Il Superuovo

Inettitudine in letteratura: ecco quattro protagonisti “inetti” presenti nel romanzo italiano del Novecento

Inettitudine in letteratura: ecco quattro protagonisti “inetti” presenti nel romanzo italiano del Novecento

Scopriamo il tema dell’inettitudine attraverso quattro romanzi del panorama letterario italiano del Novecento.

Chi è l’inetto? La letteratura europea del primo Novecento è ricca di romanzi in cui il protagonista è un inetto, cioè un individuo che non sa agire, che (forse) non vuole davvero agire e, dunque, lascia che le situazioni attorno a lui lo avvolgano e prendano il sopravvento sul suo volere. Quello dell’inettitudine è uno dei grandi temi letterari del Novecento e anche la letteratura italiana ci ha lasciato alcuni esempi molto interessanti.

Alle origini di questo personaggio

Alla fine dell’Ottocento, il mondo culturale e letterario vive una fase di crisi dei valori, caratterizzata da una messa in discussione dei concetti, dei temi e dei valori stessi che esistevano fino a quel momento. L’intellettuale perde la sua posizione privilegiata: tanti quesiti iniziano a ruotare attorno a questo personaggio, che, sempre di più, inizia a vivere ai margini della società. A questo contesto si associa la nascita della figura dell’inetto, cioè quel tipico personaggio che non sa vivere, è incapace di comunicare efficacemente con gli altri, non sa davvero cosa vuole e spesso non agisce. E’ una persona che vive ansiosamente ogni situazione, in un perenne stato di angoscia. Una delle sue principali caratteristiche è la capacità di autoingannarsi: l’inetto, infatti, non riesce a guardarsi oggettivamente, quindi crea degli autoinganni che gli impediscono di osservare la sua vera natura.

1. Senilità, Italo Svevo

Il romanzo “Senilità” (1898) è il secondo di Italo Svevo, che aveva già scritto “Una vita”, altro romanzo con protagonista un inetto ma che non aveva avuto successo. Il protagonista di Senilità è Emilio Brentani. Lui, impiegato intellettuale e incapace di vivere, ha una relazione con Angiolina, che lo tradirà più volte. Emilio è un uomo che non riesce a comprendere davvero la situazione attorno a lui, si autoinganna e difende Angiolina nonostante, a volte, si renda conto dei suoi strani comportamenti. A metter in risalto questa sua condizione di inettitudine è l’amico Stefano Balli, artista e amante delle donne. Emilio è un uomo che soffre ma che non sa agire e alla fine, quando Angiolina lo abbandonerà, a lui non resterà nulla. Tornerà alla vita noiosa e sola che aveva condotto da sempre.

 

2. La coscienza di Zeno, Italo Svevo

Questo romanzo (1923) di Italo Svevo è senza dubbio la sua opera più celebre. Zeno Cosini, il protagonista, è uno dei grandi personaggi del panorama letterario italiano di tutti i tempi. Anche lui, come Emilio Brentani, è un inetto ma è diverso, perché riesce a pensare ed agire per ottenere ciò che vuole: arricchirsi. Infatti, Zeno è un uomo d’affari. Nonostante questo, però, resta un inetto: si autoinganna e, anche se agisce, non lo fa come davvero vorrebbe.

3. Con gli occhi chiusi, Tozzi

Questo romanzo del 1919 porta la firma di Federigo Tozzi, scrittore novecentesco che ha riscosso molto successo in Italia. “Con gli occhi chiusi” è la storia di Pietro e del suo amore per Ghisola. Pietro è un ragazzino benestante, perde la madre da ragazzino e il padre non si occupa molto di lui. Pietro guarda il mondo con gli occhi chiusi, perché non guarda davvero le cose, comprende solo ciò che vuole e non sa agire. Ama Ghisola, una ragazzina che vive nel suo podere in campagna, ma lei non ricambia il suo amore, anche se finge di stare al suo fianco. Crescono insieme e lei continuerà ad ingannarlo. Pietro non capisce e non sa agire, non sa prendere delle decisioni, non trova nessun perché e nessuno scopo. Alla fine del romanzo, riuscirà ad aprire gli occhi.

4. Il fu Mattia Pascal, Pirandello

Tra i principali “inetti” della letteratura italiana, va menzionato anche il protagonista dell’opera “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello. Mattia Pascal, soggetto molto particolare, è uno di quei personaggi che – insoddisfatto della sua vita – prova a cambiarla, senza però avere successo. Perde la sua identità e prova a crearsene un’altra, ma non riesce a raggiungere il suo obiettivo. Pensa ma non sa agire, e anche quando agisce, alla fine non le cose non cambiano. Si arrende al suo destino e accetta la sua umile vita.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: