Continua la battaglia tra UE e il ministro Salvini sulla ridistribuzione dei migranti nei paesi europei; la nave Aquarius, con a bordo 141 persone, approda a Malta dopo 6 giorni di stallo nelle acque del Mediterraneo. I migranti a bordo verranno ricollocati in Spagna, Francia, Portogallo, Germania, Lussemburgo e anche Italia. Altri migranti, a bordo della nave della Guardia Costiera “Diciotti”, sono stati invece scortati a Lampedusa, tra le critiche di Salvini e la ferma posizione del governo Maltese.

La vicenda di “Aquarius”

Con la riforma del regolamento di Dublino dello scorso 5 giugno, sono stati definiti gli standard riguardanti la ripartizione dei migranti sul suolo europeo. La riforma prevedeva la definizione di quote che ogni paese avrebbe dovuto rispettare per una corretta ed equilibrata “spartizione” dei richiedenti asilo (il nodo centrale del regolamento concerne infatti la necessità di riformare il principio secondo cui il paese di primo ingresso deve fornire la richiesta di asilo ai migranti). Il mancato accordo tra i vertici UE in merito a tale “revisione” (causa principale il “no” dei paesi dell’est Europa, contrari alla definizione delle quote) ha fatto sì che la riforma del regolamento di Dublino sia stata più teorica che pratica. Con il nuovo regolamento, i paesi dell’UE si impegnano ad accogliere i migranti secondo il “principio di volontarietà”, in altre parole non si può costringere un paese dell’Unione ad ospitare migranti, ma ogni membro UE deve impegnarsi per accogliere un numero “adeguato” (quindi a discrezione del governo vigente) di richiedenti asilo.

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la nave dell’ONG è rimasta in mare per 6 giorni prima di attraccare in un porto di Malta. fonte: Euronews

 

Proprio per questo le autorità maltesi, dopo sei giorni di stallo, hanno accolto la nave dell’ONG SOS Mèditerranée pur specificando che Malta non aveva nessun obbligo a riguardo:”Malta darà all’Aquarius il permesso di entrare nei suoi porti, pur non avendo l’obbligo giuridico di farlo. Tutte le 141 persone a bordo saranno distribuite tra Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e Spagna” scrive il premier maltese Muscat.

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Il premier maltese Joseph Muscat

Aquarius di nuovo in stallo nel Mediterraneo

Negli ultimi giorni infatti la nave Aquarius si era vista negare l’ingresso prima in Spagna, dopo che il comune di Barcellona si era offerto per ospitare alcuni dei 141 migranti, azione poi declinata da Madrid, e successivamente dall’Italia, ferma nella posizione di non far accedere la nave nei porti italiani.
Questo è l’appello della nave e di Medici senza Frontiere:”si chiede ora ai governi europei di assegnare un luogo sicuro di sbarco più vicino possibile in conformità con il diritto internazionale marittimo in modo che le persone salvate in mare possano essere sbarcate e l’Aquarius possa continuare a fornire la necessaria assistenza umanitaria”. In quel momento l’Aquarius si trovava tra le acque maltesi ed italiane. Per ragioni di sicurezzasarebbe dovuta quindi approdare in uno dei porti dei due Stati. Sulla base del principio di volontarietà, sono stati Francia e Spagna i paesi che si sono offerti di ospitare il numero maggiore dei migranti (60 a testa) mentre gli altri sono stati collocati in Portogallo, Germania e Lussemburgo.

Il ruolo dell’Italia e il controverso post di Salvini

Il 15 agosto anche il governo italiano dà la disponibilità ad accogliere 20 migranti, nonostante la dura posizione del ministro dell’Interno che, nel giorno del crollo del ponte Morandi a Genova in cui hanno perso la vita 38 persone e altre risultano ad oggi ancora disperse, posta su facebook: “In una giornata così triste, una notizia positiva.
La nave Ong AQUARIUS andrà a Malta e gli immigrati a bordo verranno distribuiti fra Spagna, Francia, Lussemburgo, Portogallo e Germania.
Come promesso, non in Italia, abbiamo già fatto abbastanza. Dalle parole ai fatti!”.

Come se la notizia di non accogliere migranti in Italia potesse essere un piacevole motivo di distrazione dalla tragedia.

