Scoperta una possibile causa dell’estinzione dei dinosauri: sono colpevoli le polveri sottili

Attraverso un nuovo studio è stato dimostrato come delle “semplici” polveri sottili abbiano contribuito all’estinzione dei dinosauri.

Ormai è quasi certo che l’estinzione K-T, avvenuta 65 milioni di anni fa e che fece estinguere i dinosauri, sia stata provocata dall’asteroide Chicxulub. Recentemente uno studio dimostra che qualcos’altro contribuì alla catastrofe: le polveri sottili.

L’ESTINZIONE

L’estinzione di massa del Cretaceo o evento K-T (abbreviazione per Cretaceo – Terziario), fu una delle maggiori estinzioni faunistiche verificatesi durante il Fanerozoico che portò alla scomparsa di circa l’80% delle specie marine e continentali, tra cui i dinosauri e la causa dell’estinzione sarebbe da ricondursi all’impatto di un’asteroide nel Golfo del Messico 66 milioni di anni fa.

Già nel 1979, degli studiosi statunitensi misurarono, in alcuni livelli geologici risalenti al limite K-T, alcuni campioni di roccia nei pressi di Gubbio, la presenza di iridio, piuttosto raro sulla Terra ma comune nelle meteoriti. Fu così che avanzarono l’ipotesi che l’estinzione di massa fosse stata provocata da un asteroide. Soltanto all’inizio degli anni novanta venne scoperto il cratere di Chicxculub, nella penisola dello Yucatan. Lo studio del cratere ha portato alla conclusione che l’asteroide avrebbe colpito la Terra alla velocità di circa 30 km/s, avrebbe avuto un diametro di 17 km e avrebbe liberato un’ energia pari a 10.000 volte quella generabile dall’arsenale nucleare durante la guerra fredda. Un’altra simile testimonianza è il cratere di Shiva nell’Oceano Indiano.

Una ricerca internazionale coordinata dall’università del Texas ha rivelato come nel cratere i primi micro-organismi ricomparvero dopo appena tre anni dall’impatto dell’asteroide, anche se gli studiosi hanno notato grazie ad un campione di rocce, come nella zona dell’impatto la vita abbia guadagnato terreno in maniera disomogenea perchè negli angoli più lontani del cratere, l’ecosistema sembra essersi ripreso completamente dopo 300.000 anni.

Altri studiosi invece, ritengono che l’impatto sarebbe avvenuto almeno 300.000 anni prima dell’estinzione dei dinosauri. Secondo loro infatti la loro fine sarebbe stata causata da violente eruzioni vulcaniche avvenute in India ed avrebbero provocato sconvolgimenti climatici che determinarono l’estinzione di massa.

LA NUOVA SCOPERTA

Recentemente, uno studio pubblicato su Nature Geoscience , guidato dall’Osservatorio Reale del Belgio, ha mostrato per la prima volta una nuova componente coinvolta in questa catastrofe: le polveri sottili, che si sarebbero sollevate dopo l’impatto. In realtà l’ipotesi che queste possano aver influito circola già dagli anni Ottanta, ma venne rilevata solo una piccola quantità per avere qualche effetto rilevante. Il nuovo studio inoltre, ha preso in considerazione uno strato di terra profondo più di un metro dove le tracce di polveri sottili erano più abbondanti e sufficienti, secondo lo studio, ad oscurare il sole per un paio di anni. Così, in assenza di luce, le piante smisero di fare la fotosintesi e gli erbivori rimasero senza il loro sostentamento, mentre i carnivori trovarono prede sempre più magre. Nel frattempo inoltre, le polveri sottili rimasero in atmosfera circa per i successivi 15 anni abbassando la temperatura di 15°C causando un inverno pluriennale che portò l’estinzione del 75% di tutte le specie sul pianeta e aprì la strada all’evoluzione dei mammiferi.

E DOPO?

Dopo l’estinzione nuove piante iniziarono a colonizzare il pianeta come le felci e le palme, creando ecosistemi più vasti e complessi. Anche l’ambiente marino conobbe profonde trasformazioni, con la scomparsa dei grandi rettili marini infatti, i mammiferi acquatici hanno potuto evolversi e colonizzare gli oceani. I mammiferi erano così piccoli che non raggiungevano le dimensioni di un roditore. Nel giro di 200.000 anni però, questi tornarono ad assumere dimensioni maggiori fino a raggiungere i 25 chilogrammi, mentre dopo 700.000 anni raggiunsero i 5o chilogrammi. Inoltre, in alcune zone come in Australia, Nuova Zelanda comparvero mammiferi giganti, come anche uccelli  e invertebrati.

Insomma, l’estinzione dei dinosauri ha avuto un impatto duraturo sulla Terra, aprendo la strada a una nuova era di biodiversità e all’evoluzione di molte delle specie che oggi popolano il nostro pianeta. Questo evento segna un punto di svolta nella storia della vita sulla Terra, con la scomparsa dei dominatori del passato che ha permesso l’emergere di nuove forme di vita e ecosistemi.

 

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