Inumanità e razzismo all’ospedale di Sondrio. Benedetto Croce sulla ‘Patologia dello Spirito’

Sondrio: Una bambina Nigeriana muore in ospedale e gli astanti in sala d’aspetto si dimostrano cinici e inumani facendo commenti xenofobi e razzisti nei confronti della madre che urlava di dolore. Benedetto Croce ci spiega i motivi dell’inumanità dei nostri giorni.

Il razzismo non ha pietà neanche per la disperazione

Siamo di fronte ad una nuova patologia dello spirito. L’uomo è disumanizzato e svilito, ha perso quella spiritualità e quella moralità che lo rendeva uomo.

 

Storia etico-politica e antirazzismo

Lo scorso sabato pomeriggio, all’ospedale di Sondrio, una ragazza nigeriana di ventidue anni entra in pronto soccorso con la sua bambina di cinque mesi. La bambina purtroppo non ce la fa e la madre inizia a piangere e ad urlare, come avrebbe fatto ogni genitore straziato dal dolore per avere perduto il proprio figlio. Ma agli astanti in sala d’aspetto questo sembra non andare giù, ed ecco che iniziano a volare commenti xenofobi del tipo ‘Starà facendo qualche rito tribale’ oppure ‘Si tratta di satanismo’, addirittura qualcun altro ha chiesto di ‘Far tacere quella scimmia’. Questo singolo episodio mostra quanto oggi, per molti, una persona non sia più giudicabile per ciò che fa ma per ciò che è: in maniera più specifica, per la ‘razza’ a cui appartiene. Il pensiero di Benedetto Croce è invece tutto improntato a sottolineare la spiritualità dell’uomo, nel senso che specifica in maniera inequivocabile che l’uomo sia tale per ciò che sa e soprattutto per ciò che fa, non per ciò che è. Il cosiddetto storicismo assoluto crociano si basa sulla concezione che la storia sia Spirito e Spiritualità: essa comprende quattro fondamentali categorie, le quali sono eterne: Il bello, Il vero, Il buono e L’utile. Esse si concretizzano e prendono vita di continuo nel corso della storia attraverso l’azione degli uomini grazie alla quale, pur rimanendo eterne, cambiano la forma in cui si esprimono. Infatti, nella ‘Storia come pensiero e come azione’ Croce specifica che a cambiare sono i concetti delle categorie e non le categorie stesse. Le quattro categorie sono distinte, ma sono le componenti di tutta la storia, e sono legate tra loro dalla moralità: con questo termine Croce non vuole intendere che la storia sia moralistica ma che, con il suo trascorrere, sia sempre fedele alla trasposizione delle sue categorie, attraverso l’azione dell’uomo, in maniera sempre più progredita, spiritualmente e umanamente. La Storia è espressione di umanità e l’azione umana deve sempre esprimere la spiritualità della storia che è tutt’uno con la spiritualità dell’umano. Per non confondere il concetto di moralità con quello di moralismo, Croce ha definito la Storia con il termine ‘Storia etico-politica’: essa prende vita di continuo e in modi diversi nell’arco del tempo, ma sempre rispettando la moralità e l’umanità che sono la sua intima essenza. Qualora ciò non avvenisse, si incapperebbe in ciò che il filosofo napoletano chiama Patologia dello Spirito: lo Spirito si ammala laddove le sue Categorie siano espresse in una maniera inumana e non morale, laddove la loro maniera di espressione svilisca l’umano, lo despiritualizzi. La concezione crociana di storia etico-politica esprime in maniera convinta e precisa che l’uomo è ciò che fa, è qualificabile e giudicabile in virtù dell’azione con cui esprime la sua spiritualità e umanità  (che deve essere fedele alla spiritualità della Storia).  In virtù di questo pensiero è legittimo dire che l’umano si contraddistingue a seconda dell’agire e non di qualsiasi concezione corporea o biologica. Non esistono ‘razze’ che contraddistinguono gli uomini, essi sono giudicabili rispetto alle loro azioni.

Benedetto Croce.

Patologia dello Spirito

Croce parla in diversi luoghi del concetto di Patologia dello Spirito, cioè di quella modalità di espressione dell’umano e delle categorie che non ha nulla di umano, che getta l’uomo in una dimensione primitivistica e antispirituale. Se ne parla ad esempio nella ‘Storia di Italia’, in cui Croce spiega come uno dei sentori di questa patologia sia stato presente nella letteratura verista e naturalista in cui l’uomo e le sue azioni sono necessitate e determinate dagli istinti e dagli impulsi,dunque da cause biologico-organiche che non lasciano spazio alcuno alla libera volontà che è la vera motrice dell’azione morale. Oppure nella letteratura di D’Annunzio, i cui protagonisti sono spinti da una furiosa e barbarica smania di conquista e di assoggettamento e dall’anelito a tornare e a rifugiarsi in dimensioni primitive e superate dal progresso moderno (si veda ad esempio la nostalgia di Claudio Cantelmo nei confronti del latifondismo preliberale, oppure l’impulso che lo portava a cavalcare nelle campagne vicino Roma durante cui amava stare a contatto con il suo tellurico ‘spirito demonico’). Si veda ancora come nel naturalismo di Zola la concezione di eredità del passato venga completamente svilita da quella di ereditarietà biologica dei caratteri, la quale vincola e necessita l’uomo nell’agire e nel pensare, accantonando completamente il suo essere libero e il suo agire secondo conoscenza e volontà che è espressione fondamentale della sua spiritualità. L’uomo, da essere spirituale che fa la storia e se stesso attraverso la sua azione, diviene unicamente un qualcosa di considerato a livello naturalistico e biologico, alla stregua dell’animalità e necessitato da essa: la moralità delle categorie dello spirito che dovrebbe esprimere la sua umanità è stata sostituita da un inumano biologismo necessitaristico. Importanti sono alcuni contenuti dell’opera crociana ‘Storia d’Europa nel secolo XIX’ in cui si parla di patologia dello spirito in senso politico a proposito dell’unificazione della Germania. Lo stato tedesco, a differenza dell’Italia, che poco prima raggiunge l’unificazione (nove anni prima), diviene una nazione incentrata sull’espansionismo e sulla potenza in nome dell’importanza delle radici, in nome della ‘germanicità‘. L’unità nazionale dello stato tedesco non ha nulla di etico e di spirituale, non si fonda sulla uguaglianza degli uomini e sui diritti dell’uomo e del cittadino, sull’importanza della democrazia e del parlamentarismo: è un enorme animale assetato di potenza ed espansionismo. Si veda come l’unificazione di questa nazione sia stata l’emblema di quella caduta dei valori etico-politici che avevano portato alle unità nazionali, soppiantati dalle espansionistiche esigenze di potere e di mercato. Dal 1870 lo Stato smette di essere una unità politica incentrata sulla moralità (non sul moralismo) e sul rispetto nei confronti delle altre unità politiche, per divenire una macchina costantemente votata all’espansionismo. Si veda come nella prima guerra mondiale l’espansionismo tedesco (e non solo) divenga feroce e come giunga ai suoi massimi estremi nella seconda avallato e potenziato dalla retorica della ‘purezza della razza’ e dalla concezione di ‘spazio vitale’. La retorica razzista finalizzata e votata all’espansionismo e alla potenza ha prodotto cose terribili e inumane come Auschwitz e come quegli ospedali costruiti appositamente per uccidere disabili e handicappati per ‘salvaguardare la purezza e la sanità della razza’. Questa retorica ha provocato il disprezzo e la paura nei confronti dell’altro uomo per la sua religione o il colore della sua pelle, paura e disprezzo che ancora oggi sopravvivono per via delle forme e dei modi con cui questa retorica viene odiernamente propugnata.

Patologia dello Spirito oggi

Nonostante ci siano state due guerre che hanno devastato l’Europa a causa della retorica razzista e nazionalista votata all’espansionismo e alla definizione sempre più larga dei confini, nonostante si sia fatto tanto per combatterla e accantonarla per sempre, oggi prende di nuovo forma ed è legittimata attraverso maniere subdole, intricate e contorte, nella polemica contro gli immigrati irregolari e i clandestini. I contemporanei ‘salvatori della patria’ promettono meno tasse, più lavoro, ed eliminazione dell’immigrazione irregolare: questi sono i nuovi slogan delle odierne campagne elettorali. Questi leader politici non mancano di premurarsi a precisare che nei loro programmi non ci sia alcun fondamento razzista o fascista: la condanna al razzismo e al fascismo da parte loro è sempre netta. Nonostante ciò, non si può non notare che certi atteggiamenti sono tornati: l’odio e la paura nei confronti del diverso, nei confronti di ‘colui che non è come me’ è tornata ed è legittimata dalla continua propaganda sulla sicurezza, sull’immigrazione clandestina e sui porti sicuri. Anche se questi leader prendono le distanze dal fascismo e dal razzismo, con la loro propaganda, li legittimano. L’episodio di Sondrio è uno dei tanti micro episodi di razzismo, inumanità e intolleranza che si stanno verificando da qualche tempo a questa parte. La propaganda incentrata sull’ossessione della sicurezza e della paura ha portato gli italiani (e non solo) all’intolleranza nei confronti dell’altro da noi, dello straniero che in qualsiasi momento ‘può insidiare la vita tranquilla, onesta e pacifica dei cittadini per bene’ (chiunque di loro, infatti, può essere il cattivo e delinquente immigrato irregolare). Evidentemente siamo in un ennesimo periodo della cosiddetta patologia dello spirito: si veda come quella moralità della storia di cui parlava Croce sia completamente oltraggiata e smentita, come l’utile e l’interesse soppiantino ogni tipo di umanità e tolleranza a tutti i livelli. Il motto odierno è: ‘devo salvaguardare i miei interessi e non ho tempo per la compassione e per la pietà, non ho tempo di pensare agli altri’. E’ lo stesso pensiero che ha portato i tedeschi del 1933 a votare per il partito nazista e ad eleggere Adolf Hitler capo del governo: il debito pubblico era ai massimi livelli, le aziende chiudevano e la gente era senza lavoro (proprio la stessa situazione che stiamo vivendo oggi). Non si può sapere se gli esiti di questo tipo di propaganda possano sfociare nuovamente nel fascismo e nel nazismo, ma di sicuro stanno portando e porteranno ad una nuova maniera di espressione del vecchio fascismo: infatti, non soltanto lo Spirito si concretizza in forme sempre nuove ma anche l’antispirito e la barbarie. L’episodio di Sondrio dimostra come il seme dell’odio che subdolamente viene instillato dalle contemporanee propagande politiche stia germogliando, determinando la perdita delle più elementari espressioni di umanità come la compassione nei confronti di una donna, di una madre, che ha visto morire la propria bambina di cinque mesi davanti ai suoi occhi. Croce conclude la parte della sua opera ‘La storia come pensiero e come azione’ dedicata alla Patologia dello Spirito dicendo che il termine ‘razza’ è solo una parola, usata per distinguere le collettività tra loro: questa non ha nessun significato reale e non è affatto criterio di valutazione. L’uomo singolo è da giudicarsi unicamente per il suo agire, per la modalità con cui esercita la propria libertà e non in virtù di una categoria arbitraria e strumentale come quella di razza . Purtroppo, allo stato dei fatti, questa concezione così basilare per la convivenza civile e morale tra gli uomini ancora non è accessibile alla gran parte di noi: è un momento buio per la nostra storia, ma speriamo che, come diceva Croce, i tempi bui della storia siano temporanei e strumentali per la rivalsa e il trionfo dello Spirito che è umanità.

La diversità è un dono

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