In occasione del 4 novembre scopriamo la storia del culto del Milite Ignoto

Il 4 novembre è la giornata della celebrazione delle Forze Armate, del completamento dell’unità nazionale e della commemorazione del Milite Ignoto.

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Oltre a ricordare l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, il 4 novembre si celebra la giornata delle Forze Armate e si rende omaggio al Milite Ignoto. Si tratta di un’occasione per riflettere su quanti si sono spesi per la difesa della patria, nel passato, e su quanti continuano ancora oggi a impegnarsi e a sacrificarsi per la pace e la sicurezza del Paese.

Il 4 novembre

“La guerra contro l’Austria-Ungheria […] è vinta” questo l’annuncio del proclama del comandante supremo dell’esercito Armando Diaz  (04-11-1918). Il 3 novembre gli austriaci avevano firmato a Villa Giusti, nei pressi di Padova, l’armistizio, entrato poi in vigore il giorno successivo. Quindi, in primis, il 4 novembre ricorre l’anniversario della fine della prima guerra mondiale, da intendere non tanto come vittoria o prevaricazione sull’altro, bensì come giorno in cui ha trionfato finalmente la pace.

Inoltre, si celebra la giornata dell’unità nazionale per l’annessione di Trento e Trieste (le principali “terre irridente”), come già previsto dal Patto di Londra del 1915. L’intervento in guerra e la vittoria riportata sull’impero austro-ungarico avevano consentito all’Italia di portare a compimento il processo di unificazione nazionale (tant’è che si è parlato di quarta guerra di indipendenza e di fine del Risorgimento).

accaddeoggi 3 novembre 1918: firmato l'armistizio di Villa Giusti - Trentino Cultura

La 1° WW tra mito e memoria

La prima guerra mondiale fu “una grande produttrice di miti” ripresi in chiave apologetica e rievocativa. Negli anni immediatamente successivi al conflitto, infatti, si sviluppò una visione idealizzata della guerra: nacquero diversi culti, tra i quali quello dei caduti che interessava sia la dimensione privata e familiare, sia quella pubblica e istituzionale.

Onorare i caduti rappresentava un tentativo di elaborare il lutto, di esorcizzare il dolore per la perdita di migliaia di uomini e un’occasione per ricordare le dolorose conseguenze della Grande Guerra.

Si registrò ben presto il passaggio da un tipo di monumentalistica di carattere essenzialmente funerario a un tipo decisamente più celebrativo, passaggio che comportò non pochi scontri tra le diverse fazioni politiche, tra coloro che volevano riecheggiare l’immagine eroica del conflitto e coloro che volevano sottolineare le immani sofferenze causate dalla guerra.

Si cercava una spiegazione, una giustificazione a tanto dolore e, spesso, la si ritrovava nella difesa (necessaria e legittimata) della propria nazione; venivano accantonati gli orrori del conflitto, per lasciare spazio al patriottismo, all’eroismo.

In molti paesi si diffusero i cosiddetti “luoghi della memoria“: vennero costruiti grandi mausolei nei luoghi delle battaglie più violente e sanguinose sul fronte orientale, come a Tannenberg in Prussia, e sul fronte occidentale, come a Verdun in Francia; e monumenti ai caduti sorsero anche nei comuni più piccoli, memoriali, lapidi e targhe che riportavano i nomi dei soldati del luogo morti in guerra; nacquero i “boschi degli eroi“, i parchi e i viali “della rimembranza” in cui venivano piantati tanti alberi quanti erano i caduti da commemorare.

Catalogo Generale dei Beni Culturali

Il culto del Milite Ignoto

Oltre ai luoghi di commemorazione, nacque una nuova forma di celebrazione collettiva, quella del Milite Ignoto. Essa consiste nella sepoltura solenne in uno spazio pubblico delle spoglie di un soldato anonimo, non identificato; una sola tomba, simbolo della memoria comune, per ricordare tutti coloro che sono morti in guerra.

Poco dopo la Grande Guerra, diversi Paesi adottarono questa forma di commemorazione, a cominciare dalla Francia e dalla Gran Bretagna nel 1920: la Tombe du Soldat inconnu si trova alla base dell’Arco di Trionfo, a Parigi, The Tomb of the Unknown Warrior nell’Abbazia di Westminster, a Londra.

L’Italia, l’anno dopo -su proposta del generale Douhet- scelse per la sepoltura dell’Anonimo combattente, l’Altare della Patria, sotto la statua della dea Roma. Una volta presentata e approvata la legge, il ministro della guerra diede il via alle ricerche per l’individuazione di undici salme, ognuna proveniente da una diversa zona del fronte. Di queste, una sola sarebbe stata tumulata a Roma, una sola avrebbe rappresentato simbolicamente tutti i caduti per la patria.

Il 4 novembre 1921  la salma del Milite Ignoto venne inumata nel sacello dell’Altare della Patria, dopo essere stata trasportata su un treno dalla stazione di Aquileia.

Il Treno della Memoria del Milite Ignoto arriva oggi alla Stazione centrale di Napoli

Il significato del Milite Ignoto nel tempo

L’anno successivo, con il Regio decreto n° 1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale.

Il culto del Milite Ignoto coinvolgeva le masse e nasceva con l’obiettivo di riunificare, pacificare (e per certi versi idealizzare) la memoria bellica; non mancarono, però, le contestazioni politiche in particolare da parte dei socialisti e degli anarchici che non riconoscevano in toto il nuovo culto, anche perché si trattava di un ulteriore modo per appoggiare e promuovere la guerra e i valori nazionalistici.

Specialmente durante il regime fascista, infatti, il 4 novembre veniva visto come un’occasione per festeggiare il successo bellico e la vittoria sul “nemico”, soltanto dopo la seconda Guerra Mondiale la giornata assume una connotazione apolitica e ancora oggi il senso di questa giornata è quello di celebrare l’unità nazionale e l’impegno quotidiano delle forze armate nel garantire e salvaguardare la pace e la sicurezza per l’intera collettività.

Nel luglio 2023 il Senato ha approvato una norma per istituire la “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate“, per ricordare i militari del passato e del presente, precisando però che non costituirà festività nazionale.

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