Il Superuovo

Chi è davvero il Leviatano? La Bibbia e T. Hobbes provano a rispondere alla domanda

Chi è davvero il Leviatano? La Bibbia e T. Hobbes provano a rispondere alla domanda

Qual è la corretta interpretazione che deve essere data alla leggendaria figura del Leviatano?

Mostruoso serpente marino o espressione del potere di Dio? Il Leviatano, leggendario mostro biblico, ha ricevuto, nel corso del tempo, diverse interpretazioni fornendo parecchi spunti di riflessione per filosofi, poeti, letterati e storici delle religioni.

La figura del “Leviatano” nella bibbia

Il Leviatano è un enorme mostro marino dalla forza leggendaria presentato nell’antico testamento; la creatura viene descritta come un drago acquatico serpentiforme privo di zampe. Il nome deriva dall’ebraico “livyatan” che significa “contorto, malvagio”. La citazione più importante in merito a questo mostro leggendario si trova all’interno del libro di Giobbe ” Quando si alza, si spaventano i forti e per il terrore restano smarriti .Ecco, è vana la speranza di chi lo assale… Nessuno sulla terra è pari a lui,.. fatto per non aver paura. Lo teme ogni essere più altero…egli è il re su tutte le fiere più superbe; basta scorgerlo e uno soccombe“. Molti storici delle religioni convengono che nella figura del leviatano vi siano tratti della religione babilonese e, nello specifico, tendono ad identificarlo con la mostruosa dea Tiāmat: madre di tutto il cosmo, la dea è tradizionalmente rappresentata come un serpente marino o un drago. La figura di questo mostro marino ha influenzato nel tempo filosofi, poeti e scrittori: Melville, nel suo famosissimo romanzo “Moby Dick” associa la figura del leviatano con la gigantesca balena bianca, Shakespeare lo cita all’interno del “Sogno di una notte di mezza estate” e, infine, il filosofo inglese Thomas Hobbes paragona la sua forza sovraumana al potere assoluto dello stato utilizzando il nome del mostro come titolo per la sua opera più famosa.

Allegorie ed altre interpretazioni del “mostro”

Le interpretazioni allegoriche di questo mostro biblico sono varie: benché venga tradizionalmente associato al caos primordiale e alla potenza priva di controllo (a causa delle sue somiglianze con la divinità babilonese), l’interpretazione biblica “più corretta” vede il leviatano come simbolo della potenza divina. All’interno del salmo 104:25–26 viene lodato Dio per aver creato l’habitat del leviatano (il mare):  “Ecco il mare, grande e spazioso, che brulica di innumerevoli creature;  lo percorrono le navi e il Leviathan che tu hai formato per scherzare in esso” . Altre interpretazioni associano la figura del leviatano ad un coccodrillo legandolo al culto egiziano del dio Sobek che, secondo alcune leggende dell’antico Egitto, sarebbe stato il primo essere ad emergere dal caos originario per plasmare il mondo.  In Isaia 27:1, infatti, la figura del serpente marino è associata ai malvagi re della terra che contrastano il popolo di Dio: “il Signore punirà con la spada dura, grande e forte, il Leviatàn serpente guizzante, il Leviatàn serpente tortuoso e ucciderà il drago che sta nel mare“. Infine, all’interno del salmo 74:14 è descritta la vittoria di Dio sul leviatano, probabile riferimento della vittoria del popolo ebraico sulla schiavitù egizia: “tu spezzasti il capo del leviatan, tu lo desti in pasto al popolo del deserto“.

Il Leviatano di Thomas Hobbes

Thomas Hobbes, filosofo britannico vissuto tra il XVI e il XVII secolo, intitola la sua opera più famosa “Il leviatano”. Pubblicata nel 1651 l’opera tratta il problema della legittimità e della forma dello stato: secondo il pensatore inglese, gli uomini, spaventati dal pensiero della morte scelgono  di associarsi in comunità rinunciando ad una parte del proprio diritto naturale decidendo di “sottostare” alla figura del leviatano (il sovrano), colui che riuscirà a far rispettare la pace tra gli uomini tenendo così lontana la paura della morte. Il sovrano, dunque, riqualifica la figura del Leviatano trasformandolo da mostro marino ad espressione del potere statale: egli sarà il garante della pace universale, l’unico in grado di applicare le leggi in modo ferreo garantendo, così, la sopravvivenza di tutta la comunità e, più in generale, la sopravvivenza dell’intero genere umano.

 

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