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Donald Trump contro Joe Biden: analizziamo la loro marcia verso la Casa Bianca

I due candidati alla presidenza degli Stati Uniti si sono dati battaglia durante queste elezioni. Ma solo uno di loro vincerà. 

Ci siamo. Negli Stati Uniti le urne sono state aperte e in questi giorni milioni di americani stanno con il fiato sospeso per il verdetto definitivo. Vincerà il democratico Joe Biden, oppure il repubblicano Donald Trump? Vediamo insieme la loro scalata per la vetta.

Donald Trump: l’uomo più amato e odiato in America

Non è un nome certamente sconosciuto quello di Donald Trump, l’attuale presidente statunitense. L’imprenditore e politico repubblicano è passato alla ribalta per le sue strategie aggressive di consolidamento del potere. I media ed i suoi oppositori lo etichettano spesso come il personaggio politico più controverso degli ultimi anni. Le accuse rivolte a lui sono sempre le stesse: razzismo, omofobia, misoginia, diffamazione diffusione di fake news. Ed è proprio con l’ausilio di quest’ultima, che Trump ha basato la sua campagna elettorale. Il tycoon newyorkese ha infatti svolto una serie di comizi dove l’argomento principale era, senza neanche troppi giri di parole, il coronavirus. Lui stesso finì per essere contagiato, nonostante le miriadi di assurdità negazioniste che blaterava davanti ad una folla oceanica. Celebre è la soluzione ‘fantasiosa’ che provò a dare per il virus, vale a dire un’iniezione di amuchina! Metodo inefficace, quanto pericoloso. Nella sua agenda politica non mancano poi le diatribe con personaggi pubblici, in particolare con il virologo italo-americano Anthony Fauci, a tal punto di promettergli un imminente licenziamento una volta vinte le elezioni. Mentre per quanto riguardano le politiche estere, il rapporto che Trump continua ad avere con la Cina appare come un fattore determinante per il suo successo in chiave patriottica. Basti pensare alle sue battaglie legali con il colosso delle telecomunicazioni Huawei, e alle gravi accuse al presidente cinese Xi Jinping. 

Il popolo vuole sapere ciò che vuole sentirsi dire

Ma allora come ha fatto l’attuale presidente ad avere un seguito così ampio tra le fasce della popolazione, soprattutto appartenente al ceto medio? Esaminando uno dei suoi raduni, possiamo notare che Donald Trump sembra presentarsi in veste di quello che Max Weber chiamerebbe legittimità carismatica, una dote assorbita tra l’altro anche da personalità autocratiche. I suoi discorsi sono intrisi di populismo, talvolta demagogicamente accattivante, che mirano agli interessi dei cittadini e alle loro paure. In questo momento cosa spaventa alle persone maggiormente? Il fatto che venga intaccata la propria libertà, per via delle restrizioni dovute al Covid19. Ed ecco che Donald Trump si fa portavoce di questo malcontento, attaccando il sistema a nome del popolo americano. Anziché basarsi sulla realtà delle vicende, il leader repubblicano preferisce assoggettarsi ai complotti privi di fondamento e alle critiche verso democratici e sinistra. Talvolta le ‘sparate’ sono talmente grossolane da far impallidire qualunque individuo di buon senso (il video qua sotto ne è un esempio!), mentre altre volte si adeguano a quello che la massa vuole ascoltare. Attraverso questi mezzi considerati ‘sleali’ e ‘grezzi’, Trump è riuscito però a guadagnarsi l’appoggio di metà paese (in questo momento il Partito Repubblicano oscilla tra il 48 e il 49%). Quindi guai a chiamarlo stupido!

