Il Superuovo

“Io sono Batman!”: diventare il Cavaliere Oscuro

“Io sono Batman!”: diventare il Cavaliere Oscuro

Essere un supereroe è forse il sogno di qualsiasi bambino: chi almeno una volta non ha giocato o immaginato di avere un qualche potere speciale e affrontare i cattivi?

In tutto l’Universo, Marvel o DC, un Eroe in particolare catalizza l’attenzione da sempre, per nascita del personaggio, backstory e caratteristiche supereroistiche.

Egli è il Cavaliere Oscuro, il Crociato Incappucciato, il Giustiziere di Gotham: Batman, l’Uomo Pipistrello.

Batman è, per sua natura, il supereroe più “umano“: egli infatti non possiede di fatto alcun superpotere, rendendolo più vicino a noi, più simile; umano sì, ma pur sempre un supereroe.

L’idea a cui stiamo pensando e che tanto ci intriga non può che rimaner un sogno, una fantasia, niente di più.
Eppure…

Già, eppure: e se fosse effettivamente possibile diventare Batman? Sarebbe concretamente realizzabile? Quali condizioni sarebbero necessarie?
Secondo Paul Zehr, kinesiologo e neuroscienziato della Victoria University, la risposta è .
Analizzando il personaggio, da un punto di vista fisiologico e psicologico, emergono tre aspetti cruciali che caratterizzano il personaggio: Motivazione, Tempo e Denaro e Caratteristiche Genetiche idonee, tre elementi che si intersecano tra loro.

Christian Bale ha interpretato Batman/Bruce Wayne nella recente trilogia targata Christopher Nolan

MOTIVAZIONE

L’incipit è noto: una notte, nel tetro vicolo di Crime Alley, il giovane Bruce Wayne, rampollo della famiglia e dell’impero Wayne, assiste impotente al freddo omicidio dei genitori Martha e Thomas Wayne da parte del criminale Joe Chill.

Il momento chiave della vita di Bruce Wayne

La vita del piccolo Bruce va in pezzi, e giura solennemente di vendicarli dando la caccia ad ogni criminale per il resto della propria vita.

La Promessa e la nascita dell’Eroe

A seconda delle testate, quando il giovane Bruce assiste alla morte dei genitori, ha tra i 7 ed i 10 anni, un’età in cui è già in grado di processare cognitivamente quello che gli accade intorno. Realizza dunque in modo lucido la perdita di tutto il suo mondo (Bruce è figlio unico, elemento che secondo Adler, gigante della psicoanalisi, crea una dinamica particolare Figlio-Genitori) e altrettanto lucidamente prende la decisione che lo porterà a diventare l’eroe che tutti conosciamo. Questa decisione, presa durante lo stadio dello sviluppo che Piaget, psicologo storicamente specializzato nello sviluppo infantile, chiama delle Operazioni Concrete, cresce e si sviluppa di pari passo con lo sviluppo logico del ragazzo, radicandosi sempre più nella sua psiche. Questa idea radicata diventa termine di paragone per ogni stimolo ed esperienza che Bruce vive: ogni scelta che compie durante il suo sviluppo adolescenziale, le scelte che opera fino al momento in cui effettivamente diventa il Vigilante Mascherato, si attua basandosi sull’utilità che può avere per la sua missione: persino la scelta del Pipistrello non è casuale, ma funzionale.

La vignetta esprime perfettamente le motivazioni dietro le scelte di Bruce Wayne

La motivazione è però alimentata da uno sviluppo atipico nel processo di elaborazione del lutto, un processo in 5 fasi ideato dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kubler-Ross. Le cinque fasi individuate, attraverso cui chi ha subito una perdita passa in modo fasico, sono Negazione, Rabbia, Negoziazione, Depressione ed Accettazione; Bruce Wayne non supera il lutto seguendo questo pattern, non segue le Cinque Fasi: egli realizza ed accetta immediatamente la morte dei genitori, senza cadere in depressione; si fissa nella fase della Rabbia, il fuoco che alimenta la sua motivazione e che lo spinge a continuare nonostante i rischi e gli svantaggi di una vita di stress e sacrifici: l’unica negoziazione che compie è con sé stesso, un voto a rimanere arrabbiato, a non avere pietà, in nome della vendetta.

