiro nella seconda stagione di SKAM Italia.

 

 

Due realtà apparentemente troppo distanti da un punto di vista temporale trovano nei diritti di ogni individuo il filo che le tiene fermamente salde tra loro. Ritroviamo le medesime immagini della straordinaria opera di Jeremy Bentham nel copione di SKAM, una serie scritta con l’intento di sensibilizzare la fascia giovanile della società a temi che purtroppo sussistono ancora come problematici.

 

Diverso non corrisponde a sbagliato 

La serie tv SKAM, debutta per la prima volta in Norvegia e dopo poco prende vita con un cast diverso per ogni nazione in tutti gli schermi europei.

Partendo dalla vita quotidiana di un gruppo di adolescenti vengono trattate tematiche sensibili quali il bullismo, il culto a una religione differente, il sentirsi esclusi, è presente un unico filo conduttore che lega tutte le stagioni: il problema del diverso.

Diverso uguale a sbagliato, è così che si sente Martino, il cui personaggio apparentemente emblematico si rivela essere semplicemente incompreso.

Sente tanto, forte e questo lo destabilizza, lui che è così virile mentre gioca a FIFA con una birra in mano e gli amici di sempre, come può essere tanto destabilizzato dal fare misterioso di quel ragazzo con cui ogni tanto condivide una sigaretta sul tetto della scuola ?

Amare un altro uomo è più pericoloso di tradire la patria

 

Prima di addentrarci alla scoperta di un’ opera estremamente innovativa, quale è quella di Jeremy Bentham, è importante sottolineare, come lui stesso dice, che l’utilizzo della parola:  “pederastia” letteralmente: “amante fanciullo” è in realtà errato, nel linguaggio comune dell’epoca, però, era usata con accezione di omosessualità.

La sua opera tratta invece di : “andrerastia” ovvero: “amore per gli uomini”;

“Per anni mi sono tormentato nel tentativo di cercare una soluzione sufficiente a giustificare la severità con cui simili reati  vengono puniti ai nostri giorni da tutte le nazioni europee”.

Bentham pone all’attenzione il paradosso secondo il quale: se un marinaio incendiava la flotta o la consegnava al nemico questi atti venivano condannati con la pena di morte ma era lecito per il Re concedere loro la grazia mentre nel caso in cui il marinaio veniva accusato di avere rapporti sessuali con un altro uomo la grazia del Re era automaticamente esclusa: “Agli occhi del legislatore la sicurezza della flotta e quella dell’impero sono questioni di minore importanza di quella della castità del marinaio”.

La severità con cui venivano punite queste infrazioni di carattere sessuale era a dir poco spaventosa.

 

Che male fa ?

L’andrerastia, dice Bentham, è un delitto senza vittima ovveronon è un delitto: secondo la prospettiva utilitaristica infatti, se non c’è una vittima non c’è un delitto.

Il motivo per cui si odia tanto l’omosessualità è che “Le menti deboli quando trovano qualcosa di singolare, per esempio un ermafrodita, sono spinte a un furore distruttivo”, è straordinario come Bentham nel 1785 metta in luce aspetti estremamente anti convenzionali: “E’ l’invidia dei “normali” di non poter assumere nell’atto sessuale entrambi i ruoli.” Bentham utilizza Parole forti, taglienti ma soprattuto parole prive di paura.

Ci pone davanti ad una domanda tanto banale quanto granitica:

chi è la vittima se ad amarsi sono due uomini adulti consenzienti? Nessuna.

Il principio di utilità ci mostra l’infondatezza di queste persecuzioni, ha un ruolo importantissimo nell’emancipazione di un uomo.

Bentham applica la sua riflessione anche se brevemente all’omosessualità femminile la quale non era neppure punita in modo FORMALE perché fondamentalmente, come disse anche la regina Elisabetta I: “Le donne non vengono punite perché loro non fanno queste cose”.

L’idea che le donne potessero non essere attratte dagli uomini era così inconcepibile da non essere considerata neppure un’opzione, se scoperte con un’altra donna venivano violentemente punite ma in privato.

È importante sottolineare che il tema delle scelte sessuali deve uscire dall’ambito dell’etica e sopratutto del diritto perché si tratta semplicemente di scelte personali sulle quali non si può ma soprattutto non si deve interferire.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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