La sindrome di Asperger è una forma lieve di autismo che purtroppo spesso passa inosservata anche agli occhi dei genitori. La sua storia e la conoscenza della patologia ha appena un secolo.

Il 18 febbraio ricorre la giornata internazionale della sindrome di Asperger, giorno di nascita di Hans Asperger. Descrisse per la prima volta il quadro clinico completo della sindrome. In passato qualche altro studioso, come Ewa Ssucharewa, aveva già individuato alcune caratteristiche tipiche di questa sindrome, ma la neurologa non era riuscita a descriverla in modo completo. Nonostante si tratti di una forma lieve di autismo, non bisogna comunque sottovalutare la compromissione negli ambiti principali della vita di una persona.

Hans Asperger
Hans Asperger descrisse per la prima volta il quadro clinico completo della sindrome che oggi porta il suo nome.

Sembra che in passato in moltissimi ne abbiano sofferto, soprattutto persone famose quali Isaac Newton e Wolfgang Amadeus Mozart. Si tratta comunque di supposizioni perché non potremo mai averne la conferma, ma sembra che molti noti personaggi storici presentassero i tratti tipici della sindrome di Asperger.

Un po’ di storia

Tra la fine dell’‘800 e l’inizio del ‘900 la neurologa russa Ewa Ssucharewa aveva provato a descrivere la sindrome nelle sue caratteristiche più tipiche, senza tuttavia riuscirci. All’incirca nello stesso periodo Hans Asperger, pediatra presso l’ospedale di Vienna, aveva iniziato a notare alcune caratteristiche che certi bambini avevano in comune. Presentavano tutti gli stessi sintomi, tra cui difficoltà nel fare amicizia, tendenza all’isolamento e problemi di comunicazione. Questo ha portato il dottor Asperger ad ipotizzare che questi bambini potessero avere lo stesso problema, solo che all’epoca la sindrome non era ancora stata definita come oggi la conosciamo.

Purtroppo Asperger morì prima che il disturbo venisse riconosciuto come tale in ambito medico. Questo non riconoscimento in parte era dovuto anche al fatto che i suoi studi sulla sindrome erano in tedesco, per cui erano lontani dalla lingua utilizzata dalle riviste scientifiche più famose. Solo nel 1981 Lorna Wing, una ricercatrice inglese, riscoprì il lavoro di Asperger. Da quel momento in poi il quadro clinico da lui descritto è stato definito ‘sindrome di Asperger‘.

La sindrome di Asperger

Il disturbo fa parte dei disturbi dello spettro autistico, la categoria diagnostica nel DSM-5 dedicata all’autismo ed ai disturbi ad esso legati. L’autismo però, a differenza della sindrome di Asperger, presenta anche gravi alterazioni dello sviluppo linguistico e ritardo mentale. Siccome la sindrome non presenta queste gravi manifestazioni, è stata definita da alcuni come una forma più lieve di autismo, altri invece la considerano come un disturbo a parte. Ancora oggi si discute in merito alla questione.

Isaac Newton
Sembra che anche Isaac Newton presentasse i tratti tipici della sindrome di Asperger.

Il senso comune spesso ci porta a pensare che gli individui con tale sindrome siano in realtà dei superdotati, soprattutto nelle materie scientifiche quali la matematica e la fisica. Questa credenza dipende dal fatto che tale sindrome sia stata ‘diagnosticata’ a personaggi storici molto importanti e noti, i quali erano inseriti nella società in modo senz’altro non convenzionale. Personalità come Isaac Newton, Albert Einstein, Mozart ed Alan Turing probabilmente hanno sofferto della sindrome di Asperger. Purtroppo si tratta solo di supposizioni perché non sapremo mai se queste persone abbiano realmente sofferto o no della sindrome di Asperger.

Per quanto possa sembrare un quadro clinico più lieve rispetto all’autismo, le persone con la sindrome di Asperger hanno comunque bisogno di un aiuto adeguato. Riconoscere il disturbo è il primo passo da compiere per garantire a queste persone di vivere nel modo migliore possibile.

La sindrome di Asperger nel mondo cinematografico…

Da quando Asperger ha descritto questa sindrome, ha suscitato l’interesse di molti. Non solo studiosi, ma anche registi e produttori si sono interessati in modo particolare a tale sindrome, creando film e serie tv che hanno avuto molto successo. Adam è un film del 2009 e racconta di un ingegnere molto intelligente e dotato, consapevole di avere la sindrome di Asperger. Il film descrive lo strano e complicato rapporto tra Adam Raki e Beth Buchwald, una giovane scrittrice in erba. Oltre al rapporto tra i due, il film descrive anche il tipo di vita che le persone con questa sindrome vivono, i loro problemi che per chiunque altro non sarebbero problemi, difficoltà che per gli altri non sarebbero tali.

Nel 2012 anche il film Molto forte, incredibilmente vicino (tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer) ha come protagonista un bambino con la sindrome di Asperger. Il film racconta la storia di Oskar, un intelligentissimo bambino di soli nove anni che deve risolvere una serie di indovinelli creati per lui da suo padre. Per risolvere l’ultimo indovinello inizia ad esplorare la città di New York ed all’apparenza sembra un bambino come tutti gli altri. Oskar però non vuole mai essere abbracciato e si spaventa facilmente quando sente rumori forti, caratteristiche tipiche degli individui con la sindrome di Asperger.

Anche Lisbeth, un personaggio del celebre film Uomini che odiano le donne del 2009, presenta probabilmente la sindrome di Asperger. La donna è un hacker molto abile, esperta soprattutto di pirateria. Ѐ in grado di reperire qualsiasi tipo di informazione grazie a questa sua particolare abilità e riesce a ricordare perfettamente molte informazioni preziose grazie alla sua memoria fotografica. Appassionata di algebra pura, fisica e matematica, alcuni sospettano che possa soffrire della sindrome di Asperger proprio a causa di queste sue caratteristiche così particolari.

…e nel mondo delle serie tv

In molti conoscono la nota serie tv The Big Bang Theory, in cui i protagonisti sono un gruppo di scienziati e le loro divertenti avventure. Uno dei personaggi più amati dal pubblico è Sheldon Cooper, un fisico teorico estremamente brillante e con un QI ben al di sopra della media. Sheldon ha tutte le carte in regola per essere definito un nerd, così come i suoi amici. Non ama frequentare le ragazze e preferisce di gran lunga leggere fumetti e giocare ai videogiochi. Potremmo quindi definirlo un nerd prototipico.

Sheldon Cooper
Sheldon Cooper, uno dei protagonisti di The Big Bang Theory.

Ciò che però lo rende ‘diverso’ dai suoi amici sono alcune caratteristiche che sembrano far pensare alla sindrome di Asperger. Sheldon infatti è molto abitudinario e guai a chi osa anche solo pensare di poter modificare la sua routine anche solo per una sera. Non riesce a comprendere i suoi sentimenti né riesce a capire ciò che gli altri provano. Per lui è molto difficile empatizzare con le esperienze altrui. A modo suo però riesce a farsi amare non solo dagli appassionati della serie, ma anche dai suoi amici scienziati (e non solo).

Martina Morello

 

 

 

 

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