TEMPO E DENARO

Bruce Wayne abbandona gli studi in età adolescenziale per girare il mondo apprendendo e padroneggiando ogni stile di Arte Marziale possibile, assimilando da ogni maestro, sensei ed insegnante tutto ciò che può essergli utile; frequenti diversi corsi di diversi college, che abbandona una volta che ritiene di aver appreso tutto quello che era necessario; medita una carriera nel FBI, prendendo parte all’addestramento, ma abbandona dopo sole sei settimane una volta compreso che non avrebbe ottenuto i risultati sperati; si affilia con il detective francese Henri Ducard per imparare metodi e tecniche dell’investigatore; tutto questo gli è possibile poiché Bruce possiede una quantità di tempo ed una libertà d’agire vastissima.

Bruce Wayne durante il suo percorso di addestramento: emerge la forte motivazione che lo muove

Tutto ciò è permesso anche e soprattutto dalla fortuna che (malauguratamente) il giovane rampollo si ritrova ad aver ereditato; Bruce Wayne è infatti, all’età in cui effettivamente indossa la maschera, il 7° uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato di circa 7 miliardi di dollari.

Bruce Wayne, nella più recente interpretazione da parte di Ben Affleck

La promessa fatta quella sera guida anche le sue decisioni economiche: il denaro è usato, in gioventù quanto in età adultà, in funzione della missione: esso paga il suo addestramento ed i suoi viaggi, permette a Batman di mettere a punto i suoi famosi gadget per combattere il crimine e soprattutto garantisce al Pipistrello di mantenere la sua vera maschera, quella cioè del playboy miliardario Bruce Wayne.

Bruce Wayne in “azione”

Attraverso la figura di Bruce Wayne, inoltre, e del suo ruolo dirigenziale nella Wayne Enterprise (l’azienda di famiglia), Batman combatte la corruzione ed il marcio di Gotham alla luce del sole; Bruce Wayne agisce per il bene della città di giorno quanto Batman di notte.

FATTORI GENETICI

Essere un supereroe non è un lavoro fisicamente facile, essere Batman men che meno: egli non possiede alcun superpotere, nessun tipo di protezione sovraumana come Superman o Capitan America; deve fare affidamento unicamente su di , sulla propria preparazione fisica e sui gadget che ha a disposizione. Batman è al top della forma, la summa della preparazione atletica umana, una perfezione raggiunta da pochi, raggiunta attraverso allenamenti disumani e innumerevoli training psicomotori. Inoltre, bisogna considerare il tipo di attività svolte: Batman salta e vola attraverso i tetti delle città, combatte il crimine, ma resta pur sempre umano; sente il dolore come tutti noi. Sarebbe quindi necessario un corredo genetico particolarmente favorevole, per reggere una carriera fatta di stress, urti, traumi, botte e quant’altro. In particolare, Zehr si sofferma sulla struttura ossea e su una particolare capacità di percezione dolorifica e di fattori di guarigione, la stessa che Batman ha mostrato più volte di possedere e di curare maniacalmente.

Bane spezza la schiena di Batman: il Pipistrello tornerà dall’infortunio invalidante per sconfiggere il villain

Dunque, tirando le somme:
E’ possibile diventare Batman? Sì, previa quantità di denaro quasi illimitata, predisposizione genetica adatta e motivazione che rasenta l’ossessione, se non la follia.
E’ realizzabile diventare Batman? Sembrerebbe di no.
Il sogno resterà solo tale.

Forse…

 

Marco Funaro

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