Joe Biden: da vicepresidente a possibile “salvatore della patria”

La figura dello sfidante democratico Joe Biden appare, in certi versi meno popolare dal punto di vista politico. Vicepresidente degli Stati Uniti dal 2009 al 2017, risulta al momento come il candidato vincente agli exit poll. Cosa che, se dovesse essere confermata, lo renderebbe il presidente più anziano della nazione, nonché un personaggio che, a detta dei media, avrebbe molto in comune con un altro democratico, ossia Barack Obama. Esattamente, perché i due condividono le stesse vedute e sono anche in un certo senso, amici intimi. Biden infatti propugna nel suo programma elettorale una idea di nazione liberalsocialista e progressista, anche lui con una particolare attenzione alla classe media. L’estensione dell’Obamacare, l’apertura verso le politiche migratorie ed una maniacale attenzione al tema ambientale sono alcuni dei punti salienti. Come Hillary Clinton tre anni fa, Biden è supportato da quasi tutti i VIP e celebrità di Hollywood. Dalla cantante pop Lady Gaga fino a Leonardo Di Caprio; tutti voteranno per lui. Persino Eminem ha venduto i diritti di Lose Yourself per finanziare la campagna elettorale del candidato democratico. Insomma per farla breve: l’ex senatore del Delaware è un leader silenzioso, che alle fantasmagoriche scenate del suo avversario, preferisce un confronto pacifico, la cui realtà odierna degli Stati Uniti è l’elemento principale.

 

Le armi in più di Joe Biden? Le donne

Come possiamo vedere sui vari notiziari, Biden dà quel tocco di ‘rosa’ in più alla politica, invitando e designando sempre più personalità femminili. Una di queste è il suo ormai braccio destro Kamala Harris, attuale procuratrice generale della California. Donna tanto brillante quanto astuta, è stata in un primo momento avversaria dello stesso Joe Biden, salvo poi doversi alleare a causa degli scarsi risultati ottenuti durante la corsa alla Casa Bianca. Nonostante le ideologie pacifiche ed aperte sulla questione del razzismo, la Harris è stata spesso criticata dai Black Lives Matter per non aver difeso gli eccessi della polizia californiana ai danni degli afroamericani, e di essere stata troppo dura nel combattere i crimini commessi dai neri. Si è trovata addirittura a dover difendere la pena di morte in California, nel 2014. Un personaggio controverso, ma allo stesso tempo vicina alle battaglie degli afroamericani: la Harris correrà alla vicepresidenza degli Stati Uniti sotto il segno del Partito Democratico. Inoltre Joe Biden si trova, seppur indirettamente, vicino alle idee ambientaliste di Alexandria Ocasio-Cortez, la giovane della Camera dei Rappresentanti dello stato di New York, nonché attivista di fama mondiale. Seppur quest’ultima ha rifilato delle critiche al candidato democratico, soprattutto a causa della scarsa affluenza al voto dei latinoamericani. A tal proposito la Cortez dirà, assieme alla sua Squad: 

Non commenterò sul risultato di stanotte, perché sono ancora in evoluzione. Dico solo che abbiamo suonato a lungo l’allarme sulla vulnerabilità dei democratici con gli ispanici: non siamo riusciti a fare lo sforzo necessario

Chi sarà il vincitore? I possibili scenari

  • Se dovesse vincere Donald Trump, vedremmo di sicuro uno stato che punta più sul mantenimento di un carattere patriottico e conservatore, mai così alto dai tempi di Ronald Reagan. Sarà anche la rivalsa di un uomo disprezzato da due terzi del mondo, che ha saputo gestire la popolazione americano, promettendo loro libertà che, con il virus ancora in circolazione, sono bramate come l’oro. Farà grande l’America di nuovo? Di sicuro non tra la gente.
  • Se dovesse vincere Joe Biden, gli Stati Uniti potrebbero ricominciare da un nuovo presidente, dalle mentalità più aperte ai fabbisogni della gente e sui temi civili. Non a caso, i democratici stanno stravincendo nelle grandi città ed in questo momento si trovano in vantaggio di un paio di seggi. Assisteremo alla nascita di un ‘secondo Obama’, sempre sperando che non condivida le sue politiche estere. Gli afroamericani e la comunità LGBTQ sta già sognando. Speriamo che Biden tenga fede a tutto ciò.

 

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