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Internet avvicina i cittadini alla politica? Il caso dei commenti bizzarri nelle “dirette Conte”

Internet avvicina i cittadini alla politica? Il caso dei commenti bizzarri nelle “dirette Conte”

Come ogni fenomeno sociale, la politica tende ad evolvere nel tempo, tenendo conto dei vari cambiamenti storici, tra i quali ritroviamo quello dell’avvio e dello sviluppo dell’uso del web.

L’avvento di Internet ha dato un impulso nuovo alla comunicazione politica, diventando uno degli strumenti principali utilizzati dai vari leader e partiti. Un sistema che da un lato avvicina i cittadini alla dimensione politica, mentre dall’altro pare, per alcuni, semplificare il messaggio politico alleggerendone l’importanza.

L’ingresso di Internet in politica

La comunicazione politica, intesa come “Lo scambio ed il confronto dei contenuti di interesse pubblico politico prodotti dal sistema politico stesso, dal sistema dei mass-media e dal cittadino, non solamente nella sua veste di elettore” è stata profondamente influenzata, nel periodo storico in cui ci troviamo, dall’avvento di Internet. Se infatti tra gli anni ’80 e ’90 lo strumento prediletto per la diffusione del messaggio politico è stata la televisione (che ricopre ancora oggi un ruolo particolarmente importante), oggi vediamo una forte volontà degli attori politici di utilizzare anche i sistemi offerti dal web. Questo perché esso permette la costruzione di sistemi comunicativi ancora più immediati, passando attraverso dispositivi che oggi i cittadini utilizzano nella propria quotidianità, come smartphones, computer e tablet. In realtà, tra la metà degli anni ’90 e i primi anni 2000, si è connaturata una forma primordiale dell’uso di Internet in politica, è il caso dei c.d. “siti vetrina“, definiti con questa espressione in quanto utilizzati come una sorta di bacheca elettronica in cui i politici potevano inserire ad esempio spezzoni di video inerenti a comizi, trasmettendo così notizie e statistiche. In realtà però, il vero e proprio boom dell’uso del web in politica è avvenuto con la diffusione dei social media, i quali si configurano come finestre digitali frequentemente utilizzate dai cittadini nella propria quotidianità e che nel momento in cui il loro utilizzo viene adibito anche alla diffusione del messaggio politico permettono una diffusione di quest’ultimo ancora più coinvolgente, raggiungendo con poche frasi anche coloro che generalmente non dedicano molto del proprio tempo libero all’analisi del contesto politico corrente e non amano leggere lunghi paragrafi sui giornali o ascoltare alla televisione o alla radio monologhi e dibattiti ricchi di termini tecnici.

Che tipo di linguaggio predomina nella trattazione della politica online?

Generalmente il linguaggio utilizzato nella trattazione della politica sui social media appare semplice, alleggerito dai tradizionali tecnicismi che predominano nell’analisi politica presente in altri sistemi mediatici (tra cui giornali e specifiche trasmissioni radiofoniche o televisive). Questo amplia dunque la platea dei potenziali destinatari, che come già accennato non sono solo coloro che nella propria quotidianità attribuiscono una certa importanza alla consapevolezza delle dinamiche politiche correnti e le realtà ad esse collegate, ma anche coloro che non si sentono particolarmente vicini alla politica ma che vogliono comunque dotarsi di una conoscenza di base, o in altre parole di un’infarinatura generale. E’ sbagliato credere che a tale semplicità consegua una scarsa valorizzazione dell’apparato linguistico, in quanto i messaggi presentati online dai vari personaggi politici derivano da un attento uso della terminologia utilizzata nella loro composizione, motivo per cui molto spesso i personaggi politici che li pubblicano sui propri profili online sono affiancati da veri e propri specialisti, consulenti di comunicazione che si impegnano affinché le parole utilizzate dai politici possano scaturire un certo impatto emotivo nei cittadini, in modo da ottenere così maggiori consensi. Questo fenomeno ha condotto in molti casi, secondo alcuni,  a valorizzare maggiormente il modo utilizzato per comunicare piuttosto che il contenuto presentato, proponendo parole chiave riferite a “temi caldi” che possano coinvolgere emotivamente e psicologicamente i cittadini.

Maggiore vicinanza o minore percezione dell’importanza del messaggio politico? Il caso delle “dirette Conte

In questo schema, i cittadini hanno maggiori possibilità di esprimersi (sia in senso positivo che negativo) in riferimento al dibattito politico, ad esempio condividendo un post del partito a cui attribuiscono la propria preferenza, mettendo likes e commentando. Si stabilisce quindi una forma di comunicazione più diretta, anche se non totalmente (ad esempio nelle dirette online i politici non riescono a rispondere a ogni commento che ricevono, impedendo così la strutturazione di un vero e proprio dialogo bilaterale sempre effettivo). E’ anche vero però che questa innovativa modalità di trasmettere messaggi politici viene da molti percepita come meno istituzionale e rigorosa rispetto ai metodi di comunicazione classici (come comizi, apparizioni in programmi televisivi specifici etc), e non mancano i casi di persone che sfruttano la propria possibilità di avere accesso ai social media per rispondere in modo fuorviante, bizzarro e spesso offensivo rispetto al contenuto presentato dalla figura politica del caso. Quindi se da un lato, a livello tecnico l’uso del social media permette un avvicinamento della comunicazione tra sfera politica e sfera cittadina, dall’altro questa percezione di minore istituzionalità induce molti a mostrare maggiormente la propria distanza dal contesto politico, non considerandolo una sfera sociale dalla primaria importanza. Emblematico è il caso delle conferenze stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giuseppe Conte, che per raggiungere un pubblico maggiore durante l’emergenza Covid-19 sono state trasmesse in contemporanea sulla piattaforma di Facebook tramite lo strumento della diretta online. Molteplici sono i commenti di utenti volti a sdrammatizzare ma spesso anche ledere la serietà del messaggio proposto dal Premier, i quali contengono spesso provocazioni o addirittura contenuti offensivi, delineando dunque una sensazione di legittimazione da parte dei cittadini di esprimersi in modo superficiale data la loro capacità di accedere facilmente alle piattaforme online. Una realtà ambigua dunque, sintomatica in molti casi di uno scarso sentimento civico, ma in altri anche di un senso di frustrazione di fronte ad una sfera politica che agli occhi di molti appare lontana dagli effettivi bisogni della base elettorale.

 

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