I 190 migranti soccorsi dalla nave “Diciotti”

Nonostante i rapporti diplomatici tra gli stati europei del Mediterraneo sembravano aver raggiunto un equilibrio, con la ripartizione dei migranti in 5 paesi UE, appena 24 ore dopo la vicenda Aquarius, un’altra nave, questa volta della Capitaneria di Porto italiana, soccorre 190 migranti in acque maltesi. Tornano ad incrinarsi i rapporti con le istituzioni del governo di La Valletta.

Il mancato intervento delle autorità maltesi

La nave “Diciotti” ha soccorso i migranti, che si trovavano con il motore in avaria ed in condizioni crititche, nella zona Safe And Rescue (SAR) italiana dopo che le autorità maltesi hanno apparentemente “evitato” di soccorrere il barcone quando si trovava nelle acque di Malta.
Sembrerebbe infatti che, stando alle dichiarazioni del ministro dell’Interno maltese, il barcone avesse rifiutato l’aiuto della capitaneria con bandiera bianco-rossa sostenendo di voler proseguire il viaggio per l’Italia: “il barcone, che procedeva nella navigazione senza dare segnali di difficoltà ha rifiutato l’aiuto della Marina maltese, che stava monitorando l’imbarcazione lungo il suo tragitto all’interno della zona di ‘Search and Rescue’ (Sar) maltese, insistendo di voler proseguire il viaggio verso la sua destinazione finale, cioè l’Italia”. Solo successivamente, i 190 migranti sono stati soccorsi dalla Diciotti e, alla richiesta del governo italiano di farli sbarcare in sicurezza in un porto dell’isola di Malta, La Valletta risponde di no.

I 190 migranti sono infine sbarcati a Lampedusa, il porto più vicino e sicuro alla Diciotti, in attesa di essere distribuiti nel resto dell’UE come precedentemente avvenuto per i richiedenti asilo della nave Aquarius.

Immigrazione: tra diplomazia e sicurezza

Se i rapporti tra i paesi UE si fanno più complicati e fragili in virtù del principio di volontarietà, alla base dell’accordo di Dublino, i numeri riguardanti il fenomeno migratorio sembrano offrire un sospiro di sollievo.

Migranti in Europa

Nel vecchio continente sono sbarcati, dal 1 gennaio al 31 luglio 2018 circa 62 mila migranti. Il paese con il numero più alto di sbarchi è la Spagna che, solo quest’anno, ha accolto 28 mila persone. Dati che non stupiscono, considerando la vicinanza geografica della penisola spagnola con i territori del nord-africa. Non a caso sono di diverse nazionalità i migranti sbarcati sulle coste spagnole, da nigeriani a marocchini, dalla Siria alla Costa d’Avorio.

Per quanto riguarda il numero di migranti per 1000 abitanti, i paesi nordici sono tra quelli che registrano il dato più alto. Quelli mediterranei, ad eccezione di Malta e Cipro, sono tra quelli con l’indice più basso di migranti per popolazione.

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migranti ogni 1000 abitanti dati aggiornati a giugno 2018 fonte: Ministero dell’Interno

Migranti in Italia

Per quanto riguarda il nostro paese, il numero di migranti sbarcati è calato dell’81% rispetto al 2017.

Da gennaio a luglio 2018 il numero di migranti sbarcati è di 18.196, mentre nello stesso periodo, lo scorso anno, erano quasi 100.000 ad essere arrivati in Italia secondo i dati di UNHCR. La maggior parte dei migranti sbarcati quest’anno (oltre il 70%) sono di sesso maschile, il resto donne e minori (di questi la maggior parte sono non accompagnati).

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migranti in Italia, dati aggiornati al 2018 fonte: Le Nius.i

Per quanto riguarda il numero di migranti per 1000 abitanti, l’Italia ne conta solamente 2, attestandosi sul fondo della lista. Sembrerebbe quindi che le campagne anti migrazione condotte dal governo italiano siano esagerate e propagandistiche in quanto esaltano un fenomeno che in realtà è (fortunatamente e, forse, provvisoriamente) meno grave di quanto viene raccontato. La necessità di raccogliere consensi attraverso la strumentalizzazione del fenomeno migratorio è, ad ogni modo, uno dei punti chiavi del nuovo governo e del ministro dell’Interno Salvini: ogni occasione è buona per puntare il dito contro i migranti e le istituzioni europee, chissà se ciò deriva da ignoranza o da una subdola astuzia.

Gian Marco Renzetti