Grazie al progredire della scienza neurologica, siamo in grado di osservare l’attività neurale durante il sonno. Solo osservando i tracciati EEG (elettro encefalo gramma) i ricercatori possono affermare, con una precisione maggiore del 90%, se il soggetto in quel momento sta sognando. Dai test su 7 volontari, monitorati in 5-10 notti di sonno, è emerso che questa attività occupa il 95% di tutta la fase REM e il 71% di quella non-REM. La fase REM corrisponde a quella più ristorativa, ossia la fase in cui il sonno è più profondo. La fase non-REM, invece, corrisponde ad un sonno più leggero e anche ad una quantità minore di sogni e di riposo.

Durante queste fasi è possibile fare sia sogni “belli”, che incubi. In particolar modo, i ricercatori si sono concentrati su questi ultimi e hanno identificato un modello di attività cerebrale che predice la rabbia che sperimentiamo durante i sogni. Questa ricerca potrebbe potenzialmente aiutarci a comprendere le basi neurali del contenuto emotivo degli incubi, che caratterizza anche vari disturbi mentali e del sonno.

Tracciato EEG delle diverse fasi del sonno.

Cosa succede durante gli incubi?

Ma cosa succede nel nostro cervello quando facciamo sogni “rabbiosi”? Grazie a precedenti studi, sappiamo che viviamo emozioni anche durante il sogno, ma non sapevamo quali fossero i meccanismi cerebrali alla base della componente affettiva in questi. Quando una persona sogna e questa attività è maggiore nell’emisfero destro, si sperimenta più rabbia, che sfocia quindi in un brutto sogno.

I ricercatori hanno studiato 17 volontari per due notti: (7 uomini e 10 donne) sottoponendoli ad elettroencefalogramma durante il sonno. È stata studiata la loro asimmetria frontale alfa, ovvero la differenza tra l’attività frontale dei due emisferi cerebrali. Una volta che i volontari erano nel cosiddetto sonno paradosso, la fase in cui si sogna di più, sono stati svegliati dopo 5 minuti e invitati a descrivere le loro emozioni. “Le persone che avevano una maggiore attività nella parte destra del cervello durante il sonno si presentavano più rabbiose al risveglio”, riferisce Pilleriin Sikka, ricercatrice all’Università di Turku (Finlandia). Poiché la produzione degli incubi è legata alla gestione delle emozioni, lo studio mostra che la rabbia che si provava subito dopo il risveglio e quella durante il sonno potrebbero essere regolate dallo stesso meccanismo.

Perché i risultati ottenuti sono importanti?

Quindi, la corteccia frontale destra del cervello permette, attraverso gli incubi, di metabolizzare i sentimenti troppo pesanti da affrontare durante il giorno. Queste nuove informazioni potrebbero aiutarci a comprendere meglio altre condizioni legate alle emozioni. Potrebbe essere fatta luce su come le persone gestiscono le loro emozioni quando hanno un incubo. Ciò dovrebbe condurci a trattare i disturbi legati al sonno, quali ansia, depressione e insonnia.

Marco Prevedello

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